Malcesine insegna: 160 mila visitatori, un miliardo in cassa

Il tesoro «nascosto» nel Castello

14/02/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Arco

Pomerig­gio di domeni­ca scor­sa. Ad Arco impaz­za il e nelle strade si fa fes­ta ma la sfi­la­ta di car­ri e mascher­ine non è l’u­ni­ca attrat­ti­va che riesce ad offrire la cit­tad­i­na arcense in una gior­na­ta baci­a­ta dal sole. Sul sen­tiero che con­duce al castel­lo è un con­tin­uo via vai di tur­isti, famigli­ole e comi­tive. Nel pra­to del­la liz­za si con­tano a decine le per­sone intente a gus­tar­si l’in­can­tev­ole pae­sag­gio men­tre all’in­ter­no del­l’an­ti­co maniero, in mez­zo agli stori­ci rud­eri, la des­o­lazione è qua­si totale.A fornir­ci la cronaca di questo pomerig­gio “alter­na­ti­vo” (che si è con­clu­so breve­mente dato che il castel­lo è rimas­to aper­to fino a poco dopo le 15) è una delle tante per­sone che domeni­ca scor­sa sono salite sul­la cima del­la rupe che sovras­ta Arco per andare a godere delle sug­ges­tioni di un pae­sag­gio che non ha parag­o­ni. Anche lui, però, come qua­si tut­ti gli altri non è entra­to all’in­ter­no del castel­lo. E la moti­vazione è molto sem­plice: per­ché pagare il bigli­et­to, sep­pur ridot­tis­si­mo (poco più di 2 euro), se c’è poco o qua­si nul­la da vedere? Un ragion­a­men­to, questo, che a quan­to pare han­no fat­to in molti, prati­ca­mente la stra­grande mag­gio­ran­za del centi­naio di per­sone che era­no pre­sen­ti domeni­ca pomerig­gio nel pra­to del­la liz­za, le quali si sono ben guar­date dal salire ver­so la parte alta del maniero. Un rac­con­to, questo, che pro­duce inevitabil­mente una rif­les­sione sul futuro di quel­lo che è con­sid­er­a­to un pat­ri­mo­nio non solo stori­co del­la comu­nità altog­a­rde­sana. A questo pun­to si pone il dilem­ma se sia anco­ra il caso di pros­eguire sul­la stra­da di una con­ser­vazione qua­si feroce di ciò che si è tra­manda­to nei sec­oli sen­za min­i­ma­mente inter­ferire con l’e­sistente. Ques­ta polit­i­ca, con­dot­ta tenace­mente dagli esper­ti del­la Provin­cia, ha por­ta­to come risul­ta­to 50 mila pre­sen­ze (tra pagan­ti e non) al castel­lo durante tut­to lo scor­so anno. Numeri che impal­lidis­cono se mes­si al con­fron­to con una realtà vic­i­na come quel­la di Mal­ce­sine dove il castel­lo, con rel­a­ti­vo museo, ha “vis­to” nel 2001 ben 160 mila pre­sen­ze men­tre si preve­dono, per quest’an­no, incas­si rel­a­tivi agli ingres­si di cir­ca un mil­iar­do di lire. Due dif­fer­en­ti modi d’in­ten­dere la fruizione di un luo­go che non deve essere sola­mente un reper­to stori­co ma anche un vei­co­lo di pro­mozione del­la cultura.

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