Il nuovo assetto delle strade nei centri di Lazise e Garda è ancora sotto osservazione. Sebastiano: «Pronti ad adottare soluzioni diverse». Comencini: «Giudizio da rimandare»

Il traffico nei paesi è sempre più lento.

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Il nuo­vo asset­to del­la nei cen­tri di Gar­da e Lazise ha vis­su­to in questo peri­o­do pasquale un vero e pro­prio esame di matu­rità. E come spes­so accade nelle prove del nove la val­u­tazione finale non tro­va gius­ta cor­rispon­den­za tra pro­fes­sori e stu­den­ti, vale a dire tra sin­daci e cit­ta­di­ni auto­mo­bilisti. Capire di chi sia la ragione non è di facile risoluzione, anche se a pri­ori va fat­ta una con­sid­er­azione di base. Se l’intento delle ammin­is­trazioni inter­es­sate alla riv­o­luzione del traf­fi­co (all’appello man­ca in ritar­do sulle tabelle di mar­cia) era quel­lo di ral­lentare e quin­di ren­dere più sicuro il pas­sag­gio dei mezzi a quat­tro ruote attra­ver­so gli abi­tati tagliati in due dal­la Garde­sana, allo­ra il risul­ta­to è sta­to, con buona pace di tut­ti, pien­amente rag­giun­to. Non c’è dub­bio che la veloc­ità è sta­ta dras­ti­ca­mente ridot­ta come è altret­tan­to vero che lo sta­to di con­fu­sione dell’automobilista che entra a Gar­da o Lazise è aumen­ta­to. Il per­ché è facile da intuire. Il nuo­vo asset­to viario, non anco­ra del tut­to com­ple­ta­to con apposi­ta seg­nalet­i­ca e illu­mi­nazione adegua­ta per le ore not­turne, richiede una mag­gior atten­zione da parte di chi si tro­va alal gui­da, sen­za dimen­ti­care la neces­sità di una ripas­sa­ta gen­erale alla nor­ma del­la prece­den­za. A questo s’aggiunga lo sta­to di dis­ori­en­ta­men­to di molti tur­isti stranieri: di natu­ra abit­uati a girare a veloc­ità da crociera, davan­ti alla novità non ci pen­sano due volte ad alzare il piede dall’acceleratore e a provo­care ulte­ri­ori code. Le code del resto sono comunque inevitabili in cer­ti peri­o­di e giorni dell’anno, sia ora con le rotonde che pri­ma con i semafori. Ma loro, i sin­daci, cosa dicono? «Il bilan­cio è pos­i­ti­vo. Non ci sono più lunghe colonne», affer­ma sicuro Gior­gio Comenci­ni, pri­mo cit­tadi­no di Gar­da. «A mio avvi­so, ma non solo vis­to i riscon­tri pos­i­tivi avu­ti da più di un mio concit­tadi­no, si è miglio­ra­ta la via­bil­ità. Cer­to ci sono anco­ra degli impor­tan­ti accorg­i­men­ti da real­iz­zare. Pri­ma fra tut­ti la seg­nalet­i­ca, il nuo­vo man­to stradale e l’illuminazione delle miniro­tonde con apposi­ti catar­ifrangen­ti. Lavori che ver­ran­no effet­tuati in questi giorni. Ma un’idea com­p­lessi­va sul­la fun­zion­al­ità del nuo­vo asset­to va rimanda­to alla con­clu­sione dei prossi­mi stral­ci che inter­esser­an­no le aree prospici­en­ti la chiesa par­roc­chiale e Vil­la Alber­ti­ni». «Quan­to al giudizio defin­i­ti­vo», con­clude Comenci­ni, «lo potremo dare solo quan­do il Piano urbano del traf­fi­co redat­to dall’architetto tori­nese Bruno Gandi­no sarà a pieno regime». Non ha mai nascos­to di avere avu­to più di un dub­bio sul­la roton­da il sin­da­co di Lazise Luca Sebas­tiano. Incertezze fugate una vol­ta ottenute pre­cise ras­si­cu­razioni dal­lo stes­so prog­et­tista. «Han­no fat­to uno stu­dio appro­fon­di­to, dura­to un anno, sul pas­sag­gio veico­lare lun­go il trat­to di Garde­sana inter­es­sato alla nuo­va via­bil­ità», riv­ela Sebas­tiano, «la rota­to­ria è sta­ta fat­ta per flu­id­i­fi­care il traf­fi­co in tutte le direzioni e per evitare code stag­nan­ti, in prat­i­ca quel­lo che sta avve­nen­do. La riduzione del­la car­reg­gia­ta del­la provin­ciale Verona-lago che s’immette sul­la Garde­sana fa parte del­la log­i­ca del­la nuo­va via­bil­ità. Ciò non toglie che siamo pron­ti in caso di neces­sità ad adottare tutte le soluzioni del caso per ren­dere più snel­la la circolazione».