Adozioni a distanza Una mano ai bimbi del «Projeto Vida»

In Brasile, vicino a Salvador de Bahia

08/02/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

«Adottare a dis­tan­za un bam­bi­no brasil­iano sig­nifi­ca garan­tir­gli la for­mazione sco­las­ti­ca, le cure mediche e la pos­si­bil­ità di un futuro migliore». A lan­cia­re l’appello è il seg­re­tario comu­nale di Tor­ri del Bena­co. Rien­tra­to al lavoro in questi giorni, dopo poco più di quat­tro mesi di lon­tanan­za, alcu­ni dei quali pas­sati pro­prio in Brasile, il dot­tor Giampi­etro Ceca­to ha riv­e­la­to il moti­vo del­la sua assen­za a mar­gine dell’ultima sedu­ta del con­siglio comu­nale. «Tramite l’Istituto no prof­it Uni­ver­sal Vida con sede a San Mar­ti­no Buon Alber­go e a Sal­va­tor de Bahia, in Brasile», ha rac­con­ta­to, «sono sta­to per oltre due mesi in una anti­ca casa colo­niale ristrut­tura­ta, pos­ta pro­prio dinanzi all’oceano». «Qui», ha pros­e­gui­to nel rac­con­to, «arrivano ogni giorno cir­ca 120 bam­bi­ni brasil­iani, prove­ni­en­ti dai quartieri poveri di Mon­ser­rat, Boa Viagem e Pedra Fora­da, tutte fave­las del­la “cidade bax­ia”, ovvero la cit­tà povera come la chia­mano, cioè i bassi­fon­di di Sal­vador de Bahia. I bam­bi­ni ven­gono divisi in 10 grup­pi di 12 per­sone cias­cuno e seguono un pro­gram­ma ali­menta­re, san­i­tario, sco­las­ti­co, for­ma­ti­vo ed educa­ti­vo con­dot­to da una équipe di pro­fes­sion­isti. Il pro­gram­ma prevede, tra l’altro, assis­ten­za psi­co­log­i­ca, pedi­atri­ca, odon­toiatri­ca e sosteg­no post- sco­las­ti­co quo­tid­i­ano». Il seg­re­tario comu­nale di Tor­ri è in con­tat­to con Mari­na Fer­rari, pres­i­dente del Pro­je­to Vida dell’Istituto di San Mar­ti­no Buon Alber­go, con cui ha con­corda­to il suo recente viag­gio. «La mia gior­na­ta tipo in Brasile», ha pros­e­gui­to Ceca­to, «prevede­va di dare una mano agli oper­a­tori nel­la maniera più sem­plice pos­si­bile. Ovvero, aiu­ta­vo a pulire la casa, a lavare piat­ti, a fare da man­gia­re o a sbri­gare altre neces­sità del­la vita di tut­ti i giorni. Solo i pro­fes­sion­isti e gli spe­cial­isti invece, ovvi­a­mente, si cura­vano del pro­gram­ma dei bam­bi­ni ed era­no a con­tat­to con loro». Il seg­re­tario Ceca­to ci tiene a speci­fi­care questo aspet­to, «a con­fer­ma del­la seri­età e dell’affidabilità del prog­et­to e delle per­sone, al cui fian­co ho potu­to lavo­rare», ha pre­cisato. «In prat­i­ca», ha con­clu­so, «ciò che si chiede oggi è una sor­ta di adozione a dis­tan­za per questi bam­bi­ni per nove mesi l’anno, ovvero per il peri­o­do di dura­ta del­la scuo­la. Con 45 euro al mese per nove mesi si garan­tisce a cias­cun bam­bi­no l’ e sco­las­ti­ca di cui ha bisog­no e gli si con­cede la pos­si­bil­ità di crescere in un ambi­ente sereno, lon­tano dalle mis­erie delle fave­las brasil­iane, ma nel­lo stes­so tem­po sen­za allon­ta­narlo dai suoi cari o dal­la sua patria». Per even­tu­ali don­azioni, come recitano gli opus­coli dell’Istituto, i rifer­i­men­ti sono quel­li del Ban­co di Bres­cia c/c 16029, CAB 11299 ABI 3500 con la causale : «Pro­je­to Vida». Infor­mazioni e col­lo­qui invece si pos­sono avere con­sul­tan­do il sito inter­net www.tudojoia.org o scriven­do all’indirizzo info@tudojoia.org o, infine, tele­fo­nan­do al numero dell’Istituto, in via Ca’ del Fer­ro 1 a San Mar­ti­no Buon Alber­go, 045.882.0144.

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