Dopo la caduta di massi e pietrisco, esperti ed un elicottero al lavoro sulla parete del monte Comer. Oggi perizia del geologo e, probabilmente, le famiglie torneranno nelle loro case

Imbragata la montagna, riaperta la strada

21/03/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

La nor­mal­ità sta grad­ual­mente e lenta­mente tor­nan­do a Gargnano, dopo la pau­ra dei giorni scor­si, a causa di un mas­so ed altro pietrame cadu­ti sul­la zona di San Gia­co­mo, dopo avere col­pi­to sia la stra­da comu­nale che con­duce alla frazione di Mus­lone che la Statale Garde­sana. La pri­ma novità con­siste nel­la revo­ca del­l’or­di­nan­za numero 13, emes­sa ven­erdì sera dal­l’Anas su richi­es­ta del Comune di Gargnano. Già ieri sera non vige­va più alcun divi­eto ed il traf­fi­co pote­va dunque scor­rere rego­lar­mente tra Salò e Riva. Inoltre, nel­la gior­na­ta di oggi potrebbe mat­u­rare qualche altra novità, in segui­to alla per­izia del geol­o­go. In con­sid­er­azione che ieri è sta­to mes­so in sicurez­za il mas­so incombente sul­l’abi­ta­to e che desta­va la mag­giore pre­oc­cu­pazione, già oggi qualche famiglia potrebbe tornare nel­la pro­pria abitazione. Ricor­diamo che il Com­mis­sario Prefet­tizio Zaira Romano ave­va ordi­na­to lo sgombero di sei case, cinque delle quali abi­tate. Res­ta, invece, in vig­ore, l’or­di­nan­za di chiusura del­la stra­da comu­nale che con­duce a Mus­lone (con aper­tu­ra tra le 7 e le 8,30, dalle 12 alle 13,30 e dalle 18,30 alle 20). Dovrebbe, di con­seguen­za, pros­eguire il tour de force dei vig­ili urbani a garanzia del­la sicurez­za dei mezzi in tran­si­to negli orari di aper­tu­ra del­la stra­da. Ieri i lavori sulle falde del monte Com­er sono iniziati di buon mat­ti­no. Non era­no anco­ra le nove e un eli­cot­tero volteggia­va sul cielo di Gargnano. Iden­ti­fi­ca­to il luo­go dal quale pote­va cari­care il mate­ri­ale utile all’im­bra­gatu­ra dei mas­si, ha inizia­to imme­di­ata­mente ad oper­are. Corde metal­liche, rete e chio­di sono sta­ti trasportati in parete, a cir­ca 400 metri di quo­ta, dove era­no al lavoro gli uomi­ni del­la dit­ta di Mez­zolom­bar­do (in Trenti­no) che ieri han­no pro­ce­du­to alla mes­sa in sicurez­za del mas­so più peri­coloso e che oggi affron­ter­an­no qualche altra del­i­ca­ta situ­azione. Quan­to al luo­go dal quale il mas­so è par­ti­to (prob­a­bil­mente scivolan­do e non stac­can­dosi dal­la roc­cia), l’u­ni­ca certez­za fino ad ora emer­sa con­siste nel fat­to che l’Anas non è cer­ta­mente pro­pri­etaria di quel trat­to di mon­tagna. E questo stan­do alle mappe subito con­sul­tate dai tec­ni­ci. Nel frat­tem­po, gli incon­ve­ni­en­ti mag­giori sono vis­su­ti dagli abi­tan­ti del­la frazione di Mus­lone che, però, stan­no sop­por­tan­do bene il dis­a­gio. Tra la gente c’è anche chi tor­na indi­etro negli anni con la memo­ria e ricor­da altre cadute di sas­si di notevoli dimensioni.