Il turismo crolla in alto Garda a causa della frana sulla «45»

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Di Luca Delpozzo
Sergio Mari

Se il bas­so ride, l’al­to Bena­co è imbron­ci­a­to alla pri­ma pro­va tan­gi­bile del­la sta­gione tur­is­ti­ca. La frana sul­la 45 bis sta influ­en­do in maniera sig­ni­fica­ti­va sul com­par­to tur­is­ti­co (ma anche nel­la vita quo­tid­i­ana) e i trasporti alter­na­tivi sia stradali che via acqua non sono in gra­do di com­pen­sare quel­li del­la Garde­sana. «Per Pasqua avre­mo il 40 per cen­to di tur­isti in meno a causa del­la frana — dice con amarez­za Chic­co Risat­ti, pres­i­dente del­la Riv­iera dei limoni — e di cer­to mancher­an­no i tur­isti occa­sion­ali, quel­li di pas­sag­gio, che quest’an­no si recher­an­no altrove. Una Pasqua davvero sot­to tono per tut­to il com­par­to lega­to all’ac­coglien­za, dagli alberghi, ai bar alle pizzerie». Il bloc­co del­la 45 bis penal­iz­za per cer­ti ver­si anche gli oper­a­tori del­la media spon­da bres­ciana, sep­pure in misura minore e anche qui non man­cano le pre­oc­cu­pazioni. «Per noi il prob­le­ma non è pesante come a Limone, Tremo­sine o Tig­nale — affer­ma il pres­i­dente del Con­sorzio alberghi di Salò e Gar­done, Ser­gio Bas­set­ti — ma temi­ano forte­mente in un calo del 30–40 per cen­to del tur­is­mo di pas­sag­gio che arri­va da nord. Per for­tu­na le preno­tazioni sono più o meno quelle degli anni scor­si». Sul­l’al­to lago si spera di recu­per­are in estate, nel­la zona del medio lago oltre ai tim­o­ri per i col­lega­men­ti restano quel­li legati ai capric­ci del tem­po, ma alla fine ci sarà comunque il pienone. Chi invece può rid­ere (e spera di far­lo col sole) sono gli oper­a­tori del bas­so Gar­da, dove l’an­ticipo del tut­to esauri­to pasquale si è già avu­to la scor­sa set­ti­mana con gli ospi­ti del . Sono arrivati in mas­sa aus­triaci e tedeschi alla ricer­ca del pri­mo sole e, nota pos­i­ti­va, tan­tis­si­mi ital­iani. Alber­gi pieni e per­siane ormai aperte per le oltre 17mila sec­onde case cen­site in zona fan­no pre­sa­gire un week­end pasquale affol­latis­si­mo e l’or­mai cron­i­ca par­al­isi del traffico.

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