Chiude la sua legislatura

Il saluto di Avventino Frau

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Di Luca Delpozzo

Cari Ami­ci e Concit­ta­di­ni del Gar­da, è pas­sa­ta una leg­is­latu­ra, da quan­do, con non pic­co­la pre­oc­cu­pazione, su richi­es­ta dei Sin­daci atten­ti agli inter­es­si ed alla prospet­ti­va del Gar­da, sono tor­na­to ad occu­par­mi del­la nos­tra Comu­nità. Ora è giun­to il tem­po di ricon­seg­narla ai garde­sani, per­ché è fon­da­men­tale garan­tire, ad un ter­ri­to­rio così ampio e prezioso come il Gar­da, il ricam­bio del­la diri­gen­za polit­i­ca, l’avvento di nuove per­son­al­ità capaci di pen­sare al futuro e di costru­ir­lo. Così come facem­mo in pas­sato pen­san­do all’ambiente, alla tutela delle acque, all’unità del­la regione garde­sana.   Nonos­tante la dram­mat­i­ca pre­sen­za di una diri­gen­za polit­i­ca e ammin­is­tra­ti­va che non sa vedere oltre l’ombra del pro­prio cam­panile e spes­so anche di cat­e­gorie eco­nomiche molto capaci nel chiedere aiu­ti pub­bli­ci ma non altret­tan­to di con­tribuire, anche solo con la parte­ci­pazione e la pro­pos­ta. Sono le assen­ze che dan­neg­giano il Gar­da, sono le ster­ili proteste sen­za pro­pos­ta, sono il non sen­tir­si parte di una Comu­nità più ampia, né nazionale né regionale, il guardare alle pareti di fronte igno­ran­do quel­lo che c’è oltre le mura.   Per for­tu­na ci sono col­oro che,  per un Gar­da uni­to e forte, capace di difend­er­si, di sostenere, in visione ampia, i pro­pri legit­ti­mi inter­es­si, il pro­prio avvenire, si bat­tono e super­a­no le dif­fi­coltà, lavo­ran­do e facen­do anche per gli assen­ti, i por­togh­e­si del­la polit­i­ca, che viag­giano sul mez­zo comune ma paga­to dagli altri.   Questi gen­erosi, sono i sin­daci impeg­nati nel prog­et­to comune, gli ammin­is­tra­tori che li sosten­gono, i mem­bri del Diret­ti­vo del­la Comu­nità, in sostan­za la vera classe diri­gente garde­sana che cresce impeg­nan­dosi sen­za atten­dere le nomine dell’alto per mer­i­ti di condis­cen­den­za o d’altro genere.   Ricon­seg­ni­amo una Comu­nità, ad onta dei tem­pi duri che vivi­amo, sem­pre povera ma viva ed atti­va, capace di essere esem­plare (solo quat­tro dipen­den­ti), con un Diret­ti­vo che lavo­ra gra­tuita­mente, con un bilan­cio ordi­nario poco oltre i 500.000 euro (su questi dati per­ché non si fa un con­fron­to con le dis­pendiose Province?), con un liv­el­lo di pre­sen­za inter­nazionale, con stu­di asseg­nati e pagati dall’Unione Euro­pea, ed altri dal­la   Fon­dazione Carip­lo. In sostan­za un Ente pre­so ad esem­pio in Italia ed in Europa, dove si stu­dia la gov­er­nance dei gran­di ter­ri­tori.   Per quan­to mi riguar­da ho dato il mio con­trib­u­to (com­ple­tan­do quel­lo dato nei miei anni assai più gio­vani) al mio e nos­tro lago per ren­der­lo — ma non è facile – capace di esprimere una classe polit­i­ca, ammin­is­tra­ti­va, eco­nom­i­ca, tur­is­ti­ca, che sia il vero pat­ri­mo­nio di questo ter­ri­to­rio, erede di tan­ta sto­ria e dota­to anco­ra (nonos­tante noi) di tan­ta bellez­za.   Ques­ta let­tera vuole essere un salu­to, ai Sin­daci ed agli ammin­is­tra­tori che han­no sostenu­to la Comu­nità, ma soprat­tut­to ai cit­ta­di­ni, agli oper­a­tori eco­nomi­ci, alle realtà e alle asso­ci­azioni cul­tur­ali. A questi va ricorda­to come spes­so chi gov­er­na ques­ta nos­tra pic­co­la e grande strut­tura, sente il peso del­la soli­tu­dine, la lon­tanan­za e tal­vol­ta il dis­in­ter­esse dei concit­ta­di­ni, che si sveg­liano di colpo come appe­na qualche prob­le­ma si aggra­va, le acque scen­dono o sal­go­no, le strade si ingol­fano, l’inquinamento si fa fisi­ca­mente vedere, i tur­isti si ren­dono con­to degli ecces­si e cer­cano luoghi e anche laghi più nat­u­rali e tute­lati.   Allo­ra si risco­pre la Comu­nità, uni­co tavo­lo comune dei garde­sani, uni­ca voce uni­taria di tut­ti noi, stru­men­to demo­c­ra­ti­co di con­cer­tazione e – per quan­to pos­si­bile – di deci­sione.   Ai garde­sani, con il mio salu­to di concit­tadi­no, riv­ol­go l’appello a ren­der­si con­to, non solo per un istante, del comune des­ti­no di ques­ta comune regione che la inca­pac­ità polit­i­ca ha tenu­to divisa ad onta del­la sto­ria, del­la geografia e del­la vocazione eco­nom­i­ca.   Sono cer­to che – con l’aiuto di ques­ta rin­no­va­ta sol­i­da­ri­età – i prossi­mi e i futuri diri­gen­ti del Gar­da sapran­no dare sem­pre di più e sem­pre meglio per la Comu­nità dei garde­sani.   Un bene augu­rante salu­to.   Aventi­no Frau  

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