Sono ormai una trentina le proposte didattiche del Museo civico rivolte agli studenti dalle elementari alle superiori Destinate a crescere le 3800 presenze dell'anno scolastico 2001-2002

In laboratorio un vero scavo archeologico

24/09/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

L’at­tiv­ità didat­ti­ca rap­p­re­sen­ta ormai uno dei pun­ti di forza del «usci­to sul ter­ri­to­rio» a rin­cor­rere la vocazione anti­ca a pro­por­si, met­ten­do a frut­to speci­fiche com­pe­ten­ze, come sup­por­to atti­vo accan­to alla scuo­la nel­la formazione/informazione dei giovani.Lo tes­ti­mo­nia un aspet­to par­ti­co­lare del depli­ant dis­tribuito in questi giorni negli isti­tu­ti sco­las­ti­ci cit­ta­di­ni, dalle ele­men­tari alle supe­ri­ori, per illus­trare la gam­ma delle pos­si­bil­ità che il Museo mette a dis­po­sizione delle clas­si che deci­dano di sfrut­tar­le. L’aspet­to par­ti­co­lare sta nel­la capac­ità di ampli­are l’of­fer­ta accoglien­do le pro­poste che arrivano da sin­gole inizia­tive di qualche isti­tu­to, curan­do anche la for­mazione degli inseg­nan­ti: inseg­nan­do cioè agli inter­locu­tori priv­i­le­giati del­l’is­ti­tuzione, quali appun­to i pro­fes­sori, come oper­are per garan­tire i migliori risul­tati in ter­mi­ni di apprendi­men­to per i ragazzi. Nel con­testo delle pro­poste riv­olte all’am­pli­a­men­to del­l’at­tiv­ità for­ma­ti­va entra­no così, dopo la fase sper­i­men­tale del­la pri­mav­era scor­sa, il Lab­o­ra­to­rio di (otto incon­tri di due ore per un approc­cio non con­ven­zionale alla «scrit­tura di luce»), il Lab­o­ra­to­rio intorno a un tavo­lo (10 incon­tri di tre ore per risco­prire fan­ta­sia e cre­ativ­ità attra­ver­so la real­iz­zazione di lam­pade, sedie, arre­di, sopram­mo­bili, vasi), ed il Lab­o­ra­to­rio video (10 incon­tri di tre ore per svilup­pare un prog­et­to video, dal­la fase prog­et­tuale alla rac­col­ta delle immag­i­ni, priv­i­le­gian­do l’aspet­to artis­ti­co rispet­to a quel­lo tec­ni­co del­la ripresa cin­e­matografi­ca). Per appro­fondire il rap­por­to col ter­ri­to­rio il Museo pro­pone, fra il resto, l’in­di­vid­u­azione e la map­patu­ra del per­cor­so del vec­chio treni­no Rovere­to Riva, la ricer­ca e la cat­a­logazione di inseg­ne, scritte ed iscrizioni in tedesco sug­li edi­fi­ci soprat­tut­to arcensi, map­patu­ra cat­a­logazz­ione ed etichet­tatu­ra delle specie veg­e­tali del Brione fino alla pro­duzione di uno speci­fi­co depli­ant sul monte. L’arche­olo­gia è pre­sente con una pro­pos­ta di sca­vo sim­u­la­to: in un cas­sone in lab­o­ra­to­rio ver­ran­no nascosti dei «reper­ti» da sco­prire, cat­a­log­a­re, rip­ulire, fotogra­fare, dopo aver rimosso nel rispet­to delle tec­niche i diver­si strati di ter­reno, pro­prio come accade nel­la realtà. Nel­l’an­no sco­las­ti­co 2001–2002 le inizia­tive didat­tiche del Museo sono state segui­te da 3800 stu­den­ti prove­ni­en­ti soprat­tut­to da Riva, Arco, Ten­no e Nago-Tor­bole, con qualche rap­p­re­sen­tan­za da Dro e dal­la val di Ledro. Quat­tro con­sulen­ti esterni lavo­ra­no con gli inseg­nan­ti ed i ragazzi nei lab­o­ra­tori per­ma­nen­ti: uno per la pina­cote­ca, due per l’arche­olo­gia, uno per il set­tore stori­co. «Curiosan­do attra­ver­so le finestre del­la sto­ria» ed il «Filo di Ari­an­na» per capire le mostre, com­ple­tano su spun­ti speci­fi­ci il ven­taglio del­la trenti­na di pro­poste arti­co­late per i diver­si liv­el­li di apprendimento.

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