Merito del clima, dei servizi, della «taglia della città» che consente di vivere bene anche per le opportunità di lavoro.

In costante aumento gli abitanti della capitale del Garda

Di Luca Delpozzo
mor.

Aumen­tano costan­te­mente gli abi­tan­ti del Bas­so Gar­da. Mer­i­to del cli­ma, dei servizi, del­la «taglia del­la cit­tà» che con­sente di vivere bene anche per le oppor­tu­nità di lavoro. Mer­i­to insom­ma del­la capac­ità d’attrazione eserci­ta­ta dal­la cap­i­tale del Gar­da che richia­ma 1000 nuovi res­i­den­ti, dei quali 400 «met­tono radi­ci». Il dis­cor­so vale per Desen­zano ma anche per Sirmione. Non arrivano più con­tribu­ti pos­i­tivi infat­ti dalle nascite — che nelle due cit­ta­dine riv­ierasche sono sopra­van­za­ti dalle mor­ti così che il sal­do nat­u­rale almeno a Desen­zano per­mane neg­a­ti­vo -. La cap­i­tale bena­cense viag­gia dunque a gran­di pas­si ver­so i 24 mila res­i­den­ti uffi­ciali: quel­li cioè iscrit­ti all’anagrafe. A fine ’99 risul­ta­vano esat­ta­mente 23.790 — con­tro i 23.816 di Lumez­zane — gius­to 389 in più rispet­to ad un anno pri­ma. Preval­go­no numeri­ca­mente le fem­mine che sono in tut­to 12.607 ben 1.424 in più rispet­to agli uomi­ni che sono «solo» 11.183. Come abbi­amo det­to i mor­ti sopra­van­zano, sep­pur di sole 5 unità le nascite. Nel ’99 sono dece­du­ti 117 maschi e 115 fem­mine, men­tre sono nati 127 maschi e 100 fem­mine. Il movi­men­to migra­to­rio come dice­va­mo è il vero motore del­la popo­lazione desen­zanese. Infat­ti lo scor­so anno si sono trasferite a Desen­zano ben 1.119 per­sone (534 maschi e 581 fem­mine). Con­tem­po­ranea­mente se ne sono andati in 725 (366 maschi e 359 fem­mine) così che il sal­do arrivi parten­ze o per dir­lo in ter­mi­ni ana­grafi­ca­mente cor­ret­ti immi­grati-emi­grati è pos­i­ti­vo per 394 unità. Questi sono i dati ana­grafi­ci uffi­ciali di Desen­zano. Ma le per­sone che vivono in cit­tà sono molte di più. I cal­coli basati sui con­su­mi d’acqua, sul­la quan­tità di rifiu­ti e su altri indi­ca­tori fan­no aumentare gli abi­tan­ti effet­tivi ad oltre 30 mila, forse qual­cuno li sti­ma addirit­tura 35 mila. E la popo­lazione pre­sente nei mesi del­la sta­gione esti­va, con­tan­do anche le oltre 3000 sec­onde case (ril­e­vazione dell’ultimo cen­si­men­to e dunque da con­sid­er­ar­si abbon­dan­te­mente per difet­to) sale fino a super­are anche quo­ta 40 mila unità. Crescono anche i res­i­den­ti di Sirmione che viag­gia ormai ver­so le 7.000 unità. Per l’esattezza i sirmione­si iscrit­ti all’anagrafe fino al ’99 era­no 6.399 con un buon incre­men­to. Nel­la peniso­la cara a Cat­ul­lo i nati nell’anno super­a­no i mor­ti ma la dif­feren­za è di una sola unità: 57 con­tro 56. Anche qui sono i flus­si migra­tori a rimpin­guare il numero dei res­i­den­ti dato che a fronte di 178 per­sone che sono par­tite chieden­do la can­cel­lazione dall’anagrafe ne sono arrivate 352 che han­no fat­to l’operazione inver­sa, cioè han­no deciso di trasferir­si a Sirmione dove han­no chiesto ed ottenu­to la res­i­den­za. Le famiglie sirmione­si sono 2.784 quin­di con un nucleo famil­iare medio di poco supe­ri­ore alle due unità. Insom­ma tante famiglie ma pochi figli. Un dato decisa­mente inter­es­sante è quel­lo riguardante i res­i­den­ti che non sono cit­ta­di­ni ital­iani: in tut­to sono 330 con una per­centuale sul­la popo­lazione supe­ri­ore al 5%. L’aumento dei res­i­den­ti è deter­mi­na­to innanz­i­tut­to dal­la capac­ità d’attrazione del bas­so lago che offre buoni servizi se rap­por­tati a cit­ta­dine di pic­cole o medie dimen­sioni. Par­liamo del­la pre­sen­za di enti pub­bli­ci, di servizi impor­tan­ti come ospedali, Inps, sin­da­cati, fer­rovia, autostra­da, molte scuole superiori.