Stasera al Pernone, il Comitato presieduto da Alberto Maganzini chiederà al sindaco di prendere una posizione netta. Aperto il cantiere, ma continua la battaglia dei contrari all'opera

Il tunnel corto di via Monte Oro: si parte

09/01/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo

A dicem­bre è arriva­ta una triv­el­la, il parcheg­gio è sta­to “req­ui­si­to”, pron­to a diventare base e depos­i­to per il cantiere e per tut­ta la gior­na­ta in zoan si è mosso un folto grup­po di tec­ni­ci e operai. Tut­to è pron­to ormai, in via Monte Oro, per dare il via ai lavori di real­iz­zazione del tun­nel cor­to del­la vari­ante ovest. Le sper­anze di un ripen­sa­men­to provin­ciale sono svan­ite, insom­ma, ma la battaglia “pro tun­nel lun­go” è tut­t’al­tro che finita.I lavori saran­no por­tati a ter­mine del­la dit­ta Dan­ti di Bologna, che si è aggiu­di­ca­ta l’ap­pal­to, e par­ti­ran­no tra cir­ca un mese, al ter­mine del­l’­opera di dis­bosca­men­to e di con­sol­i­da­men­to e del­la demolizione di due abitazioni (quel­la accan­to a Vil­la Bet­ta, pro­prio dov’è pre­vis­to l’im­boc­co del­la gal­le­ria, e una un po’ più in alto sulle pen­di­ci del­la Roc­chet­ta). In un momen­to suc­ces­si­vo, sarà real­iz­za­ta una stra­da che per­me­t­ta l’ac­ces­so dei macchi­nari al pun­to in cui incom­in­cerà lo scavo.In pri­ma fila tra i con­tes­ta­tori, ovvi­a­mente, c’è il comi­ta­to che prende il nome pro­prio da via Monte Oro ed è for­ma­to dai res­i­den­ti del­la zona inter­es­sa­ta diret­ta­mente dal­l’­opera. Già da giorni, era sta­to orga­niz­za­to per oggi (ore 20.30) un incon­tro al cen­tro sociale del Per­none a Varone per par­lare del col­lega­men­to Riva-Rovere­to. Dopo l’ac­cel­er­azione dei prepar­a­tivi reg­is­tra­ta in questi giorni, stasera si par­lerà soprat­tut­to di via Monte Oro. «Spero davvero che il sin­da­co sia pre­sente — sbot­ta Alber­to Mag­a­nzi­ni, pres­i­dente del Comi­ta­to Monte Oro — per­ché abbi­amo parec­chie domande da por­gli. Al pri­mo cit­tadi­no chieder­e­mo innanzi tut­to di pren­dere final­mente una posizione chiara di fronte, oltre che al richi­amo del min­is­tero del­l’Am­bi­ente e del­la com­mis­sione euro­pea, alla delib­era unanime del Con­siglio comu­nale con cui si chiede­va alla Provin­cia di rivedere il prog­et­to. Fino ad ora, pur fir­man­do la delib­era, Mat­teot­ti non s’è mai volu­to sbi­lan­cia­re qua­si non volesse dare dispi­ac­eri al pres­i­dente Del­lai. Dovrà dirci se intende ascoltare la voce del­la sua cit­tà o vuole pie­gar­si alle impo­sizioni di Tren­to». La ser­a­ta si pre­an­nun­cia molto cal­da, insom­ma. Per spie­gare gli effet­ti che avrà un tun­nel con sboc­co pro­prio nel cen­tro di Riva, gli orga­niz­za­tori del­l’in­con­tro di stasera han­no anche invi­ta­to dei tec­ni­ci e un super esper­to inter­nazionale come Fer­nan­do de Simone del­la North Con­sult, uno stu­dio di prog­et­tazione leader mon­di­ale per questo tipo di opere. «A pre­oc­cu­pare non sono solo gli effet­ti a dir poco dev­as­tan­ti che il tun­nel avrà su tut­to l’am­bi­ente cir­costante e, in ter­mi­ni di salute e vivi­bil­ità, sul­l’in­tera cit­tà — spie­ga Emilio Bet­ta, fonda­tore del Comi­ta­to e pro­pri­etario del­l’omon­i­ma vil­la — ma, a breve ter­mine, anche le stesse fasi di real­iz­zazione del­l’­opera. La zona in ques­tione non è altro che una frana stac­cat­a­si dal­la Roc­chet­ta in tem­pi antichissi­mi e il nome “lavi­ni” dato alla local­ità ne è la tes­ti­mo­ni­an­za più lam­pante. Ovvio che ven­ga da chieder­si quali con­seguen­ze potran­no avere sug­li edi­fi­ci e sul­la mon­tagna le cariche esplo­sive che saran­no fat­te esplodere nelle vis­cere del­la Rocchetta».