Negli oltre 200 alberghi distribuiti tra Salò e Limone. Ottobre si annuncia ok «Ma dobbiamo organizzarci, è cambiata la durata delle vacanze»

Il turismo ora recupera

Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Crisi del tur­is­mo? È vero che si sono ver­i­fi­cati cali ad inizio sta­gione, tra la sec­on­da metà di giug­no e tut­to il mese di luglio. Ma è altret­tan­to vero che ad un agos­to che è anda­to per il meglio — e questo non cos­ti­tu­isce una novità — sta seguen­do un set­tem­bre decisa­mente pos­i­ti­vo e le preno­tazioni di otto­bre stan­no andan­do altret­tan­to bene. A cer­care di rista­bilire la rot­ta nel­la bufera di com­men­ti di ogni genere attorno alla sta­gione tur­is­ti­ca, com­men­ti che in alcu­ni casi sono forte­mente neg­a­tivi ma che per altri appaiono meno neri, è Mar­co Girar­di, diret­tore del Con­sorzio Riv­iera dei Limoni. Il Con­sorzio rac­coglie oltre 200 alberghi dis­tribuiti tra Salò e Limone. Altri con­sorzi sono attivi a sud del Bena­co e potrebbe non essere lon­tano il giorno in cui, pur man­te­nen­do cias­cuno la pro­pria iden­tità, potreb­bero dare vita ad un sogget­to che rap­p­re­sen­ti e pro­muo­va tut­ta la spon­da bres­ciana del mag­giore lago ital­iano. Lo sfor­zo sta andan­do in ques­ta direzione e potrebbe essere coro­na­to da suc­ces­so. Ques­ta almeno è la sper­an­za. «Dati alla mano, pos­si­amo affer­mare che sul­l’al­to Gar­da bres­ciano le cifre sono queste: tra aprile e luglio del 2004 abbi­amo accusato un calo medio dell’1,5%. Nes­suno lo vuole e lo può negare. Ma è assoda­to che agos­to ci ha ris­er­va­to un +3%, men­tre set­tem­bre si sta col­lo­can­do addirit­tura su un +5% e la stes­sa cosa — basan­do­ci sulle preno­tazioni- pos­si­amo pen­sare anche per otto­bre». Per Girar­di serve pru­den­za nelle val­u­tazioni. «Dob­bi­amo con­sid­er­are alcu­ni cali negli arrivi, e quel­lo dei tedeschi è lì da vedere. Ma non pos­si­amo non sot­to­lin­eare che il mer­ca­to del tur­is­mo olan­dese, che è un buon tur­is­mo, è in net­ta cresci­ta, al pari di quel­lo scan­di­na­vo. Sen­za con­tare che il pro­l­un­gar­si del­la sta­gione vuole bene sig­nifi­care qual­cosa, ad esem­pio che il tur­ista non sem­pre sceglie l’al­ta sta­gione rap­p­re­sen­ta­ta dal mese di luglio». Quan­to alle pre­sen­ze com­p­lessive, Girar­di sostiene che «sti­amo superan­do quelle del­lo scor­so anno. Ma il vero cam­bi­a­men­to è cos­ti­tu­ito dal­la bre­vità delle ferie che fino ad alcu­ni anni orsono dura­vano in media una deci­na di giorni e che adesso han­no una dura­ta dimez­za­ta. Per un alber­ga­tore tut­to questo ricam­bio sig­nifi­ca mag­giore impeg­no, ma la ten­den­za che va a con­sol­i­dar­si è ques­ta, bisogna pren­derne atto: neces­si­ta un più ele­va­to numero di arrivi per garan­tire le stesse pre­sen­ze». Arri­vo, per inten­der­ci, è quel­lo di un tur­ista. Se questo tur­ista sog­gior­na per una set­ti­mana, abbi­amo un tur­ista e sette pre­sen­ze. Tor­na, poi, a gal­la il prob­le­ma del­la piani­fi­cazione delle vacanze, set­tore nel quale i tedeschi era­no, un tem­po, maestri. «Bavaria e West­falia, i nos­tri mag­giori baci­ni di uten­za, da qualche anno con­ce­dono le ferie in agos­to. Dal 2005 cam­bierà la situ­azione, almeno nel­la West­falia, con i tedeschi che potran­no optare anche per il mese di luglio, spal­man­do meglio la loro pre­sen­za nei nos­tri alberghi». Restano all’or­dine del giorno altri argo­men­ti. Se è vero che aus­triaci e tedeschi preferiscono rag­giun­gere il Gar­da in macchi­na, i tur­isti del Nord Europa scel­go­no sem­pre più spes­so l’aereo. «E per questo sta fun­zio­nan­do il servizio che abbi­amo atti­va­to tra i tre aero­por­ti più vici­ni ‑Vil­lafran­ca, Orio al Serio e Mon­tichiari — ed i pae­si del­la Riv­iera dei Limoni». Nel frat­tem­po, con­tin­ua lo sfor­zo alla ricer­ca di nuovi mer­cati. Sot­to questo pun­to di vista pare sia la Cina a rap­p­re­sentare uno dei nuovi sboc­chi. In mer­i­to, un incon­tro con una ses­san­ti­na di tour oper­a­tor di tut­to il mon­do (incluse Cina, Usa, Ger­ma­nia, Scan­di­navia) è in pro­gram­ma a Bogli­a­co mart­edì prossi­mo, orga­niz­za­to dal­la Riv­iera dei Limoni e da Bres­cia Tourist. Girar­di con­clude la sua anal­isi scen­den­do anche nei det­tagli più speci­fi­ci: «Quan­do un tur­ista si siede a tavola, spes­so chiede con­siglio al ris­tora­tore e all’al­ber­ga­tore sul piat­to più indi­ca­to o più curioso o di carat­tere locale. Non sarebbe male che venis­sero orga­niz­za­ti cor­si inte­si a garan­tire le adeguate com­pe­ten­ze al per­son­ale che, oggi, è per almeno il 50% com­pos­to da lavo­ra­tori extracomunitari».

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