Primo trapianto di cornea negli ospedali dell’azienda sanitaria di Desenzano che per dipendenti e posti letto, oltre 1000, è la seconda della provincia bresciana

Importante trapianto all’ospedale di Desenzano

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Di Luca Delpozzo
Ennio Moruzzi

Pri­mo trapianto di cornea negli ospedali dell’azienda san­i­taria di Desen­zano che per dipen­den­ti e posti let­to, oltre 1000, è la sec­on­da del­la provin­cia bres­ciana. L’intervento è sta­to effet­tua­to a Desen­zano dal dot­tor Rober­to Bel­luc­ci, pri­mario di oculis­ti­ca una set­ti­mana fa. Il paziente, un gio­vane di 25 anni, res­i­dente sul­la spon­da veronese del . La cornea è sta­ta for­ni­ta dal­la ban­ca delle cornee di Mon­za. L’intervento è per­fet­ta­mente rius­ci­to, tan­to che il gio­vane è già tor­na­to a casa e sostiene che la sua vista è net­ta­mente miglio­ra­ta. Pun­ta sul­la qual­ità la san­ità del lago di Gar­da che fa capo all’azienda di Desen­zano. Le inizia­tive in ques­ta direzione si molti­pli­cano sia sot­to il pro­fi­lo chirur­gi­co che medico. Non a caso entro la fine dell’anno, la direzione dell’azienda affi­da­ta al pro­fes­sor Alfon­so Castel­lani, ha deciso di acquisire il mar­chio di qual­ità I.S.O. 9000 per una serie di servizi ospedalieri. Non a caso poi ritor­nano le notizie di inter­ven­ti di altissi­ma chirur­gia. È appun­to il caso del trapianto mai effet­tua­to nel­la strut­tura del­la azien­da san­i­taria di Desen­zano che ammin­is­tra sei ospedali riu­ni­ti in tre nuclei: sono quel­li di Desen­zano-Lona­to di Gavar­do-Salò e di Leno-Maner­bio. Si trat­ta, dice­va­mo del pri­mo trapianto di cornea real­iz­za­to dal nuo­vo pri­mario di oculis­ti­ca dott. Rober­to Bel­luc­ci, già aiu­to all’ di Verona e pri­mario all’ospedale di Rovere­to pri­ma di appro­dare sul Gar­da dove ha già dato un notev­ole impul­so all’attività di tut­to il repar­to. Lo han­no annun­ci­a­to ieri con sod­dis­fazione il diret­tore gen­erale facente fun­zione dell’azienda, pro­fes­sor Alfon­so Castel­lani, il diret­tore san­i­tario di Desen­zano dott. Francesco Vas­sal­lo e lo stes­so pri­mario. «L’intervento ha un val­ore sim­bol­i­co per­ché è il pri­mo del genere attua­to nel­la nos­tra strut­tura, ma è anche prati­co per­ché con­tribuisce a miglio­rare enorme­mente la qual­ità del­la vita di un gio­vane — spie­ga il dot­tor Bel­luc­ci-. Il paziente che ave­vo già segui­to da anni è un garde­sano che vive sul­la spon­da veronese del lago di Gar­da ha 25 anni di età. Le sue con­dizioni sono peg­gio­rate negli ulti­mi tem­pi a tal pun­to che sta­va per las­cia­re il lavoro a causa appun­to dei prob­le­mi di vista. Così ho deciso di ricov­er­ar­lo e di atti­vare le pro­ce­dure per il trapianto che ha inter­es­sato l’occhio destro. L’operazione è sta­ta resa pos­si­bile dal con­trib­u­to di tut­ta la strut­tura, dal chirur­go all’organizzazione san­i­taria ed alla ban­ca cornee. Infat­ti, per potere inter­venire con urgen­za — con­tin­ua — abbi­amo richiesto una cornea alla ban­ca di Mon­za. For­tu­nata­mente ve ne era pro­prio una disponi­bile ed in 24 ore abbi­amo potu­to dare cor­so all’intervento vero e pro­prio. Inter­ven­to — spie­ga il chirur­go — che ha richiesto mezz’ora di tem­po. Il gio­vane oper­a­to è già sta­to dimes­so. Lo sen­ti­to per tele­fono e mi ha det­to: “Dot­tore già ci vedo meglio con gli occhiali”. Ciò vuol dire che l’intervento è rius­ci­to. Con­tin­uer­an­no ora i trat­ta­men­ti ed i con­trol­li, accer­ta­to che l’evoluzione è già oggi pos­i­ti­va. Per questo non resterà che seguire l’evolversi del recu­pero visi­vo nel cor­so dei prossi­mi mesi, tenen­do con­to che l’esito defin­i­ti­vo potrem­mo aver­lo fra 18 mesi quan­do ver­ran­no tolti defin­i­ti­va­mente i pun­ti chirur­gi­ci». I respon­s­abili dell’Azienda san­i­taria di Desen­zano pre­cisano che il suc­ces­so dei trapi­anti di cornee sfio­ra in gen­erale il 90% dei casi e che i prob­le­mi di riget­to sono min­i­mi per­ché si trat­ta di un organo che non ha irro­razione san­guigna. Ma sul fronte dei trapi­anti dall’Azienda desen­zanese arrivano altre impor­tan­ti novità. «L’Azienda — infor­ma il pro­fes­sor Alfon­so Castel­lani, diret­tore gen­erale — è pre­dis­pos­ta infat­ti l’istituzione del­la Com­mis­sione per l’accertamento del­la morte cel­e­brale del paziente. È cos­ti­tui­ta dal medico legale e da un medico del­la direzione san­i­taria e da un tec­ni­co di neu­rofi­siopa­tolo­gia e ques­ta sarà in con­tat­to con i due repar­ti di rian­i­mazione per mon­i­torare su richi­es­ta la morte cel­e­brale dei pazi­en­ti. Ciò vuol dire — con­tin­ua il diret­tore gen­erale — che gli ospedali potran­no con­tribuire in un futuro prossi­mo, anche a fornire organi da trapi­antare. Infat­ti, ottenute le autor­iz­zazioni dei par­en­ti, si potrà pro­cedere all’espianto degli organi da fornire agli ammalati in lista di atte­sa negli altri ospedali per un trapianto con­tribuen­do così a sal­vare vite umane». La com­mis­sione non è sta­ta nec­es­saria nel caso del­la cornea, per­ché per il pre­lie­vo non è richi­es­ta l’autorizzazione men­tre serve la cer­ti­fi­cazione del­la bon­tà dell’organo che può medi­a­mente essere con­ser­va­to cir­ca una settimana.

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