Domande entro l’8 febbraio prossimo. Via libera alla riconversione dei rustici non più funzionali ai fondi agricoli che si potranno usare per altre destinazioni anche ricettive

Il turismo «padrone» delle corti rurali

16/01/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Lazise

Clas­si­fi­cazioni e ricon­ver­sione degli annes­si rus­ti­ci dismes­si e non più fun­zion­ali al fon­do rus­ti­co. Sono oltre una cinquan­ti­na le cor­ti rurali di notev­ole pre­gio per impianto tipo­logi­co e con­fig­u­razione architet­ton­i­ca, pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio comu­nale. Però solo una deci­na di queste rap­p­re­sen­tano un sis­tema tipo­logi­ca­mente riconosci­bile come corte rurale assim­i­l­abile ai com­p­lessi edilizi nel­la qual­ità di Mon­drag­on, Palù dei Mori, Saline o Montinghel. Per tutte le altri cor­ti, è pro­poni­bile, oltre al riu­so in sen­so res­i­den­ziale degli annes­si rus­ti­ci non più fun­zion­ali al fon­do, la totale ricon­ver­sione in sen­so tur­is­ti­co-ricetti­vo, agri­t­ur­is­mo, arti­gianale o altre des­ti­nazioni com­pat­i­bili con il con­testo agri­co­lo. Un pat­ri­mo­nio edilizio che l’Amministrazione comu­nale ritiene nec­es­sario e oppor­tuno il recu­pero, sia per l’interesse stori­co e cul­tur­ale che riveste, sia per­ché rap­p­re­sen­ta una seria alter­na­ti­va rispet­to all’espansione di nuove zone res­i­den­ziali. Al fine di dis­ci­pli­nare gli inter­ven­ti edilizi per il recu­pero, in prospet­ti­va del­la redazione del­la vari­ante gen­erale al piano rego­la­tore, l’Amministrazione invi­ta i pro­pri­etari inter­es­sati a seg­nalare even­tu­ali richi­este a mez­zo apposi­ta sche­da pre­dis­pos­ta dal Comune, con­te­nente tutte le indi­cazioni richi­este dal­la nor­ma­ti­va, entro e non oltre il giorno 8 feb­braio prossi­mo. I mod­el­li di sche­da sono a dis­po­sizione pres­so l’ufficio pro­to­col­lo del Comune. Nat­u­ral­mente, cias­cun inter­ven­to clas­si­fi­ca­to ammis­si­bile, sarà rego­la­to da una speci­fi­ca nor­ma­ti­va di tutela che ori­en­terà gli inter­ven­ti edilizi per la con­ser­vazione di tut­ti i carat­teri architet­toni­ci degli edi­fi­ci, ivi com­pre­si, gli appa­rati scul­tor­ei e dec­o­ra­tivi preesisten­ti e, nei casi privi di tutela o di tutela ridot­ta, sarà pos­si­bile il recu­pero dei volu­mi super­fe­ta­tivi sec­on­do addizioni coer­en­ti con il con­testo edilizio e ambi­en­tale di afferenza.