Sembra orientarsi decisamente verso la privatizzazione la gestione del Vittoriale

Il Vittoriale? Ai privati

04/07/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gardone Riviera

Sem­bra ori­en­tar­si decisa­mente ver­so la pri­va­tiz­zazione la ges­tione del Vit­to­ri­ale, specie dopo le due ultime e decise prese di posizione da parte del­la pres­i­dente del­la Fon­dazione Anna­maria Andreoli e del­lo stes­so con­siglio comu­nale, che ha dato ampio e pre­ciso manda­to al sin­da­co Alessan­dro Baz­zani «per sostenere in ogni sede oppor­tu­na un’ipote­si di pri­va­tiz­zazione, capace di rac­cogliere le risorse e le sin­ergie delle isti­tuzioni locali, del mece­natismo pri­va­to, dei fon­di eti­ci, sen­za tut­tavia trascu­rare l’even­tuale appor­to di strut­ture sci­en­ti­fiche uni­ver­si­tarie». Il Vit­to­ri­ale dovrà cam­biare veste giuridi­ca come pre­vis­to dal decre­to 419/1999, che di fat­to chi­ude la ges­tione min­is­te­ri­ale per un lun­go elen­co di gran­di com­p­lessi muse­ali, i quali o pas­sano a una ges­tione pri­va­tiz­za­ta (sebbene con molti vin­coli) o a una uni­ver­si­taria. L’ate­neo di Bres­cia ha pre­sen­ta­to una sua pro­pos­ta di ges­tione il mese scor­so alla pres­i­den­za del Con­siglio e al min­istro dei Beni cul­tur­ali, chieden­do — di fat­to — di pot­er gestire il Vit­to­ri­ale. Net­ta­mente con­tro tale ipote­si dunque il con­siglio comu­nale e la stes­sa pres­i­dente del­la Fon­dazione Anna­maria Andreoli, la quale si è det­ta pro­fon­da­mente con­vin­ta che «la soluzione migliore per la Fon­dazione dan­nun­ziana res­ta la pri­va­tiz­zazione». Anche il con­siglio di ammin­is­trazione del Vit­to­ri­ale (for­ma­to da 12 mem­bri, fra i quali i rap­p­re­sen­tan­ti del­l’Ac­cad­e­mia dei Lin­cei, dei Beni archivis­ti­ci di ,del min­is­tero delle Finanze e del tesoro e altri) ha di fat­to scel­to la stra­da del­la pri­va­tiz­zazione, pre­dispo­nen­do un nuo­vo statu­to che con­sente di evitare molti lac­ci buro­crati­ci. Arbi­tro del­la sin­go­lare par­ti­ta Ettore Alber­toni, asses­sore alla Cul­tura del­la , che ha già isti­tu­ito un tavo­lo isti­tuzionale per decidere il futuro del com­p­lesso, vis­i­ta­to medi­a­mente da 200 mila tur­isti l’an­no con un indot­to che cos­ti­tu­isce una delle mag­giori attrat­tive garde­sane. L’asses­sore non si è sbi­lan­ci­a­to, ma ha subito affer­ma­to che «l’in­ter­esse regionale è riv­olto nel com­p­lesso alla comu­nità gardesana,quanto mai evo­lu­ta dal pun­to di vista tur­is­ti­co». In pri­ma fila ci sono ovvi­a­mente i comu­ni di Salò e Gar­done, ma in genere tut­ta la spon­da bres­ciana del Gar­da ha nel Vit­to­ri­ale uno dei suoi pun­ti di rifer­i­men­to clas­si­ci nel­la map­pa tur­is­ti­ca. Il tavo­lo di lavoro dovrà cer­care una soluzione.