Non è stato approvato il nuovo statuto del Consorzio di bacino che si è allargato da nove a ventitrè Comuni. Chincarini:«Poche garanzie di servizio». Scissione nella minoranza al voto di bilancio. L’ex sindaco si dissocia

Immondizia, marcia indietro

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La rac­col­ta dei rifiu­ti urbani è ogget­to di scon­tro tra Comune e aziende che se ne devono occu­pare. Non c’è sta­ta nes­suna approvazione per il nuo­vo statu­to del Con­sorzio di baci­no «Verona Due Il Quadri­latero»: il pun­to, all’or­dine del giorno dell’ultimo con­siglio comu­nale, è sta­to riti­ra­to dal­la mag­gio­ran­za. «Non abbi­amo mai fir­ma­to il con­trat­to di servizio con l’azienda», com­men­ta il sin­da­co , «e non rite­ni­amo che le indi­cazioni con­tenute nel nuo­vo statu­to, per­al­tro già vota­to da qua­si tut­ti i Comu­ni, siano suf­fi­cien­te­mente chiare per quan­to riguar­da la ges­tione del servizio e i rap­por­ti tra Con­sorzio e Comune. Per questo, diver­sa­mente da quan­to è avvenu­to con l’ per la ges­tione di acque­dot­to e fog­na­ture, abbi­amo prefer­i­to riti­rare il pun­to, in atte­sa di mag­giori pre­cisazioni». La deci­sione ha colto di sor­pre­sa Nico­la Dell’Acqua, pres­i­dente del «Verona Due», sec­on­do il quale il Comune aril­i­cense ha, invece, siglato il con­trat­to di servizio. «Oltre tut­to», pre­cisa, «l’approvazione del nuo­vo statu­to non ha nul­la a che vedere con even­tu­ali prob­le­mi di ges­tione del servizio. Il doc­u­men­to pre­sen­ta poche mod­i­fiche tec­niche rese, però, nec­es­sarie dal fat­to che oggi siamo una realtà che rap­p­re­sen­ta 23 Comu­ni anziché i nove con i quali erava­mo par­ti­ti». Dell’Acqua rib­adisce «la mas­si­ma aper­tu­ra nei con­fron­ti di ogni esi­gen­za o chiari­men­to richiesto dalle sin­gole comu­nità; ma resto mer­av­iglia­to di ques­ta deci­sione vis­to e con­sid­er­a­to che in sede di approvazione di bilan­cio, il momen­to più impor­tante e indi­ca­to per definire ogni cosa, Peschiera ha vota­to a favore». La dis­cus­sione dell’ordine del giorno del con­siglio comu­nale ha altresì inclu­so la pre­sa d’atto del­la man­can­za di osser­vazioni in mer­i­to al piano di lot­tiz­zazione del­la zona res­i­den­ziale «La Con­ta» e alla real­iz­zazione del­la rota­to­ria sul­la stra­da regionale 11, ex statale, al con­fine con Castel­n­uo­vo. Votati, inoltre, i pun­ti rel­a­tivi al bilan­cio di pre­vi­sione per l’esercizio 2006 con l’indicazione delle opere pub­bliche pre­viste. Tra queste, l’assessore incar­i­ca­to Luca Frac­caroli ha ricorda­to le rotonde all’altezza dell’incrocio per la local­ità For­naci e di fronte alle scuole ele­men­tari di San Benedet­to e l’allargamento dell’ingresso, dal­la statale, di via Indipen­den­za. Il tut­to, ha sot­to­lin­eato Frac­caroli, «las­cian­do invari­a­ta l’Ici, al 4 per mille, e la tar­if­fa per i rifiu­ti soli­di urbani e sen­za appli­care l’ad­dizionale Irpef». «Altri inter­ven­ti come la pisci­na in local­ità San Benedet­to, il parcheg­gio alla chiesa del Beato Andrea», ha aggiun­to il sin­da­co Umber­to Chin­car­i­ni, «dipen­der­an­no dall’introito degli oneri di urban­iz­zazione derivan­ti da prog­et­ti attual­mente in atte­sa di approvazione regionale». Sul bilan­cio si è astenu­to Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na men­tre han­no vota­to con­tro i con­siglieri Anto­nio Invidia e Gia­co­mo Tomez­zoli. «Non entri­amo nel mer­i­to tec­ni­co di un bilan­cio che rical­ca quel­lo dell’anno prece­dente ripro­po­nen­do anche, tra l’altro, gran parte delle opere pub­bliche evi­den­te­mente non decol­late sino­ra», dice Tomez­zoli. «L’unico com­men­to pos­si­bile è quel­lo politi­co, e questo ci por­ta a sot­to­lin­eare tre pun­ti essen­ziali: l’impossibilità di capire le pri­or­ità e i tem­pi con cui si inten­dono real­iz­zare le opere pub­bliche; l’assenza di inter­ven­ti pre­visti a favore del­l’edilizia sco­las­ti­ca; la man­can­za di un con­fron­to allarga­to, a liv­el­lo con­sil­iare, su quei gran­di temi inevitabil­mente legati alla vita ammin­is­tra­ti­va, pre­sente e futu­ra, di Peschiera». «Mi riferisco», pre­cisa Tomez­zoli, «alla cres­cente pre­sen­za di stranieri res­i­den­ti, alle scelte sul­la piaz­za d’Armi piut­tosto che sui beni dema­niali del nos­tro ter­ri­to­rio e all’atteggiamento nei con­fron­ti dell’edilizia tur­is­ti­co alberghiera sul­la quale, da parte del Comune, tut­to tace». A tale propos­i­to il sin­da­co Chin­car­i­ni ha dichiara­to che il con­siglio ver­rà inter­es­sato su questi argo­men­ti non appe­na vi saran­no indi­cazioni più pre­cise da parte degli altri enti ed isti­tuzioni coin­volti. Giu­dit­ta Bolog­ne­si Peschiera. Il voto sul bilan­cio di pre­vi­sione dell’esercizio 2006 ha sanci­to il dis­tac­co tra Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na e il grup­po con­sil­iare di Forza Peschiera, di cui restano a far parte il Capogrup­po Elio Zena­to ed . «Vive­vo da tem­po una situ­azione di dis­a­gio per la man­can­za di oper­a­tiv­ità, sep­pure come mino­ran­za, con­seguente alla volon­tà del grup­po», spie­ga Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na, ex sin­da­co di Peschiera. «Il voto favorev­ole al bilan­cio da parte dei miei due col­leghi di lista é sta­to l’ultimo momen­to di ques­ta con­viven­za; per­sonal­mente, infat­ti, non mi sen­to di con­di­videre una serie di scelte sulle opere pub­bliche da real­iz­zare sulle quali per­man­gono dub­bi che l’amministrazione, a mio avvi­so, non chiarisce». A questo propos­i­to Dal­la Pel­le­g­ri­na cita il prog­et­to per la costruzione di una pisci­na comu­nale in local­ità San Benedetto:«Penso ci sia una sot­to­va­l­u­tazione non tan­to del cos­to di costruzione del­la strut­tura ma soprat­tut­to di quel­lo di ges­tione di un sim­i­le impianto. Cre­do che una tale strut­tura pos­sa reg­gere eco­nomi­ca­mente solo se fat­ta in con­sorzio con altri Comu­ni, in modo tale da coprire un baci­no di uten­za di almeno trentami­la abi­tan­ti». Con l’uscita dal grup­po con­sil­iare di Forza Peschiera l’ex pri­mo cit­tadi­no aril­i­cense si prepara «comunque a fare oppo­sizione, ovvi­a­mente a modo mio, nel rispet­to del manda­to elet­torale che ci ha vota­to. Il che non sig­nifi­ca essere per forza “con­tro” ma, anzi, è un modo per cer­care di con­tribuire alla cresci­ta del­la nos­tra cit­tad­i­na». (g.b.)