Nonostante i tagli, il bilancio 2004 chiude in ordine

Il sisma scuote le casse. Diminuzione dell’Ici

06/07/2005 in Attualità
A Salò
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Salò il ter­re­mo­to del 24 novem­bre ha provo­ca­to dan­ni in moltissime case («fino­ra abbi­amo rac­colto 400 richi­este di inter­ven­to — ha det­to il sin­da­co Giampiero Cipani — preve­di­amo che alla fine saran­no 7–800»), influ­en­do anche sui con­ti del comune. Il rica­va­to per l’Ici, ad esem­pio, è dimi­nu­ito, dopo anni di con­tin­uo aumen­to (tre mil­ioni e 300 mila incas­sati nel 2004, rispet­to ai tre mil­ioni e 69 mila del 2001, ma 48 mila meno del 2003). Idem la com­parte­ci­pazione Irpef e trasfer­i­men­ti dal­lo Sta­to (un mil­ione e 387 mila con­tro un mil­ione e 402 mila del­l’an­no prece­dente), gli oneri di urban­iz­zazione (un mil­ione e 119 mila, rispet­to a un mil­ione e 197 mila del 2003) e le sanzioni stradali (479 mila con­tro 485 mila del 2003). Sono invece aumen­tate le riscos­sioni per la tas­sa rifiu­ti (un mil­ione di euro, 12 mila in più) e i par­cometri (643 mila, 28 mila in più). Sono queste le voci su cui pog­gia il bilan­cio del munici­pio. «Le risorse nec­es­sarie per far fronte al fisi­o­logi­co incre­men­to delle spese — spie­ga l’asses­sore Bruno Marel­li — sono state reperite attra­ver­so il pro­gres­si­vo allarga­men­to del­la base imponi­bile ICI per effet­to del­l’at­tribuzione delle ren­dite cat­a­stali defin­i­tive, del­la real­iz­zazione di nuovi edi­fi­ci, del­la ristrut­turazione dei vec­chi, del­l’at­tiv­ità di accer­ta­men­to del­l’uf­fi­cio trib­u­ti». Per con­tro, molte abitazioni dan­neg­giate han­no potu­to usufruire di esen­zioni. «E le con­travven­zioni — aggiunge il sin­da­co — sono dimi­nu­ite per­chè, dopo il ter­re­mo­to, i vig­ili urbani han­no assun­to un atteggia­men­to pru­dente». I par­cometri invece con­tin­u­ano a fruttare. «Una cresci­ta sta­bile — sot­to­lin­ea Marel­li — coer­ente con l’af­fluen­za di tur­isti. Aumentare le tar­iffe? No. Si rive­drà soltan­to il piano soste, per favorire i res­i­den­ti». L’asses­sore pros­egue l’anal­isi del con­sun­ti­vo ricor­dan­do che la spe­sa cor­rente è sta­ta di otto mil­ioni e 386 mila euro, di cui il 17%, un mil­ione e 384 mila, per il sociale. Gli inves­ti­men­ti: quat­tro mil­ioni e 615 mila. «In cinque anni — aggiunge — abbi­amo real­iz­za­to opere pub­bliche per 19 mil­ioni e 189 mila euro: cinque mil­ioni e 507 mila con gli oneri di urban­iz­zazione, due mil­ioni e 923 mila con avan­zo di ammin­is­trazione, due mil­ioni e 672 mila gra­zie a con­tribu­ti, due mil­ioni e 428 mila uti­liz­zan­do gli incas­si derivan­ti da ven­dite di beni, cinque mil­ioni e 187 mila ricor­ren­do a mutui, 470 mila con altre fonti». Il pat­ri­mo­nio net­to, vale a dire la dif­feren­za tra le attiv­ità (gli immo­bili di pro­pri­età, le liq­uid­ità, i cred­i­ti, le rima­nen­ze di mate­ri­ali) e le pas­siv­ità (deb­iti ver­so terzi), è cresci­u­to di due mil­ioni e 444 mila euro. Ora ammon­ta a 19 mil­ioni di euro. Come dire che, a liv­el­lo con­tabile, l’azien­da-munici­pio vale com­p­lessi­va­mente cir­ca 37 mil­iar­di di vec­chie lire. «Il bilan­cio è sano — con­clude Marel­li — e ques­ta solid­ità ha con­sen­ti­to di affrontare sen­za grossi affan­ni le prime urgen­ze dopo il ter­re­mo­to. Nonos­tante le notevoli dif­fi­coltà ricon­ducibili ad alcune incon­gruen­ze nor­ma­tive ed al fisi­o­logi­co incre­men­to del­la spe­sa cor­rente, abbi­amo inoltre rispet­ta­to i vin­coli del Pat­to di sta­bil­ità». Il bilan­cio, cer­ti­fi­ca­to dai revi­sori (Albi­no Assalve, Domeni­co Saler­no e Pier Fran­co Savol­di), è sta­to approva­to dal­la mag­gio­ran­za e boc­cia­to dall’opposizione.

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