Il tempo e l’istante”. Paesaggi fotografici del Garda 1870–2000, inaugurata la mostra nella Rocca di Riva d/G.

15/03/2015 in Attualità, Mostre
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Di Luigi Del Pozzo

Pun­to di appro­do per tan­ti tur­isti, meta d’ob­bli­go di molti Grand Tour, il lago di Gar­da è un sogget­to che da sem­pre atti­ra gli sguar­di e la curiosità, cat­turan­done l’at­ten­zione fin dagli albori del­la .

Il tem­po e l’istante è un viag­gio che riper­corre i pae­sag­gi fotografi­ci del Gar­da nell’arco di cir­ca un sec­o­lo e mez­zo di sto­ria, un excur­sus den­tro l’am­bi­ente nat­u­rale, la soci­età, il tur­is­mo e le loro trasfor­mazioni, resti­tu­ito attra­ver­so le immag­i­ni selezion­ate dal vas­to pat­ri­mo­nio pre­sente nel­l’archiv­io fotografi­co del MAG. In questo modo l’istante, il bat­ti­to colto da uno scat­to a lun­go stu­di­a­to o mag­a­ri sem­plice­mente improvvisato, con­tribuisce a nar­rare un tem­po lun­go più di un sec­o­lo e a evo­care chi quel tem­po lo ha vis­su­to, in dif­fer­en­ti momen­ti del suo pas­sag­gio. Attra­ver­san­do le sale, il vis­i­ta­tore avrà l’im­pres­sione di leg­gervi il pae­sag­gio nelle sue lente ma inesora­bili trasfor­mazioni.

Una pri­ma sezione è ded­i­ca­ta a Riva del Gar­da, ai suoi scor­ci e a scat­ti che la ritrag­gono da quei pun­ti di osser­vazione che sono sim­ili a quel­li dei giorni nos­tri. Segue poi una let­tura dell’Alto Gar­da e dei suoi cen­tri, con alcune sig­ni­fica­tive immag­i­ni del­la Stra­da del Ponale e diverse inquad­ra­ture del lago stes­so, sogget­to fotografi­co per eccel­len­za.

La grande sala cen­trale è ded­i­ca­ta ai borghi che si affac­ciano sul­l’in­tero lago – Mal­ce­sine, Sirmione, Desen­zano, Salò, Fasano, Gar­done, Gargnano, Limone – e alle attiv­ità umane. Questo viag­gio, infat­ti, rac­con­ta anche le attiv­ità antropiche legate al lago di Gar­da, la vita comune. È così che, accan­to alle immag­i­ni di tur­isti o alle fotografie scat­tate da viag­gia­tori e fotografi illus­tri, oltre a quel­la natu­ra maestosa rac­con­ta­ta dagli scrit­tori, com­paiono in questo viag­gio anche immag­i­ni legate alle pro­fes­sioni dell’uomo: le lavandaie intente nel loro lavoro, fer­mate per sem­pre in uno scat­to che allude a un movi­men­to sapi­ente tra­manda­to nel tem­po, i pesca­tori al lavoro sul lago, le per­sone in atte­sa a un imbar­co. Poi, in un’e­poca più recente, gli sport d’ac­qua e le colonie estive che nar­ra­no di un pas­sato non trop­po lon­tano. Tra i pro­tag­o­nisti del tem­po, i tur­isti, che immor­ta­lano gli scor­ci più bel­li o poten­ti, o che si fan­no fotogra­fare in pose che cam­biano così come cam­bia la sen­si­bil­ità dei tem­pi che ques­ta mostra attra­ver­sa.

Alcune delle immag­i­ni scelte per rap­p­re­sentare questo viag­gio fotografi­co sono fir­mate da autori famosi al loro tem­po, come Napoleone Sega­ti­ni, Gior­gio Som­mer, Alois Beer, Augus­to Baroni, Gio­van­ni Bat­tista Unter­veg­er e Pietro Flo­ri­ani.

Par­ti­co­lare vis­i­bil­ità viene inoltre data alle edi­zioni del­l’e­poca, quali Pho­toglob di Zuri­go, Wehrli A. Kilch­berg G. di Zuri­go, Würth­le & Spinnhirn di Sal­is­bur­go e Sten­gel e Co. di Dres­da, e ai fon­di pre­sen­ti nel­l’archiv­io del MAG, quali Pozzi­ni, Armani, Bia­tel, Zane.

Museo Arco | Gal­le­ria Civi­ca G. Segan­ti­ni L’ultima parte del per­cor­so espos­i­ti­vo è ded­i­ca­ta al peri­o­do che va dagli anni ven­ti agli anni ses­san­ta del Nove­cen­to. Anco­ra una vol­ta, il modo di fotogra­fare cam­bia par­al­le­la­mente a come mutano i cos­tu­mi e i panora­mi urbani. Nel fluire di questo viag­gio tem­po­rale per istan­ti, il vis­i­ta­tore incon­tr­erà anche delle immag­i­ni che pro­dur­ran­no una sor­ta di cor­to cir­cuito rispet­to al per­cor­so intrapre­so. Si trat­ta delle fotografie trat­te dalle collezioni Sguardi­Garde­sani, che rac­con­tano gli stes­si luoghi con la sen­si­bil­ità con­tem­po­ranea di autori quali Gabriele Basil­i­co, Jor­di Bernadó, Luca Campig­ot­to, John Davies, Mar­tin Parr, Bernard Plos­su e Mas­si­mo Vitali.

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