Il vitigno del San Martino torna alle origini: da Tocai a Tuchì

29/03/2013 in Senza categoria
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Di Luca Delpozzo

 

Il San Martino della Battaglia DOC presenza istanza per il nuovo nome del vitignoTocaiFriulano

 

Il vino della D.O.P. “San Martino della Battaglia” è ottenuto per almeno l’80% da uve provenienti dal vitigno, di antica tradizione locale, “Tocai Friulano”; nel 1993 un accordo bilaterale sottoscritto tra la Comunità europea e la Repubblica di Ungheria, per salvaguardare e proteggere la Denominazione territoriale “Tokaji” ungherese, ha consentito dapprima la coesistenza di questa Denominazione con quelle della varietà di viti “Tocai” coltivate in Italia e in Francia, ma dal 31 Marzo 2007 tale vitigno non poteva più essere indicato nella designazione e presentazione dei vini. Di conseguenza, anche sui produttori della Doc San Martino della Battaglia ricade l’impossibilità di menzionare nelle etichette il nome Tocai: viene così a mancare un importante elemento di caratterizzazione, valorizzazione e promozione della Doc.

 

 

 

TorreAll’inizio degli anni sessanta del secolo scorso, epoca di formazione del disciplinare del San Martino della Battaglia, il vino prodotto sull’anfiteatro morenico del Garda, che da Lonato del Garda – Desenzano passando per San Martino e Pozzolengo ritorna al Lago presso Sirmione, era largamente diffuso e qualitativamente molto apprezzato anche per le elevate gradazioni alcoliche che lo caratterizzavano. Ai primi dell’ ‘800 questo vino era ben conosciuto tanto da essere citato tra i pochi vini italiani- nel fondamentale trattato “Topographie de tous les vignobles connus” del parigino Andrè Jullien che lo presentava come il “vin de liqueur” a cui si doveva la ricchezza della viticoltura del territorio già allora chiamato Riviera del Garda. La rinomanza crebbe ancora quando la sua qualità attrasse l’attenzione dell’Imperatore di Austria-Ungheria che lo volle, all’epoca della famosa battaglia del 1859, paragonare al vino “Tokaji” delle sue terre ungheresi. Da allora i vignaioli locali abbandonarono altri vitigni per diffondere quello che chiamarono col nome dialettale di “Tukì” o “Tuchì” che voleva anche significare piacevole tocco, piccola cosa, quasi un gesto di protezione nei confronti di altri vitigni più produttivi e vigorosi. Ora si rinnova l’affetto e l’attenzione per questo vino caduto un po’ in disuso negli ultimi anni e si ritiene necessario ed indispensabile riprendere il nome “Tukì” o “Tuchì” con il quale per generazioni è stato indicata quell’uva che per necessità di nomenclatura ampelografica era indicata come “Tocai Friulano”, riconoscendo l’identità unica di tale sinonimo affinché diventi il nome di quel vitigno autoctono della d.o. San Martino della Battaglia che sempre maggiore e rinnovato interesse sta suscitando per la sua indiscussa storicità, qualità e particolarità.

 

 

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