Franceschini: «Il nostro obiettivo è rivedere parametri vecchi di quasi 30 anni e la gestione delle decisioni»

In Senato la voce di tutti i paesi

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Di Luca Delpozzo
(g.b.)

La revi­sione dei liv­el­li min­i­mi delle acque del e un organ­is­mo isti­tuzionale in cui abbiano voce in capi­to­lo anche i sin­daci delle comu­nità garde­sane: sono queste le pro­poste e le richi­este illus­trate alla tredices­i­ma com­mis­sione del Sen­a­to dai sin­daci Ren­zo Frances­chi­ni di Lazise, Fioren­zo Pien­az­za di Desen­zano (Bres­cia) e Clau­dio Moli­nari di Riva (Tren­to). Quest’ultimo è anche uno dei sen­a­tori com­po­nen­ti la com­mis­sione e sarà lui a redi­gere il doc­u­men­to finale del­la com­mis­sione, che potrebbe com­pren­dere una pro­pos­ta per il Gov­er­no Prodi.«Questo almeno è quel­lo che ci auguri­amo», com­men­ta Frances­chi­ni sot­to­lin­e­an­do la pos­i­tiv­ità del col­lo­quio in com­mis­sione. «In effet­ti siamo tor­nati da Roma con la con­vinzione di un con­fron­to reale e con­cre­to. I sen­a­tori era­no qua­si tut­ti pre­sen­ti e tra loro ci sono sta­ti alcu­ni inter­ven­ti dell’ex min­istro Ronchi, che ha aval­la­to le nos­tre preoccupazioni».In dis­cus­sione il futuro del più grande dei laghi ital­iani. «Occorre capire cosa vogliamo fare di questo baci­no: deve essere con­sid­er­a­to solo un ser­ba­toio d’acqua, vuoi a favore delle colti­vazioni del man­to­vano vuoi a favore del Po, o va vis­to, come noi rite­ni­amo, come ambi­ente nat­u­rale ed eco­sis­tema che è pri­or­i­tario tute­lare? Questo è il que­si­to cui occorre dare rispos­ta», dice il sin­da­co di Lazise, «e bisogna far­lo in tem­pi brevi».La pro­pos­ta dei sin­daci, por­tav­oce dei col­leghi di tut­ti i comu­ni garde­sani, è chiara : innanz­i­tut­to rivedere il para­metro — sta­bil­i­to da una legge del 1980 — che fis­sa a 15 cen­timetri sopra lo 0 idro­met­ri­co il liv­el­lo min­i­mo del lago. Il che sig­nifi­ca che ogni qual­vol­ta il liv­el­lo del lago supera quel lim­ite c’è mar­gine di disponi­bil­ità di uti­liz­zo dell’acqua.«Non pos­si­amo con­tin­uare a tenere buono questo val­ore», riprende il pri­mo cit­tadi­no di Desen­zano Pien­az­za, «Basti pen­sare che un liv­el­lo a 5 cen­timetri sopra lo 0 idro­met­ri­co sig­nifi­ca impos­si­bil­ità di nav­i­gare ver­so la riva, avere i pon­tili fuori acqua di diver­si metri con con­seguen­ze ben immag­in­abili anche sul­la flo­ra e sul­la fau­na di questo habi­tat nat­u­rale». «Per questo abbi­amo chiesto di aggiornare scelte attuate più di 20 anni fa, tenen­do con­to di val­u­tazioni ambi­en­tali e nat­u­rali che oggi sono molto cambiate».I sin­daci garde­sani han­no altresì chiesto di ved­er riconosci­u­ta isti­tuzional­mente la loro figu­ra negli organ­is­mi che deci­dono del lago e dei suoi liv­el­li. «Pen­si­amo sia giun­to il momen­to in cui anche i respon­s­abili delle realtà locali abbiano acces­so ai luoghi in cui si decide di questo ter­ri­to­rio. Dal­la tutela del lago di Gar­da e delle sue acque non dipen­dono solo gli agri­coltori dei con­sorzi di bonifi­ca o la salute del fiume Po, ma anche le comu­nità che vivono sulle sue sponde», rib­adisce Frances­chi­ni. «Per questo abbi­amo pro­pos­to un organ­is­mo di rap­p­re­sen­tan­za che rag­grup­pi i nos­tri pae­si e che abbia pos­si­bil­ità di con­fron­to diret­to con le mag­giori isti­tuzioni, pur con­tin­uan­do a dialog­a­re anche con le com­pe­ten­ti Autorità di bacino».Proprio i rap­p­re­sen­tan­ti di queste Autorità così come dei Con­sorzi di bonifi­ca saran­no prossi­ma­mente con­vo­cati dal­la com­mis­sione del Senato.«Sono pas­sag­gi essen­ziali per com­pletare l’istruttoria sul lago di Gar­da, che potrebbe includ­ere anche un sopral­lu­o­go da parte dei sen­a­tori. Rima­ni­amo quin­di fiduciosi sul­la loro disponi­bil­ità a val­utare seri­amente le nos­tre pro­poste, così come siamo cer­ti che è sta­to impor­tante aver por­ta­to a Roma la voce delle nos­tre comu­nità». «E, forse per la pri­ma vol­ta», con­clude il sin­da­co di Lazise, «sul­la sal­va­guardia del nos­tro lago le tre sponde del Gar­da, intese come comu­ni, province e regioni, han­no dimostra­to di pen­sar­la allo stes­so modo».

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