Crescono agriturismo e «Bed & breakfast», la sorpresa Spagna. I primi bilanci di stagione registrano una sostanziale tenuta del settore con circa 6 milioni di presenze: leggero calo a fine agosto e poi il recupero tra settembre e ottobre Bene Garda, Se

Il turismo batte nuove vie. Convegno a Calvagese

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Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Il tur­is­mo bres­ciano regge alla crisi eco­nom­i­ca e alla con­cor­ren­za con i Pae­si stranieri. È quan­to emerge dai dati — anco­ra di mas­si­ma ma più che indica­tivi — rel­a­tivi alla sta­gione tur­is­ti­ca appe­na con­clusa che con­fer­mano i numeri del­lo scor­so anno. A fine agos­to le pre­sen­ze sono state 5.780.000 con un calo rispet­to al 2004 del­lo 0,80%. Bene i mesi di set­tem­bre e otto­bre che, in ter­mi­ni numeri­ci, ripor­tano ad una situ­azione di par­ità. Il quadro gen­erale è sta­to dis­eg­na­to ieri a Palaz­zo Arza­ga di Cal­vagese durante il con­veg­no orga­niz­za­to dal­la Provin­cia di Bres­cia, asses­so­ra­to al Tur­is­mo dal tito­lo: «Strate­gie e obi­et­tivi del tur­is­mo bres­ciano: risorse del ter­ri­to­rio, nuove ten­den­ze e nuovi mer­cati, riforme leg­isla­tive». Dai numeri del 2005, si sco­pre che Gar­da, Sebi­no e Fran­ci­a­cor­ta sono le zone in cresci­ta rispet­to all’anno scor­so. Qualche prob­le­ma invece per la Val­trompia e la Val­ca­mon­i­ca, come nel caso delle Terme di Boario che reg­is­tra­no una leg­gera fles­sione rispet­to al 2004. Trend pos­i­ti­vo per forme di tur­is­mo alter­na­ti­vo come nel caso di cen­tri benessere, agri­t­ur­is­mo e Bed and break­fast. «Il tur­is­mo rap­p­re­sen­ta una delle prin­ci­pali attiv­ità eco­nomiche del nos­tro ter­ri­to­rio, per questo occorre inve­stire nel­lo svilup­po del set­tore – ha sot­to­lin­eato il pres­i­dente del­la Provin­cia di Bres­cia Alber­to Cav­al­li -. Negli ulti­mi anni si è cer­ca­to di rispon­dere alla crisi gen­erale attra­ver­so gran­di prog­et­ti: mi riferisco alle man­i­fes­tazioni cul­tur­ali, agli impianti di risali­ta e alle . D’altra parte nel nos­tro ter­ri­to­rio il tur­ista può trovare un’offerta a 360 gra­di: dal lago alla mon­tagna, dall’arte all’enogastronomia, dal­lo sport agli impianti ter­mali». Si con­tin­ua a puntare sug­li stranieri che rap­p­re­sen­tano la fet­ta prin­ci­pale delle pre­sen­ze sul ter­ri­to­rio. In calo tedeschi e aus­triaci men­tre con­tin­u­ano ad aumentare gli ingle­si e, novità del 2005, gli spag­no­li. In questo sen­so impor­tante la vic­i­nan­za con gli aero­por­ti di Verona, Mon­tichiari e Orio al Serio che pro­pon­gono voli low coast a prezzi con­tenu­ti. «I voli a bas­so cos­to sono una rispos­ta conc­re­ta alla con­cor­ren­za dei pac­chet­ti tur­is­ti­ci offer­ti dagli altri Pae­si come l’Africa e il sud-est asi­ati­co – ha sot­to­lin­eato l’assessore provin­ciale al Tur­is­mo Ric­car­do Mini­ni-. Occorre inve­stire nel­la pro­mozione all’estero ma anche nei voli a bas­so cos­to e nei col­lega­men­ti con gli aero­por­ti. Non dimen­tichi­amo­ci del­la for­mazione pro­fes­sion­ale degli oper­a­tori, indis­pens­abile per garan­tire un’offerta di alta qual­ità». Risul­tati impor­tan­ti si con­tin­u­ano ad ottenere nelle forme di tur­is­mo alter­na­ti­vo, come nel caso degli agri­t­ur­is­mo, meta di un numero sem­pre cres­cente di tur­isti. Le 194 aziende pre­sen­ti fan­no di Bres­cia la pri­ma provin­cia del­la Lom­bar­dia per numero di strut­ture. «Il suc­ces­so sta nel saper coni­u­gare al meglio le bellezze del ter­ri­to­rio con il set­tore agri­co­lo e quel­lo tur­is­ti­co, rius­cen­do a man­tenere alto il liv­el­lo qual­i­ta­ti­vo dei nos­tri servizi» ha det­to Gian­lui­gi Vimer­cati, vicepres­i­dente Agri­t­ur­ist Bres­cia. Cresci­ta costante negli ulti­mi tre anni per i Bed and break­fast, con un incre­men­to del 40% rispet­to al 2004. Le 87 strut­ture atti­ra­no i tur­isti ingle­si, tedeschi e del nord Europa, attra­ver­so un’accoglienza su misura del cliente. I risul­tati migliori sono sta­ti reg­is­trati soprat­tut­to dai Bed and break­fast di Iseo e Val­ca­mon­i­ca. In calo invece quel­li garde­sani. Cosa dire del­la mon­tagna? «Negli ulti­mi otto anni sono sta­ti investi­ti 35 mil­ioni di euro in nuove strut­ture – ha det­to il pres­i­dente di Adamel­lo Ski, Francesco Bosco — lo scor­so anno le pre­sen­ze sono state cir­ca un mil­ione, di cui il 61% prove­ni­en­ti dall’estero. Per questo moti­vo sti­amo riv­ol­gen­do la nos­tra pro­mozione a quindi­ci Pae­si europei e, per la prossi­ma sta­gione, preve­di­amo l’apertura a tre nuovi mer­cati. Nonos­tante la crisi del set­tore pos­si­amo riten­er­ci sod­dis­fat­ti. Per la prossi­ma sta­gione sono già sta­ti preno­tati il 70% dei posti let­to a dis­po­sizione». Da non dimen­ti­care infine la realtà ter­male, pre­sente nel Bres­ciano con cinque sta­bil­i­men­ti. Lo scor­so anno le pre­sen­ze legate a questo set­tore sono state cir­ca 900 mila. «Le terme rap­p­re­sen­tano un’importante fet­ta dell’offerta tur­is­ti­ca bres­ciana, bas­ta pen­sare che ad ogni euro di prestazione ter­male ne cor­rispon­dono 15 di indot­to – ha pre­cisato il pres­i­dente , Fil­ip­po Maria Fer­nè- . Anche in questo peri­o­do sono numerose le per­sone che si cura­no nel­la nos­tra strut­tura e, con ogni prob­a­bil­ità, chi­ud­er­e­mo con 60 mila pre­sen­ze anche nel mese di ottobre».

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