il libro ”Il Papa di Fatima”, di Renzo Allegri. Mondadori Editore.

In libreria dal 14 marzo

Di Luca Delpozzo

Il 2 aprile ricorre il pri­mo anniver­sario del­la morte di Gio­van­ni Pao­lo II. In tut­to il mon­do si stan­no orga­niz­zan­do inizia­tive per ricor­dare quel­la data e l’evento che l’ha accom­pa­g­na­ta, cioè la parte­ci­pazione affet­ti­va di mas­sa, che ha coin­volto alcu­ni mil­iar­di di per­sone, even­to uni­co nel­la sto­ria dell’umanità. A Roma, la coda dei pel­le­gri­ni che atten­dono di pot­er entrare nelle grotte vat­i­cane per ren­dere omag­gio alla tom­ba di Papa Wojty­la è tor­na­ta ad essere lunghissi­ma. Il ricor­do di questo grande uomo è vivo più che mai. Sono numerose anche le inizia­tive audio­vi­sive e edi­to­ri­ali. E tra queste, un mag­nifi­co vol­ume del­la Mon­dadori dal tito­lo “Il Papa di Fati­ma – Vita di Karol Wojty­la”, fir­ma­to da Ren­zo Alle­gri, in libre­ria dal 14 mar­zo. Un libro sin­go­lare e cor­ag­gioso. Non è, infat­ti, una nor­male biografia. L’autore si è pro­pos­to di rac­con­tare le vicende dell’esistenza di questo grande uomo par­tendo da un’angolatura insoli­ta. Ha pre­so come pun­to di rifer­i­men­to il fat­to che Gio­van­ni Pao­lo II si è riconosci­u­to in quel “vesco­vo vesti­to di bian­co” di cui si par­la nel­la terza parte del Seg­re­to di Fati­ma. Ques­ta con­vinzione del Papa, sot­to­lin­ea l’autore, apre prospet­tive scon­vol­gen­ti. Il Seg­re­to, infat­ti, fu affida­to dal­la Vergine ai tre bam­bi­ni por­togh­e­si il 13 luglio 1917, cioè tre anni pri­ma che Karol Wojty­la venisse al mon­do. Quin­di, la Madon­na par­lò di lui, lo conosce­va, sape­va che sarebbe diven­ta­to Papa quan­do Karol Wojty­la non era anco­ra sta­to prog­et­ta­to dai suoi gen­i­tori. Cosa assur­da, pazzesca, per chi non crede. Ai cre­den­ti, invece, sug­gerisce una visione del­la sto­ria di quest’uomo dalle com­pli­canze e dagli adden­tel­lati stu­pe­facen­ti, che oltrepas­sano il “con­tin­gente”, cioè la realtà tem­po­rale. Par­tendo da ques­ta con­statazione, l’esistenza di Wojty­la risul­ta inseri­ta in una vicen­da stori­co-spir­i­tuale di por­ta­ta mon­di­ale, com’è quel­la trat­teggia­ta nelle Pro­fezie e nel Mes­sag­gio di Fati­ma, e che riguar­da soprat­tut­to l’ideologia ateis­ti­ca del marx­is­mo mate­ri­al­is­ti­co, cioè il Comu­nis­mo sovi­eti­co, la dif­fu­sione degli errori del Comu­nis­mo nel mon­do, con la per­se­cuzione del­la Chiesa e il mar­tirio dei mil­ioni di cre­den­ti. Ma poi si arri­va alla con­sacrazione del­la Rus­sia al Cuore Imma­co­la­to di Maria, (real­iz­za­ta da Wojty­la nel 1984 ma che la Madon­na ave­va chiesto nel 1929) e la con­seguente improvvisa cadu­ta dei regi­mi comu­nisti, e il nuo­vo cor­so del­la sto­ria che dovrebbe, sec­on­do la promes­sa del­la Vergine, sfo­cia­re, alla fine, in “un peri­o­do di pace”. Pro­tag­o­nista di queste vicende, Karol Wojty­la. Dichiara­to pro­tag­o­nista tre anni pri­ma del­la sua nasci­ta, con l’affidamento di una Mis­sione fon­da­men­tale per la salvez­za dell’umanità. Ma per real­iz­zarla, egli ha dovu­to fare i con­ti con le forze del Male, che han­no prova­to a impedirla con ogni mez­zo. E l’autore del libro doc­u­men­ta come l’esistenza di Wojty­la sia sta­ta un susseguir­si di “atten­tati” che han­no insidi­a­to la sua vita e la sua vocazione. Almeno quat­tro, cinque volte Wojty­la gio­vane è incap­pa­to in inci­den­ti in cui sarebbe dovu­to morire e si è sal­va­to in modo mis­te­rioso, “mira­colosa­mente”. Nel 1981 è arriva­to poi l’attentato in piaz­za San Pietro, che ha “sug­ger­i­to” la vera chi­ave di let­tura dell’esistenza di quest’uomo. Il libro è, quin­di, una vera e pro­pria biografia di Gio­van­ni Pao­lo II. Ma, osser­va­ta alla luce di queste “pos­si­bil­ità” e di queste “mis­te­riose coin­ci­den­ze”, la sto­ria si arric­chisce di un respiro e una inter­pre­tazione vera­mente insoli­ti e avvin­cen­ti, e soll­e­va inter­rog­a­tivi e rif­les­sioni molto impeg­na­tivi. Stanis­lao Dzi­wisz, che è sta­to il fedelis­si­mo seg­re­tario di Gio­van­ni Pao­lo II e ora è Arcivesco­vo di Cra­covia e neo car­di­nale, a propos­i­to del­la tesi sostenu­ta in questo libro, ha scrit­to all’autore: . Mon­sign­or Mario Rizzi, arcivesco­vo, insigne latin­ista, Nun­zio Apos­toli­co, ha dato del libro un giudizio vera­mente entu­si­as­ti­co: , ha scrit­to all’autore

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