L’infrazione più comune? Motoscafi troppo vicini alle spiagge

In acqua, sul mare così come sul lago, il rispetto delle norme è condizione indispensabile per la sicurezza propria e altrui.

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Di Luca Delpozzo

 L’infrazione più comune? Moto­scafi trop­po vici­ni alle spi­agge In acqua, sul mare così come sul lago, il rispet­to delle norme è con­dizione indis­pens­abile per la sicurez­za pro­pria e altrui. Purtrop­po non tut­ti sono con­sapevoli dei peri­coli che si celano dietro una piacev­ole gita in bar­ca. E non tut­ti rispet­tano le regole. I rischi mag­giori, infat­ti, li cor­rono pro­prio i «diportisti del­la domeni­ca», quel­li che meno conoscono i cod­i­ci marinareschi. Non a caso il 90 per cen­to degli inter­ven­ti di soc­cor­so sul Gar­da riguardano per­sone che si trovano a bor­do di barche a noleg­gio, acces­si­bili a tut­ti benché siano in gra­do di fornire prestazioni in ter­mi­ni di veloc­ità pari a quelle di mezzi per cui è nec­es­saria la patente nautica.Ma quali sono le regole che più spes­so ven­gono dis­at­tese? «Indub­bi­a­mente — spie­ga il Coman­dante del­la Mar­co Ravanel­li — la nor­ma riguardante la sot­to cos­ta. La dis­tan­za min­i­ma da osser­vare è troppe volte sot­to­va­l­u­ta­ta. Diportisti ines­per­ti com­met­tono spes­so errori di val­u­tazione: i 150 metri di dis­tan­za obbli­ga­tori diven­tano così 50 e i 300 metri si riducono a 70, con tut­ti i rischi che ne con­seguono». C’è poi la ques­tione delle prece­den­ze: «Spes­so i noleg­gianti non han­no nep­pure idea dell’abc del­la nav­igazione». E qui entra in gio­co la pro­fes­sion­al­ità del noleg­gia­tore, che dovrebbe istru­ire il noleg­giante, spie­gar­gli i peri­coli cui può andare incon­tro e mostrar­gli con chiarez­za il posizion­a­men­to a bor­do delle dotazioni di sicurez­za. «Sul lago è gius­to diver­tir­si — con­tin­ua Ravanel­li — ma è oppor­tuno far­lo con un cer­to cri­te­rio: non bisogna sfrec­cia­re ad e creare onda quan­do ci si tro­va vici­no ad altre barche; meglio evitare di tenere per­sone, e in par­ti­co­lare i bam­bi­ni, sedute a prua con i pie­di in acqua; sarebbe inoltre buona nor­ma che i bam­bi­ni con meno di 10 anni indos­sas­sero sem­pre il giub­bot­to sal­vagente». Se non si conosce il lago, pri­ma di sal­pare, sarebbe oppor­tuno chiedere con­siglio ad un esper­to del pos­to che conosce bene la zona in mer­i­to alla pre­sen­za di sec­che e scogli non seg­nalati ed affio­ran­ti. Se poi, pur aven­do rispet­ta­to le norme di legge e del buon­sen­so, ci si tro­va comunque nei guai, il numero da chia­mare per atti­vare i soc­cor­si è il 1530. Il coor­di­na­men­to degli inter­ven­ti è gesti­to dal­la Guardia Costiera di stan­za a Salò. «La disponi­bil­ità di più equipag­gi che si alter­nano nel servizio — spie­ga il coman­dante — con­sente di far par­tire un mez­zo da Salò e uno da Gargnano entro 5 minu­ti dall’allarme. Di soli­to entri­amo in azione medi­a­mente in 2–3 minu­ti. I nos­tri mezzi sono in gra­do di inter­venire in 10 minu­ti su una super­fi­cie di lago pari all’80%, in 15 minu­ti sul 18% e in 20 minu­ti sul restante 2%. In orari diurni, con l’ausilio delle unità delle forze di polizia i tem­pi di inter­ven­to si riducono ulte­ri­or­mente». A Salò, oltre ai due mezzi del­la Guardia Costiera, sono di stan­za 3 barche dei Vig­ili del Fuo­co, 2 dei , una dei e una del­la ; a Desen­zano oper­a­no un gom­mone dei Cara­binieri e uno dei Vig­ili del Fuo­co; a Peschiera una motovedet­ta dei Cara­binieri e un gom­mone del­la Polizia; a 2 mezzi dei Vig­ili del Fuo­co; a Tor­ri del Bena­co un gom­mone dei Cara­binieri; a Riva del Gar­da 2 mezzi dei Vig­ili del Fuo­co, 2 del­la Polizia e uno dei Cara­binieri; a Gargnano, infine, è di stan­za il ter­zo mez­zo del­la Guardia Costiera.Il Gar­da, insom­ma, è davvero ben controllato. 

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