Ora una scala porta da via Sponchie al giardino pensile e sono stati abbattuti alcuni alberi. L’associazione Fontana contesta la ristrutturazione

In piazza per Villa Tretti

06/06/2001 in Avvenimenti
A Lazise
Di Luca Delpozzo

Per il tur­is­mo e i tur­isti, soprat­tut­to quel­li stranieri, si fa di tut­to. Si cam­bia perfi­no des­ti­nazione anche alle dimore più impor­tan­ti e ric­che di ricor­di, che han­no fat­to la sto­ria del paese. È toc­ca­to a molte realtà immo­bil­iari di pre­gio; oggi toc­ca inesora­bil­mente a quel­la sicu­ra­mente più bel­la e famosa, fotografa­ta da mil­ioni di obi­et­tivi stranieri, da gior­nali, riv­iste e tele­vi­sioni più o meno impor­tan­ti, ovvero Vil­la Tret­ti. Tret­ti è l’ultimo pro­pri­etario del­la incom­pa­ra­bile vil­la con tor­ret­ta che si affac­cia sul lun­go­la­go Mar­coni, di fronte alla peniso­la di Sirmione, a due pas­si dal por­to vec­chio. Da qualche tem­po la sua fisiono­mia è cam­bi­a­ta: sul lato che costeggia via Sponchie è sta­to aper­to un grande var­co nel muro. Di qui una scala con­duce al gia­rdi­no pen­sile. Imme­di­a­ta la let­tera di protes­ta invi­a­ta all’Amministrazione dall’associazione cul­tur­ale Francesco Fontana, pre­siedu­ta dal pro­fes­sor Giulio Rama seri­amente pre­oc­cu­pa­to per l’intervento. Un tem­po dimo­ra del­la march­esa aus­tri­a­ca Strauss, quel­la che ama­va far­si il bag­no nell’acqua cal­da e sul­furea del­la fonte Bojo­la di Sirmione facen­dosela portare in bot­ti di leg­no dai pesca­tori con una bar­ca in gra­do di con­ser­varne il calore, Vil­la Tret­ti fu anche pun­to di rifer­i­men­to del ter­zo Reich nell’ultimo con­flit­to mon­di­ale, quale pun­to di avvis­ta­men­to di even­tu­ali nemi­ci dal­la spon­da bres­ciana. Da oltre mez­zo sec­o­lo era dimo­ra del­la famiglia Tret­ti. La acquistò appun­to l’avvocato Gui­do Tret­ti, podestà negli anni del fascismo.

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