L’afflusso estivo paga, quello invernale assai meno: ma secondo rifugisti e ristoratori locali la clientela potenziale è tutt’altro che scarsa. Dati parzialmente positivi dall’attività natalizia ma gli operatori chiedono che il servizio non si fermi

«Impianti di Prada apertianche nei fine settimana»

01/02/2009 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bartolo Fracaroli

Da San­to Ste­fano all’ sul­la bidon­via di Pra­da è sta­to ten­ta­to un esper­i­men­to ardi­to: riaprire l’impianto anche sen­za piste bat­tute da sci di disce­sa, ripor­tan­do bidon­via e seg­giovia, dai 1034 metri di alti­tu­dine del­la stazione di parten­za (sul con­fine fra i comu­ni di San Zeno di Mon­tagna e Bren­zone) ai 1550 del­la pri­ma trat­ta in bidon­via fino al rifu­gio Mon­di­ni, quin­di in seg­giovia su fino ai 1815 di quel­la d’arrivo, ai rifu­gi Fiori del Bal­do e al sovras­tante Chierego a 1910, alla fun­zione orig­i­nale degli impianti a fune: portare per­sone in un ambi­ente imma­co­la­to e stra­or­di­nario, dai panora­mi meravigliosi.L’utenza non è man­ca­ta: escur­sion­isti con e sen­za cias­pole, sci alpin­isti, fondisti, prat­i­can­ti del tele­mark, slitte, slit­ti­ni, sci di fon­do escur­sion­isti, famiglie coi bam­bi­ni, tur­isti in cer­ca di un’esperienza di bellez­za. Il tem­po non è sta­to dei migliori, incluse nuove e fitte nevi­cate, tra spo­radiche gior­nate di sole. I pas­sag­gi sul­la tele­cab­i­na sono sta­ti in pro­porzione, ma incoraggianti.Se si vol­e­va garan­tire un servizio, si è fat­to (pure con qualche inter­ruzione dovu­ta alle schede dell’apparato elet­tron­i­co, il 3 gen­naio) e pure è sta­ta una conc­re­ta pro­mozione per la bel­la sta­gione ver­so chi non conosca anco­ra il Bal­do. Se si mira­va a un van­tag­gio eco­nom­i­co (nes­suno si face­va illu­sioni) le perdite han­no super­a­to i prof­itti. Un’analoga inizia­ti­va due anni fa ave­va seg­na­to risul­tati delu­den­ti con tem­po pes­si­mo per due settimane.Camera di Com­mer­cio, Ammin­is­trazione provin­ciale di Verona e Regione Vene­to, che han­no con­tribuito alla sua riat­ti­vazione dopo un bloc­co lun­go anni (dopo il fal­li­men­to del­la soci­età allo­ra pro­pri­etaria) non fig­u­ra­no con chi ora possiede l’impianto, la «Pra­da Costa­bel­la rl»: ovvero, i soli Comu­ni di San Zeno di Mon­tagna e Bren­zone. «Mon­te­bal­dog­a­r­da» è invece la con­ces­sion­ar­ia, soci­età con­sor­tile pre­siedu­ta da Ennio Peretti che si sob­bar­ca anche le ges­tioni pas­sive, nell’auspicio siano inves­ti­men­ti futuri.Ora la richi­es­ta gen­er­al­iz­za­ta degli oper­a­tori lun­go il trac­cia­to del­la funi­via (rifugisti, ris­tora­tori, alber­ga­tori) è: «Si riapra il saba­to e la domeni­ca, assi­cu­ran­do con­ti­nu­ità, sen­za tenere chiu­so e inat­ti­vo tut­to fino a Pasqua o addirit­tura all’estate».Per i rifu­gi lun­go lo svilup­po dell’impianto è però davvero lin­fa vitale il far­la fun­zionare anche nei fine set­ti­mana. Mas­si­mo Bertol­di gestore del Chierego e Moreno Oli­boni, pro­pri­etario del «Fiori del Bal­do», entram­bi all’arrivo del­la funi­via di Pra­da, Pao­lo Gam­beroni per il Mon­di­ni, alla stazione inter­me­dia (det­ta mal­ga Pra­da), con­cor­dano: bidon­via e seg­giovia, se fun­zio­nan­ti, assi­cu­ra­no un afflus­so espo­nen­ziale rispet­to ai giorni in cui essa è ferma.Anche il rifu­gio Mon­di­ni, di pro­pri­età del­la Pra­da Costa­bel­la srl ora è sem­plice­mente chiuso.Tutti sper­a­no che si valuti­no insieme gli introiti attivi dell’estate con quel­li ten­den­zial­mente pas­sivi dell’inverno, anche in quest’anno, di for­tiss­sime nevi­cate come non accade­va da decen­ni. Insom­ma, le pre­messe ci sono. Ora sem­bra arriva­to il tem­po di deci­sioni cor­ag­giose.

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