Denuncia alla commissione Ue: «Il progetto dei supertreni vìola principi di amministrazione e concorrenza». Audizione a Bruxelles per sindaci del Veneto e ingegnere dei comitati civici

In Europa la protesta anti-Tav

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Appro­dano a Brux­elles le per­p­lessità sul prog­et­to dei treni ad (); Eras­mo Venosi, ingeg­nere con­sulente dei Comu­ni e dei comi­tati sor­ti con­tro il trac­cia­to -Venezia dei supertreni, è sta­to ascolta­to dai tec­ni­ci delle direzioni gen­er­ali del­la Com­mis­sione euro­pea per i mer­cati interni, la con­cor­ren­za, l’ambiente e i trasporti. Con l’ingegnere c’era a illus­trare le critiche al prog­et­to anche il sin­da­co di Grisig­nano (Vicen­za), pres­i­dente del­la con­feren­za per­ma­nente dei sin­daci; assente, invece, Flavio Bonomet­ti, pri­mo cit­tadi­no di Sona, che dove­va rap­p­re­sentare l’Ovest Veronese. Spie­ga Venosi: «Abbi­amo sot­to­pos­to alle com­mis­sioni europee com­pe­ten­ti le ragioni che rite­ni­amo evi­den­zi­no il con­trasto tra quan­to sta­bil­i­to dal dirit­to comu­ni­tario e dal­la leg­is­lazione inter­na. La leg­is­lazione», spie­ga l’ingegnere, «con la legge obi­et­ti­vo, pro­ce­du­ra adot­ta­ta dal gov­er­no ital­iano per la Tav, elim­i­na momen­ti di con­trol­lo essen­ziali nel caso di inter­ven­ti strut­turali così impor­tan­ti e inci­sivi per il ter­ri­to­rio». Tre i prin­cipi vio­lati, han­no insis­ti­to i rap­p­re­sen­tan­ti di Comu­ni e comi­tati: «Non si rispet­ta il prin­ci­pio di sus­sidia­ri­età», per cui lo Sta­to inter­viene solo dove Regioni e Comu­ni non ce la fan­no, «per­ché le ammin­is­trazioni comu­nali non pos­sono dialog­a­re su questo prog­et­to», portes­ta Venosi. «Nega­to anche il prin­ci­pio di parte­ci­pazione, per­ché la legge obi­et­ti­vo con­sente di non ren­dere pub­bliche le val­u­tazioni di impat­to ambi­en­tale fat­te dal­la com­mis­sione e, di con­seguen­za, i cit­ta­di­ni non pos­sono impug­narle». «Viene meno, inoltre», con­clude l’ingegnere, «anche il prin­ci­pio dell’integrazione, nel sen­so che non è data conc­re­ta pos­si­bil­ità di inte­grare le politiche di set­tore con quelle per uno svilup­po sosteni­bile del ter­ri­to­rio». I prin­cipi di sus­sidia­ri­età e di inte­grazione sono pre­visti dal Trat­ta­to dell’Unione Euro­pea men­tre quel­lo di parte­ci­pazione fa parte di quel­li sanci­ti nel­la Con­feren­za di Rio sul­la sosteni­bil­ità del­lo svilup­po. «Portare avan­ti un prog­et­to», sot­to­lin­ea l’ingegnere, «sen­za rispettare queste regole, per­ché tali sono vis­to che sono state scritte, pone le stesse in con­trasto con la leg­is­lazione che sostiene il prog­et­to stes­so». Ma vi è un altro pun­to che è sta­to por­ta­to in evi­den­za ai tec­ni­ci delle com­mis­sioni europee. «Riguar­da la figu­ra del gen­er­al con­trac­tor», l’appaltatore uni­co, «che nel caso del­la trat­ta Milano-Verona è il con­sorzio Cepav 2, il cui ruo­lo altera i prin­cipi base del­la con­cor­ren­za. Di fat­to», sostiene Venosi, «il gen­er­al con­trac­tor si sos­ti­tu­isce in tut­to e per tut­to al sogget­to pub­bli­co in tutte le sue fun­zioni, inclusa quel­la degli espro­pri. Ma questo con­sorzio è sta­to scel­to sen­za gara d’appalto; vis­to che l’opera in ques­tione è finanzi­a­ta pub­bli­ca­mente, la pre­sen­za di un gen­er­al con­trac­tor scel­to sen­za gara richiederebbe quan­to meno momen­ti di con­trol­lo e ver­i­fi­ca che, invece, man­cano. Non ci sem­bra affat­to con­facente a quan­to pre­vis­to in ter­mi­ni di con­cor­ren­za del mer­ca­to». L’incontro con i fun­zionari europei è sta­to com­ple­ta­to con la con­seg­na del­la doc­u­men­tazione rel­a­ti­va a queste istrut­to­rie oltre a quel­la sui vari ricor­si pre­sen­tati dai Comu­ni — su questo è atte­sa entro fine mese la sen­ten­za al Tar del Lazio — e dai comi­tati civi­ci sor­ti con­tro il prog­et­to Alta veloc­ità. «Ora non ci res­ta che atten­dere l’esito anche di questo incon­tro», con­clude Venosi, «al quale ha fat­to segui­to una con­feren­za stam­pa durante la quale anche il pres­i­dente del comi­ta­to per­ma­nente dei sin­daci ha ricorda­to che nes­suno è con­trario al pro­gres­so o alla creazione di nuove infra­strut­ture se queste devono sostenere la cresci­ta e lo svilup­po del Paese. Ma in quel­la sede è sta­to rib­a­di­to che i Comu­ni, pro­prio per il loro ruo­lo di pri­mi respon­s­abili del­la salute pub­bli­ca del ter­ri­to­rio di com­pe­ten­za e dei cit­ta­di­ni che lo abi­tano, vogliono pot­er essere attori parte­cipi dei prog­et­ti che li riguardano, spe­cial­mente quan­do si trat­ta di inter­ven­ti di così grande ril­e­van­za; è il solo modo che han­no per cer­care di garan­tire al meglio l’equilibrio tra esi­gen­ze del­la col­let­tiv­ità, dei sin­goli e dell’ambiente che è pat­ri­mo­nio di tutti».

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