Siccome la legge vieta di arrotondare non restano che gli euro, bancomat o assegni

In piscina le lire non valgono più: colpa della matematica

09/01/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

La lira sarà anche spendibile fino al 28 feb­braio, ma è fuori cor­so dal 2 gen­naio alla pisci­na comu­nale Enri­co Meroni (nel­la foto) dove, nonos­tante le proteste (tal­vol­ta vivaci) di qualche cliente, non si entra altro che pagan­do in euro. Lo dichiara un cartel­lo espos­to alla cas­sa: «In appli­cazione delle nuove tar­iffe comu­nali sono pos­si­bili solo paga­men­ti e resti in euro». Luciano Rigat­ti, respon­s­abile del­la Fin che gestisce per con­to del Comune l’impianto nata­to­rio, ha una spie­gazione. Tut­to nasce dal­la delib­era con cui il con­siglio comu­nale, lo scor­so 18 dicem­bre, ha autor­iz­za­to un aumen­to delle tar­iffe (con­tenu­to nel­l’adegua­men­to Istat dei prezzi deter­mi­nati anco­ra nel­l’or­mai lon­tano 1997) fis­san­do in 4.00 euro l’in­gres­so nor­male, ridot­to a 3,50 per i res­i­den­ti nel comune di Riva, pari rispet­ti­va­mente a 7745,08 e 6776,945 lire. (Sono sta­ti ritoc­cati nat­u­ral­mente anche gli altri prezzi, l’in­gres­so ridot­to, il ridot­to spe­ciale, l’ab­bona­men­to ordi­nario e l’ab­bona­men­to ridot­to. Su emen­da­men­to pro­pos­to dai con­siglieri Bor­roi e Bertol­di sono sta­ti poi aggiun­ti anche un abbona­men­to famiglia ed uno «fas­cia azzur­ra»). Ora, sostiene Rigat­ti, il gestore del servizio non può dis­costar­si nem­meno d’un cen­tes­i­mo dai prezzi det­tati dal comune: se 3,50 euro ha sta­bil­i­to, 3,50 euro devono risultare in cas­sa. Questo non è pos­si­bile nel caso che uno paghi con un bigli­et­to da diec­im­i­la lire, per­chè nes­suno mai sarà capace di resti­tuire 3223,055 lire a loro vol­ta con­ver­tite in euro. Dunque, sic­come arro­ton­dare è vieta­to dal­la legge, non res­ta che la stra­da obbli­ga­ta del­la mon­e­ta euro­pea. Le alter­na­tive sono due: asseg­no o ban­co­mat (servizio quest’ul­ti­mo, appe­na installato).