Selezionati i concorrenti privati. Le offerte economiche tra 90 giorni, la scelta entro fine anno

In gara «sette sorelle» per gestire l’ospedale.

04/04/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Sono rimaste «sette sorelle» a con­tender­si la ges­tione del­l’ospedale di Mal­ce­sine. Ad annun­cia­r­lo uffi­cial­mente è sta­to ieri il diret­tore san­i­tario dell’Ulss 22, Ennio Car­done. Per con­to del diret­tore gen­erale, Rena­to Pic­coli, Car­done, ha illus­tra­to quante e quali siano le aspi­ran­ti part­ner di mino­ran­za del­la soci­età che dovrà gestire per i prossi­mi tre o sei anni il cen­tro san­i­tario. «Il 10 gen­naio scor­so», ha det­to il dot­tor Car­done, «era sta­to pub­bli­ca­to il ban­do che porterà a selezionare il pri­va­to cui andrà il 49% delle quote del­la cos­tituen­da soci­età mista pub­bli­co-pri­va­ta per la sper­i­men­tazione ges­tionale del­l’ospedale». Il ban­do infat­ti, che si riferi­va alle delibere region­ali del 2003 e del dicem­bre 2005, ave­va con­fer­ma­to in 90 i posti let­to accred­i­tati dal­la Regione, oltre ad ulte­ri­ori 40 autor­iz­za­ti ma non accred­i­tati, oltre a un pun­to di pri­mo inter­ven­to, poliambu­la­tori e riabil­i­tazione neu­rofi­si­o­log­i­ca. Dei 90 posti let­to, 35 sono des­ti­nati alla riabil­i­tazione di pazi­en­ti poliomieliti­ci che risiedano fuori Vene­to, 20 per poliomieliti­ci veneti e 25 per riabil­i­tazione orto­pe­di­ca di carat­tere gen­erale. I rima­nen­ti 10 posti let­to sono appan­nag­gio invece, in egual misura, di un day hos­pi­tal di chirur­gia orto­pe­di­ca gen­erale e di uno di chirur­gia orto­pe­di­ca per poliomieliti­ci. «Una com­mis­sione del­l’Ulss ha val­u­ta­to le nove ditte che ave­vano ader­i­to al ban­do», ha pros­e­gui­to Car­done. «Di queste, sette sono le ammesse men­tre due sono le escluse per man­can­za dei req­ui­si­ti richi­esti». La delib­era numero 237 del 30 mar­zo del­la direzione gen­erale ora ha delin­eato defin­i­ti­va­mente le con­cor­ren­ti. E sono: la Kcs Care­giv­er di Berg­amo, l’Is­ti­tu­to Pros­perius Spa e l’Is­ti­tu­to Pros­perius Tiberi­no Spa di Firen­ze, il rag­grup­pa­men­to tem­po­ra­neo di imp­rese Casa di Cura Ped­er­zoli Spa di Peschiera e Casa di Cura San Francesco di Verona, l’ospedale San Pel­le­gri­no di Cas­tiglione delle Stiviere (Mn) con Ospedale civile di Vol­ta Man­to­vana, il Grup­po Seges­ta di Verona, la Gen­erale De San­tè Italia di e infine la Fon­dazione Opera Imma­co­la­ta Con­cezione Onlus di Pado­va. Escluse invece la Pros­perius Srl di Firen­ze, soci­età evi­den­te­mente col­le­ga­ta in qualche modo a quel­la ammes­sa, e la Fon­dazione Ge.si.s di Arco di Tren­to. «Il numero totale e la qual­ità di alcune di queste soci­età», ha pros­e­gui­to Car­done «ci fan­no ben sper­are: ci sono garanzie per una buona rius­ci­ta del­la sper­i­men­tazione ges­tionale». Ora le sette “sorelle” avran­no 90 giorni di tem­po per pre­sentare le offerte eco­nomiche e i prog­et­ti, da svilup­pare in accor­do con quan­to pre­vis­to dal­la pro­gram­mazione regionale per Mal­ce­sine. Entro il 3 luglio tutte le doc­u­men­tazioni dovran­no arrivare a Vil­la Spin­o­la. «In autun­no», ha pronos­ti­ca­to il diret­tore san­i­tario, «o al mas­si­mo entro la fine del­l’an­no, sarà scel­to il part­ner dell’Ulss 22 tra queste sette». Sod­dis­fat­to per l’e­si­to del­la pri­ma fase del ban­do anche il pres­i­dente del­l’Aidm onlus, l’as­so­ci­azione inter­re­gionale del dis­abili che, da anni, si bat­te tenace­mente per la sal­va­guardia del­l’ospedale. «Sette ditte» ha det­to Rober­to Bassi «dovreb­bero dare garanzie adeguate». «Dev’essere però chiaro da subito a chi gestirà», ha però volu­to anche pun­tu­al­iz­zare il pres­i­dente «che a Mal­ce­sine alcu­ni servizi quali il pun­to di pri­mo inter­ven­to, gli ambu­la­tori e l’or­to­pe­dia devono essere poten­ziati. Sti­amo infat­ti lavo­ran­do per portare qui il Cen­tro di rifer­i­men­to nazionale per la cura e lo stu­dio degli esi­ti del­la poliomielite. «Ques­ta isti­tuzione, per cui già abbi­amo par­la­to con il min­istro del­la salute ed abbi­amo il placet di mas­si­ma del­l’asses­sore regionale alla san­ità, , non può essere una “cat­te­drale nel deser­to”. Cioè un ospedale con ques­ta vocazione orto­pe­di­co-riabil­i­ta­ti­va anche per i poliomieliti­ci, l’u­ni­ca strut­tura rimas­ta oggi in Italia, non può pre­scindere da una divi­sione di orto­pe­dia di alto liv­el­lo, che il gestore pri­va­to deve asso­lu­ta­mente prevedere di portare». Mes­sag­gio forte e chiaro rac­colto con cautela da parte di Ennio Car­done. «La pro­gram­mazione dell’ Ulss», ha det­to il diret­tore san­i­tario, «dev’essere adegua­ta alla pro­gram­mazione regionale, ma ovvi­a­mente con­sona alle richi­este del ter­ri­to­rio. Ques­ta esi­gen­za andrà quin­di rib­a­di­ta alle soci­età con­cor­ren­ti, per­chè prevedano ed inseriscano nei loro prog­et­ti risposte a ques­ta esigenza».

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