32 alloggi da fare nel 2002, per i più bisognosi torna l'Itea

Il sogno casa riparte da Bolognano

20/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Aldo Cadili

Il pri­mi 32 appar­ta­men­ti popo­lari pre­visti dal nuo­vo Prg sorg­er­an­no alla per­ife­ria di Bolog­nano. Ver­ran­no real­iz­za­ti dal­l’Itea nel­l’area al biv­io tra viale Rovere­to e via Stazione; saran­no dotati di e negozi. Sono in cor­so le pratiche d’e­spro­prio dei 5.600 metri quadri nec­es­sari (il padrone è il Comune di Riva, che ha ered­i­ta­to l’area dal­l’E­ca ed è d’ac­cor­do sull’operazione).I lavori par­ti­ran­no entro la prossi­ma pri­mav­era, men­tre le abitazioni, dotate di ele­vati stan­dard costrut­tivi, ver­ran­no ulti­mate l’an­no suc­ces­si­vo. «L’o­bi­et­ti­vo è di evitare la ghet­tiz­zazione che in pas­sato ha purtrop­po carat­ter­iz­za­to questi inse­di­a­men­ti — pun­tu­al­iz­za l’asses­sore Ser­gio Del­lan­na, che è l’artefice del­l’inizia­ti­va — non più gli anti­esteti­ci caser­moni-alveari con ammas­sate innu­merevoli famiglie. In futuro, sono pre­visti soltan­to lim­i­tati inse­di­a­men­ti popo­lari, come sarà a Bolog­nano, con a dis­po­sizione infra­strut­ture com­mer­ciali, per il tem­po libero e pos­si­bil­mente adi­a­cen­ti zone ver­di. Nel­la parte nord, accan­to a via Stazione, sorg­erà, infat­ti, un par­co pub­bli­co». L’am­min­is­trazione comu­nale, dopo aver defini­to sen­za intop­pi ques­ta oper­azione immo­bil­iare, sta sfor­nan­done delle altre analoghe. Il pro­gram­ma oper­a­ti­vo prevede, tra l’al­tro, di ricavare entro breve tem­po degli inse­di­a­men­ti popo­lari dalle aree res­i­den­ziali. «Da oltre un decen­nio ad Arco non è sta­to ris­er­va­to un metro quadra­to alle esi­gen­ze abi­ta­tive delle famiglie meno abbi­en­ti — pun­tu­al­iz­za pre­oc­cu­pa­to Del­lan­na — ora dob­bi­amo recu­per­are rap­i­da­mente il tem­po per­du­to. L’Itea avrà a dis­po­sizione una disc­re­ta quan­tità di aree per real­iz­zare numerosi appar­ta­men­ti. Per ovvi motivi eco­nomi­ci l’ente dovrà puntare su costruzioni nuove. Inter­venire nel risana­men­to dei cen­tri stori­ci è trop­po oneroso. Sem­mai è pos­si­bile qualche caso iso­la­to di mod­es­ta por­ta­ta. Il pro­gram­ma del­l’am­min­is­trazione comu­nale si pre­figge nel con­tem­po di evitare che l’Itea sia costret­ta, come è avvenu­to tem­po fa nel Romar­zollese, ad acquistare dai costrut­tori pri­vati nuovi appar­ta­men­ti». Inizia­tive del genere sono da abban­donare, sec­on­do il respon­s­abile del­l’ur­ban­is­ti­ca arcense, per­chè con­tribuis­cono ad innalzare il già cos­toso «mer­ca­to del­la casa» locale e costringono l’Itea a spendere cap­i­tali ingen­ti. Nel frat­tem­po, l’asses­sore alle prob­lem­atiche sociali, Vale­rio Cos­ta, sta con­tin­u­a­mente sol­lecitan­do la rap­i­da real­iz­zare di nuove abitazaioni. «Definire grave la situ­azione è ridut­ti­vo — pre­cisa Cos­ta — Lo scor­so anno abbi­amo avu­to cir­ca 250 richi­este di appar­ta­men­ti. Numerosi risul­tano i casi dram­mati­ci, come evi­den­zia la grad­u­a­to­ria per l’asseg­nazione di questi allog­gi. A fronte di ciò, pos­si­amo fare assai poco. Tra poco asseg­ner­e­mo agli anziani una dozzi­na di miniap­par­ta­men­ti nel­l’ex cantiere comu­nale. Poi dovre­mo atten­dere i 32 nuovi appar­ta­men­ti di Bolog­nano. Men­tre per le situ­azioni d’e­mer­gen­za sti­amo pre­dispo­nen­do una deci­na allog­gi per delle sis­temazioni tem­po­ra­nee. Nul­la più».

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