Il paese questa sera rende omaggio all’equipaggio che ha conquistato la Bandiera del lago Trionfo atteso da 16 anni nel palio delle tradizionali barche

In festa per la bissa regina

30/08/2003 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

«La ghe voléa pròpi, dopo tan­ti sac­ri­fi­ci»: è così che Ali­gi Pinci­ni, patron del­la bis­sa di Gar­da, com­men­ta il suc­ces­so del suo equipag­gio nel palio che ha nuo­va­mente asseg­na­to a Gar­da, dopo sedi­ci anni, la . E per cel­e­brare questo suc­ces­so inse­gui­to tan­to a lun­go si fa fes­ta ques­ta sera nel­la piaz­za del munici­pio. Orga­niz­zano l’associazione bisse La Roc­ca e il Comune. Ci sono cuci­na e musi­ca con la Jaz­zset Orches­tra. Ali­gi è felice tre volte. Come uomo «stori­co» delle bisse: lui vinse la bandiera nel 1971. Poi spriz­za felic­ità come pres­i­dente rossoblù, ovvi­a­mente. E anche come padre, vis­to che sul­la bar­ca cam­pi­one c’è il figlio Mat­teo. Vogano anche insieme, tal­vol­ta, padre e figlio. Com’è accadu­to per il palio delle con­trade, a fer­ragos­to: l’hanno dom­i­na­to, come l’anno pri­ma, assieme a due leggende del remo come Ettori­no «Bacalà» Malfer e il fratel­lo Alber­to. Ed Alber­to Malfer è l’uomo d’esperienza anche del­la bis­sa di Gar­da. Ha 54 anni, stes­sa «classe» del pres­i­dente Pinci­ni. Di bandiere del lago, lui, ne ha vinte dieci, sei cor­ren­do con i col­ori di Tor­ri del Bena­co, nell’equipaggio del­la mit­i­ca Palo­ma. Adesso ad averne messe in carniere più di lui c’è solo il fratel­lone Ettore, che però il remo l’ha appe­so al chio­do e voga solo al palio di fer­ragos­to. Altro remo di spes­sore del­la bis­sa di Gar­da è quel­lo di Fer­di­nan­do Sala. Ave­va già vin­to la bandiera una vol­ta, nel 1989: quell’anno voga­va sul­la Beren­gario di Tor­ri del Bena­co, pros­eguen­do quel­la tradizione che vuole tan­ti rema­tori di Gar­da impeg­nati sulle barche di altre local­ità del­la riv­iera (negli anni, han­no por­ta­to la bandiera a Tor­ri, a San Vig­ilio e a ). Poi attra­ver­sò un peri­o­do d’abbandono d’attività. Adesso ecco­lo di nuo­vo allo scal­mo. Quar­to remo: Michele Berton­cel­li. Un gio­vane, uno di quel­li che ten­gono viva una tradizione anti­ca, tipi­ca­mente garde­sana. Per­ché Gar­da è sem­pre sta­ta una fuci­na di cam­pi­oni del remo. Qua­si che la voga sia entra­ta nel pat­ri­mo­nio geneti­co dei pae­sani, dopo sec­oli e sec­oli di duro lavoro dei pescaóri sulle acque del lago. «È con questi gio­vani che siamo tor­nati in auge», ha det­to Malfer dopo il tri­on­fo. E lui ai baby atleti ha fat­to da chioc­cia. A Gar­da la bandiera man­ca­va dal 1987. Allo­ra la por­tarono a casa i fratel­loni Malfer e poi Pino «Mod­er­a­to» Mon­ese e Gian­fran­co Aloisi, uni­co non garde­sano (è di Pai, frazione di Tor­ri). Lo stes­so dream team ave­va por­ta­to la bandiera a Gar­da nell’83. Pri­ma di allo­ra, il tor­neo lacus­tre i rossoblù l’avevano vin­to nel ’69, nel ’70 e nel ’71. Ora il nuo­vo tri­on­fo, com­ple­ta­to dal fat­to d’aver piaz­za­to tut­ti e tre gli equipag­gi locali nei pri­mi dieci posti del­la clas­si­fi­ca gen­erale. La Palo­ma, con­dot­ta da Alain Ettore Bal­lar­di­ni, Mirko Poz­zani, Romo­lo Squar­zoni e Mar­co Malfer (è il figlio di Alber­to) si è addirit­tura aggiu­di­ca­ta il tro­feo bru­cian­do in una sfi­da «frat­ri­ci­da» la terza bis­sa di Gar­da, la Regi­na Ade­laide, con­dot­ta da William Bonomet­ti, Cris­t­ian March­esi­ni, Cris­t­ian Faraoni e Mar­co Favetta.

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