Giochi fatti per la cessione della villa in usufrutto gratuito. Ospiterà corsi accademici e ricerche, ma anche convegni

Il Serraglio va all’Università

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il sin­da­co di Toscolano Mader­no, Pao­lo Ele­na, e il ret­tore del­la Statale di , prof. Pao­lo Man­tegaz­za, han­no pre­dis­pos­to la boz­za di con­ven­zione per il Ser­raglio, vale a dire la vil­la lib­er­ty (di cir­ca 1000 metri quadri cop­er­ti) e il par­co, sit­uati in splen­di­da posizione sul gol­fo. L’im­mo­bile ver­rà cedu­to in usufrut­to gra­tu­ito per 50 anni, rin­nov­abili, all’ che, in cam­bio, eseguirà lavori di ristrut­turazione e adegua­men­to, nonchè la manuten­zione stra­or­di­nar­ia e ordi­nar­ia. Il par­co sarà recu­per­a­to e val­oriz­za­to. Dovran­no essere ripristi­nate le vasche, i pon­ti­cel­li, le fontane, le canal­iz­zazioni, le opere idrauliche. Da sis­temare anche la stra­da di acces­so, a par­tire dal can­cel­lo prin­ci­pale. «Un prog­et­to da almeno 3 mil­iar­di, già esam­i­na­to dal­l’Uf­fi­cio tec­ni­co del comune e dal­la Soprint­en­den­za, che ha dato un parere favorev­ole di mas­si­ma — spie­ga il sin­da­co -. Per quan­to riguar­da l’ed­i­fi­cio, si effettuer­an­no solo aumen­ti di vol­ume­tria per motivi tec­ni­ci: mi riferisco alla costruzione del­l’as­cen­sore e alla ram­pa di acces­so per i dis­abili. Bisogn­erà quin­di provvedere all’impianto di riscal­da­men­to e di con­dizion­a­men­to, alla mes­sa a nor­ma di quel­lo elet­tri­co, agli arre­di». Nel­la vil­la del Ser­raglio si svol­ger­an­no attiv­ità didat­tiche, di ricer­ca, for­mazione e qual­i­fi­cazione pro­fes­sion­ale, con­gres­si. Il comune la uti­lizzerà a sua vol­ta per con­cer­ti o con­veg­ni, in gior­nate pre­fis­sate, sec­on­do disponi­bil­ità, e sen­za inter­ferire nel­l’at­tiv­ità prin­ci­pale. I vig­ili urbani e il per­son­ale del­l’Azien­da regionale delle foreste potran­no entrare in ogni momen­to per even­tu­ali con­trol­li. Il par­co, ric­co di essen­ze di notev­ole inter­esse (cedri, aceri, ole­an­dri, bouganvil­lea, rodo­den­dri, cipres­si, ecc.), sarà delim­i­ta­to in due aree dis­tinte: una di esclu­si­vo dirit­to del­l’U­ni­ver­sità, l’al­tra des­ti­na­ta a uso pub­bli­co (orario di aper­tu­ra 8–19, d’es­tate 7–22). La boz­za di con­ven­zione ver­rà esam­i­na­ta dal con­siglio comu­nale con­vo­ca­to per ven­erdì 9 mar­zo e dagli ammin­is­tra­tori del­la Statale, per even­tu­ali cor­rezioni. Poi andrà alla fir­ma. Ieri era­no atte­si sul Gar­da Man­tegaz­za, il pro ret­tore Enri­co De Cle­va, il pre­side del­la Facoltà di let­tere e filosofia Fab­rizio Con­ca, il respon­s­abile del Dipar­ti­men­to di biolo­gia Gio­van­ni Sala. Ma all’ul­ti­mo istante han­no rimanda­to l’ap­pun­ta­men­to. Il Ser­raglio era il casi­no di cac­cia dei Gon­za­ga, che giungevano via lago, poi sali­vano gra­zie a un tun­nel sot­ter­ra­neo. Nel pri­mo dopoguer­ra diven­tò alber­go alla moda, quin­di abitazione di Gian Bat­tista Benoni. Trat­ta­ta da Gabriele d’An­nun­zio e dal suo seg­re­tario Tom Antongi­ni (che alla fine scelsero Vil­la Car­gnac­co a Gar­done Riv­iera, trasfor­man­dola grad­ual­mente nel Vit­to­ri­ale), negli anni ’70 è sta­ta al cen­tro di una com­p­lessa oper­azione immo­bil­iare. La Fin­beni di Andrea Ste­fan­i­na ottenne di costru­ire appar­ta­men­ti per seim­i­la metri cubi (una stec­ca oriz­zon­tale nel­la parte bas­sa, a ridos­so di via Aquilani) ceden­do, in cam­bio, la vil­la e il par­co. Nell’85 una frana, causa­ta dal taglio delle piante, ebbe riper­cus­sioni giudiziarie e obbligò i pri­vati con­fi­nan­ti a effet­tuare lavori di con­sol­i­da­men­to (il muraglione). Abban­do­na­ta a se stes­sa, la vil­la è entra­ta nel miri­no di ladri e van­dali, che han­no ruba­to o dan­neg­gia­to gli arre­di rimasti: pit­ture e arazzi asportati, vetri rot­ti o spar­i­ti. Sul pavi­men­to di mar­mo, seg­ni di falò. Sparpagliati, numerosi mat­eras­si: seg­no che qual­cuno anda­va a dormir­ci. Nel ’96 sollevò accese dis­cus­sioni la pro­pos­ta di trasfor­mar­la in un cen­tro di ter­apia med­ica e riabil­i­ta­ti­va, con trat­ta­men­ti per le affezioni osteoar­ti­co­lari, le patolo­gie ischemiche, cere­brovas­co­lari e car­diache, ecc., approf­ittan­do del­la tem­per­atu­ra mite e del­la piena espo­sizione al sole. Ma l’ipote­si di tenere una gara di appal­to, in modo da cedere l’ed­i­fi­cio in uso gra­tu­ito per un cer­to numero di anni (i pri­vati avreb­bero dovu­to spendere almeno un paio di mil­iar­di per la sis­temazione defin­i­ti­va), non ha più avu­to un segui­to. L’an­no scor­so è mat­u­ra­ta l’idea di trattare con l’U­ni­ver­sità. Ora, dopo la stesura di una let­tera di inten­ti, ecco la boz­za di con­ven­zione. Un ulte­ri­ore pas­so avanti.