Restaurato l’ovale di San Francesco Richiama i fedeli per l’indulgenza della Porziuncola

Il santo dei passaggi di nuovo sull’altare

13/07/2003 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Ritor­na alla sua sede nat­u­rale, la chiesa par­roc­chiale dei san­ti Zenone e Mar­ti­no, l’ovale che rap­p­re­sen­ta San Francesco in ado­razione di Gesù cro­ci­fis­so, nel­la chiesa del­la Porz­i­un­co­la di Assisi, il due di agos­to. É tradizione che il 2 agos­to si effet­tuino “i pas­sag­gi”, ovvero l’entrata e l’uscita, in preghiera, da una chiesa, e attra­ver­so l’esercizio spir­i­tuale dei pas­sag­gi si acquisti­no le indul­gen­ze per i cari defun­ti. È conosci­u­ta soprat­tut­to dagli anziani come indul­gen­za del­la Porz­i­un­co­la. L’ovale è ora col­lo­ca­to sull’altare pri­mo di destra, sito nel­la par­roc­chiale. Misura cir­ca 70 cen­timetri di larghez­za e 118 di altez­za. È sta­to real­iz­za­to nel sec­o­lo XVIII da un intaglia­tore di scuo­la veneziana, dalle dec­o­razioni veg­e­tali (reca­mi). La tec­ni­ca uti­liz­za­ta è quel­la dell’intaglio e del­la tradizionale doratu­ra a guaz­zo con foglia d’oro zecchi­no, che veni­va appli­ca­ta su un fon­do di bolo armeno (argilla rossa). All’interno del­la cor­nice è ospi­ta­ta una stam­pa seri­grafi­ca del XX sec­o­lo e si seg­nala sot­to ques­ta un’altra immag­ine, a stam­pa, raf­fig­u­rante , evi­den­te­mente ven­er­a­ta pri­ma dell’attuale San Francesco. È sta­ta restau­ra­ta quin­di l’intera cor­nice ed il proces­so con­ser­v­a­ti­vo è avvenu­to sot­to la gui­da di Daniela Cam­pag­no­la. Han­no col­lab­o­ra­to con la Cam­pag­no­la gli allievi dell’istituto Anto­nio Pro­vo­lo di Verona nel prog­et­to for­ma­ti­vo pro­pos­to dal Fon­do Sociale Europeo. Gli allievi han­no fis­sato i pezzi peri­colan­ti del­la cor­nice d’oro, pulen­do la super­fi­cie e inte­gran­do la doratu­ra man­cante. La ricostruzione delle par­ti man­can­ti, nonché la doratu­ra man­cante, è sta­ta segui­ta da Bruno Cam­pag­no­la. La preziosa cor­nice era sta­ta affi­da­ta alle cure di Daniela Cam­pag­no­la per il restau­ro anco­ra nel 1999 dall’allora par­ro­co Don Edoar­do Sac­chel­la. «Ricor­do chiara­mente questo ovale dora­to», spie­ga Lib­era Azza­li, sorel­la di Don Nico­la Azza­li, «per­ché pro­prio nel giorno dei pas­sag­gi l’allora par­ro­co Man­to­vani, e suc­ces­si­va­mente don Sis­to Valle, espone­va l’ovale su un catafal­co, in mez­zo alla chiesa, per essere ven­er­a­ta. Era ritenu­ta da tut­ti i fedeli una vera e pro­pria reliquia per­ché intoc­ca­bile e riconosci­u­ta da tut­ti come prezio­sis­si­ma». «Il ritorno all’antico splen­dore dell’ovale del­la Porz­i­un­co­la», spie­ga don Nico­la Azza­li, «è un atto alta­mente mer­i­to­rio che va a riportare alla luce un bene par­roc­chiale di pre­gio ma anche a far conoscere ai gio­vani le antiche tradizioni reli­gioso-popo­lari del­la nos­tra gente, ormai in totale abban­dono e disuso».

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