Meno acqua per i campi ma la guardia resta alta

In difficoltà la navigazione da diporto

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

I 10 cen­timetri di liv­el­lo sono rimasti fer­mi anche ieri. Il Gar­da non cresce, la tac­ca dell’idrometro di Peschiera è rimas­ta immo­bile sui + 10 sopra lo zero. Ieri all’ora di pran­zo è cadu­ta anche una man­ci­a­ta di mil­limetri di piog­gia, un’inezia. A salire è sta­ta solo una fas­tidiosa umid­ità. Ieri mat­ti­na, intan­to, è scat­ta­ta la nuo­va misura del­lo scari­co nel fiume Min­cio decisa nel sum­mit di mer­coledì a Mon­zam­bano orga­niz­za­to dal­la . La por­ta­ta, dai 55 mc. al sec­on­do è sta­ta, infat­ti, ridot­ta a 41 mc/sec. L’obiettivo è di non far calare trop­po i liv­el­li del lago, di non far­li scen­dere insom­ma sot­to la soglia dei 5 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co. E per rispettare ques­ta deci­sione, se non dovesse pio­vere cospicua­mente nei prossi­mi giorni, la por­ta­ta del­lo scari­co a valle ver­rebbe ulte­ri­or­mente ridot­ta a 35 metri cubi. Il sac­ri­fi­cio mag­giore lo devono quin­di sop­portare i con­sorzi irrigui e le col­ture di mais e di riso dis­sem­i­nate nell’alto Man­to­vano. Intan­to, la pub­bli­ca riesce a man­tenere l’attività. Sos­ti­tu­iti gli alis­cafi, il cui pescag­gio sfio­ra anche i 4 metri, con i cata­ma­rani favoriti dal­la chiglia più bas­sa, i servizi del­la per ora non han­no sub­ì­to inter­ruzioni. I canali di acces­so agli imbar­caderi sono sta­ti dra­gati per tem­po. Prob­le­mi, invece, li han­no i natan­ti da dipor­to, specie quel­li a vela, costret­ti per ora a nav­i­gare in sta­to di aller­ta. Gli inci­den­ti degli ulti­mi giorni ne sono una con­fer­ma. A farne le spese soprat­tut­to sono i diportisti stranieri o in vacan­za che non conoscono la con­for­mazione del Gar­da, le sue sec­che, le insi­die sot­to cos­ta. E bisogna prestare atten­zione anche ai tuffi dai pon­tili o dal­la bar­ca, se non si è suf­fi­cien­te­mente al largo. Quel­lo del­la rego­lazione dei liv­el­li è un prob­le­ma eter­no, dibat­tut­to da decen­ni, nei quali pure si sono avu­ti degli stu­di e delle pro­poste inter­es­san­ti. Che, però, non sono sta­ti mai pre­si in seria con­sid­er­azione. Per non par­lare delle decine di inter­rogazioni par­la­men­tari che han­no accom­pa­g­na­to, sen­za esi­to, le annate di sic­c­ità che si sono abbat­tute sul baci­no del più grande lago ital­iano, provo­can­do l’abbassamento dei suoi liv­el­li. La Comu­nità del Gar­da, da parte sua, rap­p­re­sen­ta l’unico inter­locu­tore serio gra­zie al suo impor­tante cen­tro stu­di ed all’archivio dati.