L'incontro in Casa di Beniamino a Cavriana

In molti alla messa con il vescovo di Mantova, Mons. Roberto Busti e don Antonio Mazzi

01/02/2010 in Attualità
Di Luca Delpozzo

 Una comu­nità di più di 200 per­sone è accor­sa domeni­ca 31 gen­naio ore 12.00 a Casa di Beni­amino, Casa del­la Fon­dazione a Cavri­ana, per seguire la S.Messa cel­e­bra­ta dal Vesco­vo di Man­to­va, Mons. , e da , fonda­tore di Exo­dus. Molti fedeli sono arrivati da Cavri­ana, dal­l’al­to man­to­vano e anche dal veronese: famiglie, fidan­za­ti, volon­tari, ami­ci, sin­daci e ammin­is­tra­tori pub­bli­ci. Altri cinque i con­cel­e­bran­ti: Don Giampao­lo Fer­ri respon­s­abile del­la Pas­torale Gio­vanile del­la Dio­ce­si di Man­to­va, Don Dino Mez­zani par­ro­co di Cavri­ana, Padre Agosti­no Pan­el­li par­ro­co di Vol­ta Man­to­vana, don Libero Zil­ia par­ro­co di Guidiz­zo­lo e Don Ange­lo De Ange­lis ami­co di Exo­dus a Cavri­ana e inseg­nante di reli­gione a Desenzano.Il coro di Solaro­lo ha alli­eta­to la mes­sa con can­ti gioiosi e mod­erni, apren­do la cel­e­brazione con l’in­no del­la Dio­ce­si di Mantova.Durante l’of­fer­to­rio si sono por­tati all’altare alcu­ni sim­boli cari Exo­dus insieme ai doni per la cel­e­brazione eucaris­ti­ca: l’a­gen­da Tremen­da e il Mes­sale per saper par­lare ai gio­vani, la chi­tar­ra e il pal­lone che rap­p­re­sen­tano la musi­ca e lo sport due pilas­tri educa­tivi per Exo­dus, una bici­clet­ta e le scarpe da trekking per ricor­dare che Exo­dus è nata come carovana e come movi­men­to itin­er­ante (un ragaz­zo ha per­cor­so più di 8000 km su quel­la bici l’es­tate scor­sa) e infine lo slo­gan “Tremen­da voglia di vivere” che rap­p­re­sen­ta per Exo­dus il mes­sag­gio che si vuole las­cia­re ai giovani.L’omelia del Vesco­vo ha appro­fon­di­to in modo toc­cante e in mas­si­mo rac­cogli­men­to il Van­ge­lo del giorno su Dio Amore, men­tre Don Anto­nio Mazzi ha aggiun­to solo in con­clu­sione il suo pen­siero sul fat­to che “i padri devono essere più pre­sen­ti oggi nel­la famiglia, sen­za del­e­gare alla madre o alla scuo­la il com­pi­to educa­ti­vo dei figli”.“Don Bosco è mod­er­no e si ricor­da sem­pre per­ché ha saputo intuire e pre­venire i dan­ni che toc­cano l’età del­l’ado­lescen­za. Un tem­po era­no le per­sone povere di mezzi che bisog­na­va aiutare, oggi sono le per­sone con povertà morali e spir­i­tu­ali — dice il Vesco­vo Mons. Busti, che con­tin­ua — Exo­dus prende l’uo­mo così com’è e cer­ca di ridar­gli dig­nità e oggi,  dopo 25 anni, pun­ta sul­la pre­ven­zione. E’ quel­lo che ci vuole”.  Don Mazzi sot­to­lin­ea che “La spir­i­tu­al­ità di Exo­dus viene da S. Francesco d’As­sisi e dal meto­do di Don Bosco. La stes­sa idea per Casa di Beni­amino è sem­pre sta­ta quel­la di creare un ora­to­rio del 2000 che rius­cisse ad accogliere il nor­male e il poco nor­male, i ragazzi e i gen­i­tori e che, soprat­tut­to attra­ver­so lo sport si pos­sano unire centi­na­ia e centi­na­ia di giovani.”