Abu Hilal: “Massimi i benefici. La visione tridimensionale offerta dal dispositivo e la presenza dei bracci meccanici eliminano il tremore fisiologico e permettono di raggiungere la massima precisione. Per il paziente meno dolore e tempi di recupero più veloci”.

In Poliambulanza arriva il Da Vinci Xi, robot top al mondo per interventi mininvasivi

29/09/2020 in Attualità
Di Redazione

Il chirur­go non opera diret­ta­mente con le pro­prie mani, ma manovra a dis­tan­za un robot, di altissi­ma pre­ci­sione, sedu­to comoda­mente alla pro­pria con­sole. È questo quan­to reso pos­si­bile dal sis­tema roboti­co Da Vin­ci Xi, l’ultima fron­tiera del­la chirur­gia min­in­va­si­va, di cui si è recen­te­mente dota­ta Fon­dazione Poliambulanza

Con questo ulti­mo acquis­to, l’ospedale bres­ciano imple­men­ta un per­cor­so intera­mente ded­i­ca­to alla robot­i­ca appli­ca­ta alla chirur­gia gen­erale, come in uso in cen­tri di fama mon­di­ale (Mayo Clin­ic, Cleve­land Clin­ic), e diviene cen­tro di rifer­i­men­to in tale ambito. Il Da Vin­ci Xi, oltre ad essere uti­liz­za­to in ambito uro­logi­co viene imp­ie­ga­to per inter­venire anche in altre sedi anatomiche. Accan­to all’approccio open e a quel­lo laparo­scop­i­co, quel­lo roboti­co entra così a pieno regime, in Poliambu­lan­za, per inter­ven­ti alla tes­ta e coda del pan­creas e del fega­to, allo stom­a­co, al colon e alle vie bil­iari, con notevoli ben­efi­ci per il paziente e per il medico.

Il chirur­go che gui­da l’operazione – spie­ga Moham­mad Abu HilalDiret­tore del dipar­ti­men­to di Chirur­gia Gen­erale, Pri­mario del repar­to di Chirur­gia e Respon­s­abile dell’Unità Epa­to­bil­iopan­cre­at­i­ca, Robot­i­ca e Min­in­va­si­va di Fon­dazione Poliambu­lan­za – si tro­va immer­so diret­ta­mente nel cor­po del paziente gra­zie alla visione tridi­men­sion­ale avvol­gente offer­ta dal dis­pos­i­ti­vo e rag­giunge liv­el­li di altissi­ma pre­ci­sione. I det­tagli anatomi­ci, che pos­sono essere ingrandi­ti fino a dieci volte, appaiono più defin­i­ti e niti­di, men­tre i quat­tro brac­ci di cui dispone il robot – e che lo dis­tin­guono dai mod­el­li prece­den­ti – met­tono il chirur­go nelle con­dizioni di oper­are in mag­giore autono­mia e minor tem­po, poiché tut­ti gli stru­men­ti sono pron­ti all’uso, sen­za dover andare incon­tro a sos­ti­tuzioni, in caso di neces­sità. In più gli sno­di ter­mi­nali dei brac­ci roboti­ci, che han­no una flessibil­ità di 360°, con­sentono manovre più facili e pre­cise”. Con la chirur­gia robot­i­ca, quin­di, il proces­so si sem­pli­fi­ca e si stan­dard­iz­za su alti liv­el­li qual­i­ta­tivi. L’operatore può essere for­ma­to in tem­pi bre­vi e agire sen­za alcu­na perdi­ta del gra­do di accuratezza.

Numerosi sono i ben­efi­ci anche per il paziente; diminuisce la percezione del dolore post inter­ven­to, poiché i brac­ci mec­ca­ni­ci non sot­to­posti al tremore fisi­o­logi­co del­la mano umana per­me­t­tono di arrecare minori trau­mi. Al con­tem­po si riduce il ris­chio di con­ver­sione dell’intervento dall’approccio laparo­scopis­co a quel­lo open, con van­tag­gi sig­ni­fica­tivi. E la per­ma­nen­za del paziente in ospedale diven­ta più breve gra­zie a un recu­pero fun­zionale più veloce.

Di tali van­tag­gi potran­no ben­e­fi­cia­rne soprat­tut­to una par­ti­co­lare cat­e­go­ria di pazi­en­ti – quel­li onco­logi­ci – quan­do non sarà pos­si­bile inter­venire con la tec­ni­ca laparo­scop­i­ca, già gold stan­dard del­la struttura.

La chirur­gia uro­log­i­ca degli ulti­mi ven­ti anni – aggiunge Michelan­ge­lo Tosana, Diret­tore U.O. Urolo­gia di Fon­dazione Poliambu­lan­za – è sta­ta carat­ter­iz­za­ta da una forte spin­ta ver­so la min­in­va­siv­ità. L’acquisizione del sis­tema roboti­co Da Vin­ci rap­p­re­sen­ta il coro­n­a­men­to di un lun­go sfor­zo di aggior­na­men­to tec­no­logi­co e clin­i­co perse­gui­to negli anni dal­la Fon­dazione e dal­la U.O. di Urolo­gia (la paro­la sla­va “rob­o­ta” dal­la quale deri­va l’etimologia del ter­mine “robot” sig­nifi­ca pro­prio “lavoro”). La sua appli­cazione è riv­ol­ta emi­nen­te­mente alla patolo­gia onco­log­i­ca del­la prosta­ta e del rene e sem­bra ormai acquisi­to garan­tis­ca out­come fun­zion­ali e onco­logi­ci net­ta­mente miglio­ra­tivi, decor­si post-oper­a­tori sem­pli­fi­cati gra­zie alle minori com­pli­canze (dolore, trasfu­sioni, ecc.) e rien­tro alle comu­ni attiv­ità in tem­pi più brevi”.

La scelta di Poliambu­lan­za di dotar­si del sis­tema roboti­co Da Vin­ci Xi e di ampli­arne l’ambito di uti­liz­zo a tut­ta la chirur­gia gen­erale, in par­ti­co­lare a quel­la com­p­lessa – affer­ma Alessan­dro Tri­bol­di, Diret­tore Gen­erale di Fon­dazione Poliambu­lan­za – è sta­ta intrapre­sa per offrire il mas­si­mo ben­efi­cio al paziente che accede alla nos­tra strut­tura. Dall’altra parte, se la tec­nolo­gia robot­i­ca richiede inves­ti­men­ti iniziali più ingen­ti e un cos­to del sin­go­lo inter­ven­to più alto rispet­to agli altri approc­ci chirur­gi­ci, i van­tag­gi a lun­go ter­mine sono sig­ni­fica­tivi. Minor per­ma­nen­za in ospedale e minor ris­chio di com­pli­canze si tra­ducono sen­za dub­bio in un notev­ole ben­efi­cio per il paziente, oltre che in un impor­tante risparmio per il Sis­tema San­i­tario Nazionale. Siamo sicuri che questi pas­si ver­so l’eccellenza clin­i­ca e il miglio­ra­men­to del trat­ta­men­to sono in lin­ea con la visione di una san­ità mod­er­na e sem­pre più dal­la parte del paziente”.

Dai risul­tati che abbi­amo osser­va­to nei pri­mi 20 casi com­ple­tati nell’ultimo mese, abbi­amo potu­to apprez­zare i van­tag­gi enor­mi che il robot può offrire ai nos­tri pazi­en­ti affet­ti da patolo­gie benigne e tumorali” – con­clude Abu Hilal.