Il Parco non si fa. L’opposizione al contrattacco

«Il verde va tutelato»

24/11/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

I grup­pi che sosten­gono la lista Vivi Lona­to, Demo­c­ra­ti­ci di sin­is­tra, Margheri­ta e asso­ci­azione «Nuo­vo Lona­to Ambi­ente» esp­ri­mono forte pre­oc­cu­pazione per il man­ca­to inser­i­men­to nel Prg del par­co di inter­esse sovrac­co­mu­nale che com­prende la zona col­linare tra le frazioni di Sede­na, Bar­cuzzi e Maguz­zano. «Occorre com­pren­dere se l’amministrazione gui­da­ta da intende pros­eguire sul­la via già trac­cia­ta del­la tutela di quel­la parte del ter­ri­to­rio comu­nale inevitabil­mente espos­ta per la sua bellez­za a for­ti pres­sioni edi­fi­ca­to­rie res­i­den­ziali. Ma le affer­mazioni del sin­da­co e dell’assessore all’Urbanistica Rober­to Tar­dani, che abbi­amo potu­to udire pri­ma in cam­pagna elet­torale e poi sul­la stam­pa, sem­bra­no essere in palese con­trasto: da un lato dichiara­no di vol­er tute­lare e pro­teggere il ter­ri­to­rio; dall’altro non si capisce con quali stru­men­ti urban­is­ti­ci inten­dano far­lo». E anco­ra: «La pro­pos­ta del Par­co volu­ta da «Vivi Lona­to» è in effet­ti una delle pos­si­bil­ità; se i nuovi ammin­is­tra­tori non la gradis­cono o la riten­gono inadegua­ta pos­sono can­cel­lar­la, ma devono pro­porre altre soluzioni che non siano sem­plicis­tiche affer­mazioni. Boc­chio ha affer­ma­to che Maguz­zano è già tute­la­to, ma noi sap­pi­amo che la ver­ità è ben diver­sa: la sola abbazia ha un forte vin­co­lo di tutela, men­tre questo vin­co­lo non esiste su tut­to il ter­ri­to­rio lim­itro­fo». Sec­on­do «Vivi Lona­to» che è all’opposizione con quat­tro con­siglieri e fra questi l’ex sin­da­co Moran­do Peri­ni, l’idea di con­certare con la Provin­cia la cos­ti­tuzione del Par­co è anco­ra oggi la sola soluzione val­i­da: «Le affer­mazioni di Boc­chi e Tar­dani sec­on­do i quali l’eliminazione del­la pre­vi­sione del Par­co è con­seguen­za del­la man­can­za del­la doc­u­men­tazione nec­es­saria per ottenere l’approvazione del­la Provin­cia, è pretes­tu­osa; è cer­to che l’amministrazione che li ha pre­ce­du­ti non ha potu­to com­pletare l’iter attua­ti­vo pre­vis­to dal­la legge, ma la nuo­va ammin­is­trazione avrebbe dovu­to, e potrebbe far­lo anco­ra oggi, atti­var­si affinché questo proces­so giun­ga a con­clu­sione». «Temi­amo invece che la deci­sione di can­cel­lare la pre­vi­sione del Par­co sia det­ta­ta da una pre­cisa volon­tà polit­i­ca che non si ha il cor­ag­gio di affer­mare aper­ta­mente, nel­la sper­an­za che la cit­tad­i­nan­za non com­pren­da appieno la por­ta­ta di una sim­i­le scelta. Non vogliamo fare il proces­so alle inten­zioni, ma è ormai evi­dente che chi ammin­is­tra non ha né com­pre­so, né ha a cuore la reale tutela di luoghi di uni­ca bellez­za come quel­li di Maguz­zano». Men­tre infi­amma la polem­i­ca polit­i­ca, la com­mis­sione urban­is­ti­ca ha avvi­a­to l’esame delle cir­ca 400 osser­vazioni pre­sen­tate dai cit­ta­di­ni al nuo­vo Prg.

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