Da due giorni il fuoco divora la pineta di Tignale nel Bresciano e minaccia le case: al lavoro anche tre elicotteri.

In fiamme lo storico parco del Garda

22/08/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Carlo Cassamali

Un infer­no di fuo­co, che ha ridot­to in cenere ettari di veg­e­tazione e soll­e­va­to più di un sospet­to. Un vio­len­to incen­dio ha dev­as­ta­to una venti­na di ettari del­la bel­lis­si­ma pine­ta che sovras­ta Tig­nale, pic­co­lo comune nel­la zona del­l’Al­to Gar­da, minac­cian­do, fino­ra sen­za dan­ni, anche le abitazioni del­la frazione Coste. Le fiamme, divam­pate nel pri­mo pomerig­gio di domeni­ca, ieri sera era­no state cir­co­scritte, ma l’al­larme non era anco­ra rien­tra­to. Gli esper­ti del servizio seg­nalazione incen­di boschivi del Pirellone, che non han­no rice­vu­to nes­sun’al­tra seg­nalazione dalle altre province, definis­cono anom­alo il rogo di Tig­nale: «In tut­ta la Lom­bar­dia, come nel resto del­l’ar­co Alpino, non è questo il peri­o­do che favorisce le fiamme: soli­ta­mente, gra­zie ad una serie di cir­costanze sfa­vorevoli, si spri­gio­nano in inver­no e all’inizio del­la pri­mav­era». Per il sin­da­co di Tig­nale, Man­lio Bon­in­con­tri, l’in­cen­dio cos­ti­tu­isce un «vero e pro­prio dis­as­tro, con la perdi­ta di ettari di pine­ta dal val­ore nat­u­ral­is­ti­co stra­or­di­nario». Non solo. Per il pri­mo cit­tadi­no l’o­rig­ine è qua­si sicu­ra­mente di natu­ra dolosa. E la sua denun­cia sarebbe avval­o­rata dal fat­to che il fuo­co, sec­on­do alcune tes­ti­mo­ni­anze, sarebbe scop­pi­a­to con­tem­po­ranea­mente in tre pun­ti diver­si nel­la zona vic­i­na al paese, facen­do sorg­ere più di un sospet­to sul­la natu­ra del rogo. Da domeni­ca fino al tar­do pomerig­gio di ieri, impeg­nate in una lot­ta con­tro il fuo­co e il tem­po, han­no lavo­ra­to numerose squadre di vig­ili del fuo­co, del­la Fore­stale, volon­tari e coor­di­nate, oltre che dal­la Comu­nità mon­tana del­l’Al­to Gar­da, anche dal munici­pio di Tig­nale dov’è sta­ta allesti­ta la base oper­a­ti­va. Uomi­ni e mezzi sono rimasti al lavoro fino al tra­mon­to, in una zona imper­via rius­cen­do a cir­co­scri­vere le fiamme; oggi all’al­ba ripren­der­an­no i lavori per domare l’incendio. Sul pos­to sono inter­venu­ti anche tre eli­cot­teri che han­no scar­i­ca­to acqua sul fuo­co: ai due veliv­oli mes­si a dis­po­sizione dal­la Regione Lom­bar­dia, ieri si è aggiun­to anche un eli­cot­tero Ecoureil B2 invi­a­to dal Cen­tro oper­a­ti­vo anti­ncen­di boschivi del­la Regione Vene­to. L’in­ter­ven­to è sta­to richiesto dal Pirellone nel­l’am­bito del­l’in­te­sa inter­re­gionale di sot­to­scrit­ta nel novem­bre ’98 tra l’asses­sore del Vene­to, Mas­si­mo Gior­get­ti, e la col­le­ga lom­bar­da Mile­na Bertani. «L’in­cen­dio — ha com­men­ta­to ieri Viviana Becca­los­si, vicepres­i­dente e asses­sore regionale lom­bar­do all’A­gri­coltura, — anche se inter­es­sa un’area lim­i­ta­ta, pre­sen­ta un carat­tere di peri­colosità per la sua vic­i­nan­za all’abi­ta­to e per le carat­ter­is­tiche del bosco. Il rogo sta dev­a­s­tan­do uno degli angoli più bel­li del­la provin­cia di Brescia».

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