Riportato alla luce affresco settecentesco nella cappella del coro di Santa Maria Maddalena

Imporante soperta nella parrocchiale di Desenzano del Garda

08/01/2002 in Cultura
Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Non è dif­fi­cile sco­prire, nel cor­so di inter­ven­ti di ristrut­turazione di vec­chi edi­fi­ci, spe­cial­mente quel­li con un pas­sato stori­co, reper­ti stori­ci di grande rilie­vo ed entità a Desen­zano nei mesi scor­si sono sta­ti effet­tuati degli inter­ven­ti di ristrut­turazione nel­la cosid­det­ta “cap­pel­li­na” che ospi­ta il coro di San­ta Maria Mad­dale­na all’interno del Duo­mo par­roc­chiale. Nel cor­so dei lavori non sono man­cate le sor­p­rese che il prof. Gian Car­lo Quaglia, diret­tore del Cen­tro Stu­di e Ricerche sul restau­ro di Desen­zano e diret­tore respon­s­abile di lavori, non ha man­ca­to di illus­trar­ci. Gia durante gli scavi per la sos­ti­tuzione del­la pavi­men­tazione è venu­to alla luce un trat­to di muro romano “forse di con­teni­men­to delle acque del lago – spie­ga lo stes­so Quaglia –. Tem­pes­ti­vo è sta­to l’intervento del­la Soprint­en­den­za ai Beni Arche­o­logi­ci, che, nel­la per­sona del­la dr.ssa Rofia, ha provve­du­to ad eseguire i rilievi del caso e con­seguente­mente ha deciso di rico­prire le ves­ti­gia”. Ma le sor­p­rese non si sono fer­mate qui. Nel­la parete nord, sot­to diver­si strati di scial­bo, è sta­to indi­vid­u­a­to un affres­co set­te­cen­tesco “decisa­mente decoeso e ridot­to in sta­to qua­si ter­mi­nale. Sot­to l’egida del­la Soprint­en­den­za ai Beni Artis­ti­ci, e più spec­i­fi­cata­mente nel­la per­sona del­lo stori­co d’arte dr. Gherol­di – pros­egue Quaglia –, è sta­to piani­fi­ca­to il restau­ro con­ser­v­a­ti­vo affida­to al nos­tro Stu­dio. Dopo un atten­to stu­dio sulle metodolo­gie di inter­ven­to con un inter­ven­to dura­to qua­si quat­tro mesi abbi­amo ripor­ta­to fati­cosa­mente alla luce l’affresco in cui sono raf­fig­u­rate le fig­ure dei dolen­ti che ven­gono assunte in cielo su inter­ces­sione del­la SS.ma Vergine e del­la san­ta Maria Mad­dale­na; in alto, sul­la pag­i­na cen­trale, in un tri­on­fo di nubi la SS.ma Trinità, Padre, Figlio e Spir­i­to San­to; ai lati, nelle due nic­chie baroc­cheg­gianti, gli scheletri raf­fig­u­ran­ti la Morte e la Res­ur­rezione”. Purtrop­po parte del dip­in­to è anda­to dis­trut­to. “Le cause sono imputabili all’incuria umana – spie­ga anco­ra il prof. Quaglia –. In tem­pi non molto antichi larga parte del­la campitu­ra è sta­ta sfre­gia­ta per inserire nell’intonaco cavi elet­tri­ci. Oggi il dip­in­to gode di buona “let­tura”, ma ritor­na di attual­ità la doman­da di come si pos­sa dis­trug­gere un’opera d’arte sen­za impostare una pic­co­la ricer­ca pri­ma di oper­are in siti di carat­tere stori­co mon­u­men­tale. Forse – ricor­da Quaglia – non esiste oggi una cul­tura di base di inter­esse e ricer­ca sui Beni Artis­ti­ci e Cul­tur­ali, sarebbe oppor­tuno infor­mare con dei mas­ter pres­so le scuole, le nuove gen­er­azioni sugl’immensi tesori d’arte del nos­tro paese”. Pro­prio nei prossi­mi giorni, a par­tire dal 15 di gen­naio, pres­so la sede del Cen­tro Stu­di e Ricer­ca sul Restau­ro, pres­so la chiesa di San Francesco Save­rio in via Grezze – local­ità Machet­to – a Desen­zano, pren­derà avvio un mas­ter di 50 ore (mart­edì e giovedì dalle ore 18 alle 20) riguardante il prob­le­ma del restau­ro e delle sue metodolo­gie. Per even­tu­ali infor­mazioni riv­ol­ger­si all’Assessorato alla Cul­tura del Comune di Desenzano.