All’istituto Falcone Borsellino il primo tentativo di convocazione unitaria per il Garda Baldo. La dirigente: «Tentiamo di sveltire una procedura tutta sbagliata»

In coda per fare i supplenti

16/01/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Si sono chiuse ieri mat­ti­na all’istituto com­pren­si­vo Fal­cone Borselli­no le asseg­nazioni delle sup­plen­ze per i docen­ti degli Isti­tu­ti del­la zona -Gar­da. Quat­tro giorni di con­sul­tazioni di diri­gen­ti sco­las­ti­ci e assis­ten­ti delle scuole di Mal­ce­sine, Gar­da, Capri­no, Bar­dolino, Cavaion, Peschiera, Castel­n­uo­vo e Sona, per asseg­nare le sup­plen­ze annu­ali o tem­po­ra­nee supe­ri­ori ai 30 giorni (per l’anno sco­las­ti­co in cor­so) di sec­on­da e terza fas­cia del­la grad­u­a­to­ria provin­ciale, alle scuole dell’infanzia, pri­marie e medie.Si trat­ta di una vera novità, poiché per risparmi­are tem­po e fat­i­ca per tut­ti, per la pri­ma vol­ta gli isti­tu­ti com­pren­sivi si sono riu­ni­ti in un uni­co polo per la con­vo­cazione e con­tem­po­ranea asseg­nazione delle sup­plen­ze. Con la con­vo­cazione, però, sono risul­tate chiare anche tutte le dif­fi­coltà degli isti­tu­ti e degli aspi­ran­ti inseg­nan­ti, che a centi­na­ia in questi quat­tro giorni han­no asse­di­a­to la scuo­la media di Bar­dolino nel­la sper­an­za di ottenere un pos­to di lavoro. Un esem­pio per tut­ti: per asseg­nare una venti­na di posti solo a Bar­dolino è sta­to nec­es­sario far par­tire 560 con­vo­cazioni, molti­pli­ca­to per le scuole del­la zona si può avere un’idea del­la dimen­sione del fenomeno.La diri­gente sco­las­ti­ca di Bar­dolino, Emanuela Antoli­ni, spie­ga il caos che si è gen­er­a­to a causa del nuo­vo rego­la­men­to sco­las­ti­co emes­so dal min­is­tero del­la Pub­bli­ca istruzione nel 2002. «Quest’anno è sta­to peg­gio del soli­to», attac­ca, «la grad­u­a­to­ria defin­i­ti­va per i sup­plen­ti dell’Usp (uffi­cio sco­las­ti­co provin­ciale che ha pre­so il pos­to del provved­i­tora­to agli stu­di) è sta­ta pub­bli­ca­ta solo due tre giorni pri­ma di . È suc­ces­so così che a inizio anno sco­las­ti­co abbi­amo dovu­to nom­inare i sup­plen­ti in base alla vec­chia grad­u­a­to­ria, con la ris­er­va che quan­do usci­va la nuo­va si sarebbe ricon­vo­ca­to tut­ti per le asseg­nazioni defin­i­tive. Per questo molti docen­ti che era­no sta­ti nom­i­nati a set­tem­bre ora per­dono il pos­to, per­ché devono pas­sare l’incarico a chi li pre­cede in grad­u­a­to­ria, per­sone che mag­a­ri pri­ma ave­vano rifi­u­ta­to ed ora accettano». «Questo ritar­do», pros­egue Antoli­ni, «ha deter­mi­na­to che i docen­ti in classe devono essere sos­ti­tu­iti con quel­li aven­ti dirit­to. Chi ne fa le spese però sono i bam­bi­ni, che ven­gono mes­si in dif­fi­coltà, soprat­tut­to in questo momen­to che coin­cide con le val­u­tazioni del pri­mo quadrimestre. Gli alun­ni per­dono la con­ti­nu­ità dell’insegnante, per non par­lare poi dei bam­bi­ni in situ­azione di hand­i­cap che han­no il sosteg­no». Al dan­no per i gravi dis­a­gi dei ragazzi si aggiunge la bef­fa per le scuole, cre­atasi con la pro­ce­du­ra impos­ta dal nuo­vo rego­la­men­to. «È una pro­ce­du­ra demen­ziale», si sfo­ga la diri­gente, «che ci impedisce di assi­cu­rare tem­pes­ti­va­mente il servizio sco­las­ti­co e nel con­tem­po deter­mi­na degli aggravi eco­nomi­ci enor­mi. Alcune scuole per asseg­nare una sup­plen­za arrivano a spendere più di 5000 euro di telegram­mi, poichè ogni telegram­ma cos­ta dai 7 ai 10 euro e per la con­vo­cazione si arri­va anche a 300 chia­mate. Il telegram­ma cos­ta così caro per la lunghez­za del testo impos­to dal rego­la­men­to, per­ché bisogna speci­fi­care un’ infinità di det­tagli. Il vec­chio rego­la­men­to era più fun­zionale per­ché prevede­va delle sanzioni per chi veni­va con­vo­ca­to e non accetta­va il pos­to. Chi rifi­u­ta­va la chia­ma­ta pas­sa­va in fon­do alla grad­u­a­to­ria, invece adesso questo non accade più e le per­sone riman­gono sem­pre nel­lo stes­so pos­to in grad­u­a­to­ria, così ad ogni con­vo­cazione bisogna con­tin­uare a richia­mare sem­pre gli stes­si, che riman­gono in tes­ta alla lista e mag­a­ri abi­tano lon­tanis­si­mo e così ti dicono sem­pre di no».Per questo la diri­gente sco­las­ti­ca di Bar­dolino, ma anche la diri­gente dell’istituto com­pren­si­vo di Nog­a­ra, Gabriel­la Pic­coli, in novem­bre han­no pre­so car­ta e pen­na e han­no scrit­to un espos­to al min­istro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni, nel quale elen­cano tut­ti i prob­le­mi legati all’assegnazione delle sup­plen­ze. Gli stes­si argo­men­ti esposti anche da altri isti­tu­ti del­la provin­cia durante un incon­tro pub­bli­co, il 29 dicem­bre a Verona. I diri­gen­ti pro­pon­gono una revi­sione dell’attuale nor­ma­ti­va, con l’inserimento del bloc­co delle grad­u­a­to­rie a inizio anno sco­las­ti­co, obbli­go di domi­cilio nel­la Provin­cia o province lim­itrofe, obbli­go di accettazione di sup­plen­ze anche di un solo giorno, riduzione del numero da 30 a 10 delle sedi in cui fare doman­da di sup­plen­za ed elim­i­nazione dell’obbligo di inviare il telegram­ma, preve­den­do la chia­ma­ta diret­ta o per pos­ta pri­or­i­taria o per pos­ta elet­tron­i­ca.

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