Al lavoro al Parco materiali e motorizzazione un’unità comando e due plotoni alloggiati su vagoni speciali. Il convoglio di pronto intervento del Genio impegnato anche all’estero

Il treno che aggiusta i binari

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Il Par­co mate­ri­ali motor­iz­zazione e Genio dell’esercito sta com­ple­tan­do i lavori di manuten­zione e ripristi­no del rac­cor­do fer­roviario mil­itare ubi­ca­to al suo inter­no. Lo sno­do viene uti­liz­za­to quo­tid­i­ana­mente per il riforn­i­men­to e lo stoccag­gio di mezzi e attrez­za­ture che, da Peschiera, ripartono alla vol­ta delle des­ti­nazioni indi­cate dai diver­si Coman­di mil­i­tari. «La fer­roviaria ci con­sente di non sovrac­cari­care ulte­ri­or­mente ques­ta zona di mezzi pesan­ti; e non sono pochi vista l’intensità dell’attività effet­tua­ta in questo Par­co mate­ri­ali», sot­to­lin­ea il gen­erale di Briga­ta Clau­dio Angelel­li, coman­dante del­la Briga­ta Genio, «l’intervento é sta­to deciso nel giug­no del 2003, dopo una ric­og­nizione effet­tua­ta dal nucleo tec­ni­co del nos­tro Reg­g­i­men­to». «Ha dato un con­trib­u­to essen­ziale il mio pre­de­ces­sore, colon­nel­lo Anto­nio Mona­co», dice il colon­nel­lo Anto­nio Palmieri, dal set­tem­bre scor­so coman­dante del­la strut­tura. «I lavori sono iniziati il 26 aprile e dovreb­bero essere ulti­mati entro metà giug­no. Ad eseguir­li sono gli uomi­ni del Genio fer­rovieri, una sor­ta di nic­chia di eccel­len­za nell’ambito delle nos­tre Forze armate, che ha avu­to modo di dis­tinguer­si sia in ambito nazionale che inter­nazionale». È il tenente Mar­co Silen­zi, coman­dante dell’Unità lavori del Reg­g­i­men­to, a illus­trare le carat­ter­is­tiche del cantiere: «Il rac­cor­do fer­roviario in ques­tione é intera­mente sit­u­a­to all’interno del Par­co mate­ri­ali e si estende su due zone: una alta, com­pos­ta da quat­tro trat­te, di cui quelle esterne fiancheg­giano gli edi­fi­ci adibiti a mag­a­zz­i­no. Qui é pre­vis­to il rin­no­va­men­to com­ple­to del bina­rio esistente e lo smon­tag­gio di alcu­ni devi­a­toi che non saran­no ripristi­nati». « Nel­la zona bas­sa», pros­egue, «si trovano due trat­te che costeggiano i capan­noni uti­liz­za­ti per lo stoccag­gio di automezzi. In questo caso è sta­ta fat­ta la revi­sione dei devi­a­toi e la cor­rezione di quote e dei mod­uli per le trat­te provviste di tra­verse in leg­no». Per l’intero rac­cor­do, quin­di anche per quelle trat­te provviste di tra­verse in fer­ro, sono pre­viste una ricar­i­ca di pietrisco e le con­clu­sive oper­azioni di allinea­men­to e livel­la­men­to. Per far fronte a ques­ta entità di lavori, il Genio fer­rovieri ha appronta­to un’Unità coman­do e due plo­toni che si ser­vono del con­voglio fer­roviario di pron­to inter­ven­to. Si trat­ta di un nuo­vo mez­zo dell’esercito, real­iz­za­to da uffi­ciali, sottuf­fi­ciali e mil­i­tari di leva del Reg­g­i­men­to uti­liz­zan­do vec­chie car­rozze con­cesse a tito­lo gra­tu­ito dalle Fer­rovie ital­iane. Di queste é sta­ta man­tenu­ta la sola strut­tura por­tante, men­tre le par­ti rima­nen­ti sono state com­ple­ta­mente prog­et­tate e ricostru­ite con un lavoro arti­gianale. Il con­voglio si com­pone di due car­ri cis­ter­na e 12 car­rozze: oper­a­ti­va, deci­sion­ale, allog­gia­men­ti, refet­to­rio, cuci­na, bagagli­aio, servizi e impianti. «Sen­za questo treno spe­ciale, il lavoro di ristrut­turazione delle linee fer­roviarie svolto nei Bal­cani dal 1996 al 2000 non sarebbe sta­to tale», sot­to­lin­ea il colon­nel­lo Mario Pietrangeli, coman­dante del Reg­g­i­men­to Genio fer­rovieri, ricor­dan­do i numerosi teatri inter­nazion­ali in cui i mil­i­tari ital­iani sono sta­ti imp­ie­gati. «In Bosnia dal 1996 al 1998; in Koso­vo nel 1999 e in Eritrea nel 1998 e nel 2001. A mag­gio 2004, infine, é inizia­ta la mis­sione in Alba­nia, dove abbi­amo ripristi­na­to il rac­cor­do fer­roviario del por­to di Duraz­zo». «E in Alba­nia siamo anco­ra pre­sen­ti», con­clude Pietrangeli, «con un nos­tro nucleo che sta effet­tuan­do una ric­og­nizione in pre­vi­sione di un nuo­vo inter­ven­to sul­la rete fer­roviaria già l’anno prossimo».