Professioni in gara. Il bardolinese Alessandrini al campionato del mondo barman. Poco alcol e tanta frutta il segreto per battere 27 nazioni

Il suo cocktail ha stregato Cuba

11/03/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
(s.j.)

Cam­pi­one del mon­do. Non in cam­po sporti­vo ma nel­la cat­e­go­ria bar­man, pro­fes­sione che Gianal­ber­to Alessan­dri­ni ha abbrac­cia­to già da diver­si anni nonos­tante ne abbia solo 27. Respon­s­abile del set­tore bar dell’Hotel Du Parc di Gar­da, il gio­vane bar­do­linese si è lau­re­ato cam­pi­one irida­to a Cuba, dove sono con­fluiti i migliori pro­fes­sion­isti del set­tore di tut­ta la ter­ra. «Era­no rap­p­re­sen­tate 27 nazioni e la gara si è svol­ta a l’Avana, nel­la pres­ti­giosa sala del par­la­men­to in Campi­doglio», rac­con­ta con entu­si­as­mo Gianal­ber­to, che pri­ma di giun­gere nel par­adiso dei Cara­bi ave­va vin­to il con­cor­so regionale, 96 con­cor­ren­ti bat­tuti, e quel­lo nazionale las­cian­do al palo 32 avver­sari. Due pri­mi posti asso­lu­ti pri­ma dell’apoteosi nel­la patria di Fidel Cas­tro. E a dis­tan­za di giorni l’entusiasmo per la vit­to­ria non sem­bra affievolir­si per Alessan­dri­ni, che è pron­to ad estrarre l’album delle foto scat­tate men­tre esul­ta nel salone del Campi­doglio sot­to i flash degli oper­a­tori del­la comu­ni­cazione e ammi­ra­to da bellezze caraibiche. «È sta­ta un’ espe­rien­za fan­tas­ti­ca e par­ti­co­lar­mente emozio­nante sup­por­t­a­ta dall’orgoglio di rap­p­re­sentare a liv­el­lo mon­di­ale l’Italia. Alla fine la giuria inter­nazionale com­pos­ta da due giu­di­ci france­si, un malese, un cubano e un inglese ha scel­to il mio cock­tail, “No anos” (Sen­za età)». Una bevan­da leg­ger­mente alcol­i­ca, com­pos­ta da scirop­po di papaya, suc­co di Gua­jana, ananas fres­co, liquore mapomapo e rum havana, che ha frut­ta­to al gio­vane garde­sano uno shack­er d’argento alto 50 cen­timetri. Ma al di là del val­ore del pre­mio e di una set­ti­mana di ferie pagate a Cuba, per Alessan­dri­ni c’è l’onore di essere sta­to il pri­mo ital­iano a vin­cere il cam­pi­ona­to del mon­do «Havana inter­na­tion­al», rompen­do di fat­to il dominio cubano. «Il mio sog­no? Per il momen­to si è avver­a­to con la con­quista del tito­lo. Il prossi­mo obi­et­ti­vo è quel­lo di aprire un locale tut­to mio», con­clude Gianal­ber­to Alessan­dri­ni, non pri­ma di dedi­care una paro­la di ringrazi­a­men­to per papà Alber­to e il suo ex datore di lavoro Fabio Pasquali­ni del Mimosa di : «La pas­sione per questo lavoro è nata anche gra­zie ai loro insegnamenti».