Una vita di servizio/1. La suora originaria di Lazise sta per rientrare a Marituba dove aiuta da anni i lebbrosi procurando medicine altrimenti introvabili

Imelda torna in Brasile

21/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Tut­to è ormai pron­to per il ritorno in Brasile. Anche lo spir­i­to è cari­co di nuo­va ener­gia. E non pote­va essere altri­men­ti per chi da oltre 30 anni si ded­i­ca quo­tid­i­ana­mente al prossi­mo più umile e dis­agia­to. Suor Bruna Imel­da Sabai­ni è appun­to tut­to questo: un ani­mo nobile e sin­cero dona­to agli altri. La sua mis­sione di vita l’ha por­ta­ta a con­sacrar­si e a dare il meglio di sé a chi è in grave sta­to di abban­dono e dif­fi­coltà. Oggi la sua ter­ra di oper­azione è il Brasile, la lon­tana Mar­itu­ba. Là vivono i suoi leb­brosi e le famiglie in via di gua­ri­gione da ques­ta tremen­da malat­tia che muti­la inesora­bil­mente il cor­po e che costringe chi ne è affet­to ad essere iso­la­to e per cer­ti ver­si com­ple­ta­mente ripu­di­a­to dal­la vita sociale. Tra qualche giorno la mis­sion­ar­ia delle Pic­cole Suore del­la Sacra Famiglia di Castel­let­to tornerà in Brasile dopo un peri­o­do di riposo fra la sua gente, nel­la sua ter­ra di Lazise. Ha vis­su­to ques­ta man­ci­a­ta di giorni in famiglia, ass­apo­ran­do ogni atti­mo del­la sua per­ma­nen­za in Italia. Ha trova­to tan­tis­si­ma vic­i­nan­za e ha ritrova­to mol­ta del­la gente che ha las­ci­a­to qui tan­ti anni fa, pri­ma dell’impegno mis­sion­ario. «Ho trova­to un gran­dis­si­mo calore umano», affer­ma la reli­giosa, «che mi ha dato un grande ali­to di vital­ità e mi rin­fran­ca ogni giorno nel mio agire per il prossi­mo. Mi occor­re­va una ricar­i­ca e qui vera­mente l’ho trova­ta viva più che mai». I pri­mi ad accogliere la suo­ra, oltre alla famiglia, sono sta­ti gli ami­ci dell’associazione San Mar­ti­no in Calle, da alcu­ni anni gemel­lati con lei e con i suoi leb­brosi di Mar­itu­ba. E pro­prio loro sono sta­ti i pri­mi a con­seg­nare a Suor Bruna Imel­da un gesto di gen­erosità impor­tante per i leb­brosi. Si trat­ta di qualche mil­ione frut­to delle attiv­ità pro­mosse durante la fes­ta del patrono San Mar­ti­no. La cifra si è arric­chi­ta gra­zie al al con­trib­u­to di diverse altre per­sone. I più han­no volu­to restare anon­i­mi pro­prio per­ché la car­ità deve essere un gesto nobile e ris­er­va­to. Il ritorno in Brasile per Suor Bruna Imel­da sarà quin­di ric­co sia nel­la misura del­la ricar­i­ca affet­ti­va del­la sua gente sia per la gen­erosa parte­ci­pazione dei lacisien­si ai loro fratel­li meno for­tu­nati. «Il canale diret­to ora atti­va­to con la gente di Lazise sarà un sicuro vei­co­lo per far con­fluire anco­ra mag­giore acqua», sot­to­lin­ea Fiorel­la Azza­li, pres­i­dente dell’associazione San Mar­ti­no in Calle, «ai leb­brosi e a quan­ti vivono attorno al leb­brosario, com’è noto inser­i­to in un con­testo ospedaliero cura­to dagli ami­ci di Don Calabria».

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