E' un paradiso ecologico da godere la penisola della mitica Rocca di Manerba.

In paradiso alla Rocca di Manerba

Di Luca Delpozzo
Federico Pelizzari

E’ un par­adiso eco­logi­co da godere la peniso­la del­la mit­i­ca . Si spinge nelle onde del Gar­da «dis­eg­nan­do il pro­fi­lo di Dante», come ebbe a procla­mare Gabriele D’An­nun­zio. Eden nat­u­ral­is­ti­co per le rar­ità botaniche, specie per due orchidee uniche, ma anche miniera arche­o­log­i­ca riv­e­la­ta dagli scavi del pro­fes­sor Bart­field che han­no risveg­lia­to dal son­no mil­lenario le ves­ti­gia degli ante­nati e l’ec­c­i­tante roman­zo delle ere garde­sane. Il «Cen­tro Nat­u­ral­is­ti­co La Roc­ca» vi ha inizia­to una serie di per le scuole e i vil­leg­gianti quale oasi di richi­amo, di indagine sci­en­tifi­ca, ambi­en­tale e tur­is­ti­ca. Si mira a pre­sentare la favolosa Roc­ca come arti­co­la­to organ­is­mo muse­ale «en plein air», ove sono dis­posti i reper­ti sca­v­ati dal docente bri­tan­ni­co, cui com­pete l’ind­i­riz­zo muse­ale preis­tori­co, men­tre la «tranche» medievale spet­ta al pro­fes­sor Bro­gi­o­lo del­l’ di Padova.