Grazie al lavoro dei volontari alpini l’entroterra gardesano è alla portata di tanti escursionisti e turisti. Il sentiero è stato sistemato dalle Penne nere della Monte Suello

In sicurezza sul monte Zingla

18/03/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

I volon­tari del­la sezione del­la «Monte Suel­lo», che com­prende tut­ti i grup­pi del Gar­da bres­ciano e del­la Valle Sab­bia, han­no com­in­ci­a­to a sis­temare e a recu­per­are i sen­tieri dell’entroterra gardesano.«Abbiamo trac­cia­to il per­cor­so numero 12, del monte Zingla — ricor­da Sil­vano Berto­let­ti, il respon­s­abile dell’attività di recu­pero dei sen­tieri -, dan­do la pos­si­bil­ità agli escur­sion­isti di arrivare in cima o fare il giro com­ple­to con ritorno al rifu­gio. Il numero di quan­ti han­no uti­liz­za­to questo sen­tiero è notevol­mente aumen­ta­to. Con la pri­mav­era eseguire­mo lavori sul trat­to espos­to, pri­ma di giun­gere sul­la vet­ta con la posa di corde di acciaio e pali di ancor­ag­gio di fer­ro, ren­den­do anco­ra più sicu­ra la sali­ta. Pri­ma del­la sta­gione esti­va spero che vengano mes­si in ordine i sen­tieri rimasti anco­ra in sospe­so, oltre a effet­tuare la nor­male manuten­zione di quel­li già recuperati».Giancarlo Peliz­zari par­la invece dell’attività svol­ta nel 2006 per quan­to riguar­da la sal­va­guardia del­la mon­tagna e il rispet­to dell’ambiente. «Nelle scuole — spie­ga Peliz­zari — abbi­amo proi­et­ta­to dia­pos­i­tive sul­la flo­ra e la fau­na delle nos­tre zone. Mat­tia Manovali, Edoar­do Capel­li e Gian­bat­tista Turi­na han­no saputo coin­vol­gere più di 600 alun­ni delle ele­men­tari di Maner­ba, Poz­zolen­go, Mura, Vobarno, Roè Vol­ciano, Cas­to, Vestone, Bagoli­no e Pre­seglie. Tut­ti i grup­pi si sono poi impeg­nati nell’organizzare la fes­ta degli alberi, le gior­nate eco­logiche per la pulizia degli argi­ni di fiu­mi, tor­ren­ti e parchi, le marce didat­tiche, ecc. Per il ter­zo anno con­sec­u­ti­vo abbi­amo poi real­iz­za­to con intere sco­laresche l’escursione con per­not­ta­men­to al nos­tro rifu­gio di Campei de Cima. Han­no ader­i­to con entu­si­as­mo a ques­ta pro­pos­ta le scuole ele­men­tari di Desen­zano, Maner­ba, Roè Vol­ciano, Sab­bio Chiese, Cas­to, Com­ero, Per­ti­ca Bas­sa e Vobarno, le medie di Vestone, il liceo Medi di Salò».«Durante l’estate — ricor­da anco­ra Gian­car­lo Peliz­zari — abbi­amo ospi­ta­to due : il 20 e 21 luglio 65 bam­bi­ni di Polpe­nazze; a fine agos­to, per cinque giorni, 21 alun­ni di Sab­bio Chiese. I vari grup­pi di alpi­ni han­no mes­so a dis­po­sizione i mezzi di trasporto per il servizio e l’assistenza; Rena­to Cerqui e i suoi col­lab­o­ra­tori han­no dimostra­to pazien­za con i più tur­bo­len­ti: le guardie del cor­po fore­stale del­lo Sta­to si sono date da fare per aiutare i ragazzi a sco­prire i seg­reti del­la natu­ra, e ad ammi­rare le mer­av­iglie dell’ambiente delle nos­tre montagne».In tema di escur­sioni, si è deciso di effet­tuare il prossi­mo 1 luglio il pel­le­gri­nag­gio sui luoghi del­la Grande guer­ra 1915–18. Local­ità prescelta: il forte di cima Ora, sull’altopiano del Bare­mone. «Non deve essere solo un momen­to di sva­go o una cam­mi­na­ta per abbat­tere qualche chi­lo di trop­po — inter­viene Berto­let­ti -, ma il giorno del ricor­do. Ogni mon­tagna per noi ha la sua colon­na moz­za: l’Adamello, l’Ortigara, il col di Lana, il monte Nero…».L’anno scor­so l’appuntamento è sta­to allo Sti­no. «Il grup­po di Capo­valle — con­clude Sil­vano Berto­let­ti — si è adop­er­a­to nell’organizzare la cer­i­mo­nia e trac­cia­re il sen­tiero. Quel­li di Riv­oltel­la han­no attrez­za­to il per­cor­so del­la cen­gia di arroc­ca­men­to a boc­ca Coc­ca, las­cian­do l’attrezzatura fis­sa, in modo da con­sen­tire agli escur­sion­isti la pos­si­bil­ità di vis­itare l’osservatorio, risalente al 1866, sul­la val Pimobi­no e il lago d’Idro».

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