Siglato il gemellaggio con la città abruzzese nel segno di D’Annunzio Presentato il monumento: si cerca una città che lo ospiti

Il Vate unisce il lago e Pescara

22/09/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Gardone Riviera

E dopo Arca­chon (la local­ità francese sul­l’At­lanti­co), Gar­done Riv­iera si è gemel­la­ta con Pescara, nel nome di Gabriele D’An­nun­zio. Il pri­mo atto, lo scor­so 12 mar­zo, nel­la cit­tà abruzzese, dove il Vate è nato. Ieri mat­ti­na il sig­illo, nel salone con­sil­iare del Palaz­zo comu­nale. «Dopo i giorni di Fiume, nel gen­naio del ’21 — ha det­to il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani -, il Coman­dante desider­a­va risiedere in un luo­go defi­la­to nel Nord. La bellez­za di ques­ta spon­da del lago, rigogliosa di gia­r­di­ni e dal carat­tere spic­cata­mente mediter­ra­neo, lo per­suase a met­tere le radi­ci a Gar­done. Il poeta, difen­sore delle bellezze del pae­sag­gio, ha sem­pre predilet­to i luoghi lam­biti dal­l’ac­qua, a cui facessero coro­na pini, cipres­si e mon­ti. «Non avrebbe deciso di sta­bilir­si defin­i­ti­va­mente qui, se non avesse trova­to una somiglian­za con le terre d’Abruz­zo. E, nel costru­ire la sua grandiosa dimo­ra, il Vit­to­ri­ale, ha avu­to cura dei gia­r­di­ni e dei parchi del colle di Car­gnac­co. E sem­pre non a caso, con­vo­can­do il gio­vane architet­to Gian Car­lo Maroni, che sarebbe diven­ta­to il suo brac­cio destro, gli disse: “Spe­ri­amo di andare d’ac­cor­do, benchè tu sia di Riva e io di Pescara”. «Quest’­opera mon­u­men­tale, com­pos­ta di pietre vive e non con le parole, è diven­ta­ta la ragione di vita di D’An­nun­zio ed ha assor­bito tutte le sue energie: un modo per comu­ni­care e tra­man­dare un mes­sag­gio tes­ta­men­tario. Se Gar­done è orgogliosa di aver­lo accolto, anche Pescara deve essere orgogliosa di avere esporta­to un cit­tadi­no che si è fat­to cari­co di rap­p­re­sentare l’I­talia intera. E le due cit­tà si sono unite in un che supera le ragioni del local­is­mo, per affer­mare le nobili ragioni del­la cul­tura, che appar­tiene al mon­do». E’ poi inter­venu­to il vicesin­da­co di Pescara, Gian­fran­co D’As­canio, che ha ringrazi­a­to del­l’ac­coglien­za e par­la­to di uno scam­bio cul­tur­ale tra le due scuole alberghiere. Dopo i doni (medaglie, man­i­festi, rac­colte di scrit­ti inedi­ti e mon­ete, i «Garde­si» coniati dal­la Comu­nità), lo scul­tore Giulio Tam­bur­ri­ni, che vive e lavo­ra a Roma, ha pre­sen­ta­to lo stu­dio plas­ti­co, in stuc­co, di un grandioso mon­u­men­to a Gabriele D’An­nun­zio. «In Italia — ha det­to Tam­bur­ri­ni, le cui opere si trovano nei musei di Boston, New York, Detroit, Toron­to, Wind­sor Ontario, San Pao­lo, Buenos Aires e Mona­co di Baviera — non ne esiste nem­meno uno. Il mio rap­p­re­sen­ta il pic­co di una mon­tagna, dal­la quale si innalza, come un invi­to alle altezze, l’ala di Icaro, che è pure quel­la dei leggen­dari Caproni, gli aerei che con­sen­tirono al poeta-solda­to di com­piere le imp­rese più ecla­tan­ti. Sul­l’ala moz­za si stagna lo sfer­oide del­la tes­ta di D’An­nun­zio. Il mon­u­men­to, alto dieci metri, ver­rebbe real­iz­za­to in mar­mo bian­co, dalle valen­ze metafisiche». Chissà se qualche cit­tà sarà inter­es­sa­ta a spendere i quat­tri­ni per «acquistare» il prog­et­to. Al ter­mine del­la cer­i­mo­nia, la pres­i­dentes­sa del Vit­to­ri­ale, Anna­maria Andreoli, ha illus­tra­to le attiv­ità, spie­gand o che il 2003 sarà il cen­te­nario del volo. «Su questo tema ver­ran­no allestite tre mostre: nel castel­lo di Mira­mare, a Tri­este, la cit­tà del pri­mo volo di D’An­nun­zio, che tene­va un fit­to carteg­gio con ingeg­neri e maes­tranze, su bielle, spin­tero­geni e com­bustibili; a Palaz­zo Reale di , per i rap­por­ti stret­ti con Tom­ma­so Marinet­ti e i futur­isti; al Lin­got­to di Tori­no, dove fu attrez­za­to un cam­po per il decol­lo e gli atter­rag­gi. In occa­sione del cen­te­nario del­la pub­bli­cazione di “Alcy­one”, con­sid­er­a­to il testo poet­i­co più impor­tante del ’900, si ter­rà un’e­s­po­sizione ad Arez­zo: D’An­nun­zio ha scrit­to i cinquemi­la ver­si in un castel­lo del Casenti­no. Nel­la stes­sa estate ha com­pos­to la “Figlia di Iorio”, che sti­amo stam­pan­do con l’Edi­zione Nazionale, in un vol­ume cor­poso, di grande sfor­zo eco­nom­i­co. Per ricor­dare i cen­to anni di tale cap­ola­voro, ter­re­mo un con­veg­no a Chi­eti o a Pescara». Nel pomerig­gio, a Gar­done Riv­iera, sono rien­trate le vet­ture del Raid: han­no per­cor­so 1.800 chilometri, sino a Fiume e Pescara (l’an­no scor­so, nel­la pri­ma edi­zione, volarono fino a Vien­na). In ser­a­ta si è svol­ta la cena di gala, alla pre­sen­za delle autorità e con la pre­mi­azione dei piloti. Oggi con­clu­sione del­la «dieci giorni» ded­i­ca­ta a D’An­nun­zio. Sul lun­go­la­go e nelle prin­ci­pali piazzette, ci sono alles­ti­men­ti botani­ci con piante di notev­ole pre­gio, fra cui un oli­vo mil­lenario. Nelle vetrine dei negozi, le car­to­line trat­te dal­l’archiv­io stori­co del­lo scom­par­so Tiziano Bot­tura. Al Savoy si chi­ude la mostra di alcu­ni preziosi mano­scrit­ti del Vit­to­ri­ale, e di rare penne stilo­gra­fiche del­la collezione Laz­za­roni di Brescia.