L’allarme di Roberta Bisoli, rappresentante dell’Adac e imprenditrice del settore. Sempre meno barche e presenze con cause chiare per gli operatori: «Crisi economica, leggi restrittive e stangata sulle tariffe demaniali»

Il turismo nautico sul Garda sta rischiando di affondare

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Di Luca Delpozzo

Non bas­ta la crisi eco­nom­i­ca che sta colpen­do duro il set­tore nau­ti­co già da qualche anno (si è par­la­to, per il 2009, di un calo del 30%).Ora ci si met­tono anche i rin­cari tar­if­fari delle con­ces­sioni dema­niali che, pur atten­uati dal­la deci­sione del Con­sorzio del Demanio di Salò di con­ge­lare per quest’anno l’indicizzazione Istat, faran­no sen­tire effet­ti pesan­ti nel­la prossi­ma stagione.E poi certe deci­sioni, come quel­la denun­ci­a­ta da Rober­ta Bisoli, rap­p­re­sen­tante per il lago di Gar­da dell’Adac, la potente asso­ci­azione tedesca con oltre 2 mil­ioni di diportisti, che ha pre­so il comune di Gar­da già la scor­sa estate (che si ripeterà anche nel­la prossi­ma) nei con­fron­ti dei naviganti.L’ordinanza in ques­tione vieta «la e l’ormeggio di natan­ti entro una fas­cia di 300 metri dal­la riva» nell’incantevole baia di San Vig­ilio. A fine agos­to scor­so furono ele­vate decine di con­travven­zioni. Se ne con­tarono 56 in un solo giorno: una «strage».«Ma è mai pos­si­bile penal­iz­zare così i tur­isti — tuona Rober­ta Bisoli, la cui famiglia è tito­lare da oltre mez­zo sec­o­lo del cantiere e rimes­sag­gio -. Anziché incor­ag­gia­re il tur­is­mo non si fa che allontanarlo».A questo pun­to il dis­cor­so si spos­ta sul­la situ­azione crit­i­ca del set­tore. «Purtrop­po calano le preno­tazioni del­la clien­tela per cus­todire la bar­ca nei rimes­sag­gi, men­tre altri diportisti han­no già por­ta­to via la pro­pria bar­ca. I motivi? Il caro-car­bu­ran­ti, le norme sem­pre più penal­iz­zan­ti sul­la nav­igazione, come ad esem­pio quel­la di Gar­da, le dif­fi­coltà — con­clude Rober­ta Bisoli — a trovare ormeg­gi tem­po­ranei nei mag­giori por­ti pub­bli­ci: cre­do si deb­ba con­sen­tire ai tur­isti di spostar­si da una local­ità all’altra in bar­ca e di trovar­gli, con forme di paga­men­to, la pos­si­bil­ità di sostare».Insomma, i prob­le­mi di 30 anni fa: tali e quali.

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