La struttura ospedaliera di Valeggio finisce, unica del Veronese, nel libro sugli sprechi nella Sanità.

Il Senato condanna lo spreco dell’ospedale mai compiuto

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Filippo Brunetto

La strut­tura ospedaliera di Valeg­gio finisce, uni­ca del Veronese, nel libro sug­li sprechi nel­la San­ità. Il dossier riguar­da 128 ospedali fan­tas­ma (incom­piu­ti o non fun­zio­nan­ti) vis­i­tati in Italia dal­la com­mis­sione d’inchiesta san­i­taria volu­ta dal Sen­a­to. La com­mis­sione, pre­siedu­ta dal sen­a­tore Enri­co Pianet­ta di Forza Italia, ha accer­ta­to che fino a oggi in Italia sono sta­ti spe­si novemi­la mil­iar­di per la costruzione di queste strut­ture. In par­ti­co­lare a Valeg­gio, per real­iz­zare il com­p­lesso ospedaliero- che con­ta 56 posti let­to e sei posti in day hos­pi­tal- sono sta­ti spe­si a oggi 9.359 mil­ioni: 167 mil­ioni a pos­to let­to. La media degli sprechi in altre regioni, emerge dal vol­ume pub­bli­ca­to dopo tre anni di indagi­ni del­la com­mis­sione, è di 335 mil­ioni per le strut­ture più pic­cole e 283 per quelle che super­a­no i 600 posti let­to, fino ad arrivare la caso lim­ite del San­t’An­drea di Roma dove un pos­to let­to vale 708 mil­ioni, segui­to dal «Papardo» di Messi­na che sfio­ra i 600 mil­ioni. La Com­mis­sione par­la­mentare d’inchi­es­ta sul sis­tema san­i­tario volu­ta da Palaz­zo Madama ha effet­tua­to un sopral­lu­o­go a Valeg­gio nel­la pri­mav­era del 1999. «Per il defin­i­ti­vo com­ple­ta­men­to del com­p­lesso», ha scrit­to adesso la com­mis­sione, «sareb­bero nec­es­sari 8.500 mil­ioni, sec­on­do il prog­et­to pre­sen­ta­to alla Regione dal­la Asl che prevede­va la des­ti­nazione a degen­za riabil­i­ta­ti­va per ulte­ri­ori 33 posti let­to del quar­to piano e per cir­ca 30 posti let­to al quin­to da des­tinare a riabil­i­tazione o res­i­den­za san­i­taria assis­ten­ziale (RSA)». Questo com­ple­ta­men­to non è sta­to ritenu­to nec­es­sario dal­la Regione rispet­to alle esi­gen­ze di pro­gram­mazione vis­to l’ec­ces­so di posti let­to pre­sente in Vene­to (6,4 per mille abi­tan­ti) rispet­to a quan­to pre­vis­to dal­la legge: «Sono in cor­so trat­ta­tive con l’ di Verona», ha scrit­to la com­mis­sione, «per il com­ple­ta­men­to e la ces­sione del­l’area incom­ple­ta del com­p­lesso». Ma rispet­to alla pri­mav­era del 1999 a Valeg­gio sono cam­bi­ate molte cose e per l’ospedale, fini­to nel libro degli sprechi, si dovreb­bero aprire nuove prospet­tive. Da ieri la ges­tione dell’ospedale è pas­sa­ta defin­i­ti­va­mente dall’Asl 22 all’Azienda ospedaliera di Verona che ha già antic­i­pa­to in questi mesi agli ammin­is­tra­tori locali di vol­er com­pletare l’ospedale per orga­niz­zare un polo spe­cial­is­ti­co di riabil­i­tazione a sup­por­to delle strut­ture san­i­tarie cit­ta­dine. L’accordo, il pas­sag­gio di ges­tione del­la strut­tura è sta­to fir­ma­to in questi giorni dal diret­tore gen­erale dell’Azienda ospedaliera di Verona, Michele Romano, e da quel­lo dell’Asl 22 di Bus­solen­go Fil­ip­po Marel­li. Da ieri le attiv­ità pre­sen­ti nell’ospedale di Valeg­gio sono gestite dall’Azienda veronese a eccezione di quelle del dis­tret­to san­i­tario e del servizio dial­isi che saran­no segui­te anco­ra dall’Asl di Bus­solen­go. Il per­son­ale (a parte quel­lo di dial­isi) è sta­to trasfer­i­to all’Azienda san­i­taria di Verona: si trat­ta di 105 dipen­den­ti e cinque medici uni­ver­si­tari. L’Asl 22 con­tin­uerà, ma solo tran­si­to­ri­a­mente, a fornire il per­son­ale nec­es­sario alle attiv­ità di radi­olo­gia e endo­scopia diges­ti­va e il cen­tro uni­co di preno­tazione dell’azienda di Bus­solen­go provved­erà a effet­tuare le preno­tazioni per Valeg­gio. L’immobile e tutte le attrez­za­ture sono sta­ti con­ces­si in uso gra­tu­ito all’Azienda ospedaliera. Ques­ta scelta è sta­ta pre­sa in atte­sa di trovare una defin­i­ti­va soluzione sul prob­le­ma del­la pro­pri­età. Ma qual’è il prog­et­to di svilup­po delle attiv­ità riabil­i­ta­tive dell’ospedale? L’accordo di pro­gram­ma fir­ma­to l’altro giorno spie­ga sola­mente che la rior­ga­niz­zazione delle attiv­ità riabil­i­ta­tive sarà avvi­a­ta sul­la base di un doc­u­men­to tec­ni­co pre­dis­pos­to da un grup­po di lavoro mis­to ospedale- dopo aver acquisi­to da parte del­la Regione il parere favorev­ole.

Parole chiave: