Dalla passione di Giorgio Peres il lavoro di ricerca negli archivi delle biblioteche. Affidate allo storico Gaggia le ristampe del grande ittiologo

In tre libri tutti gli scritti di Malfer

17/01/2007 in Attualità
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Tre lib­ri des­ti­nati ad appas­sion­are gli aman­ti del e del suo eco­sis­tema, per­ché rac­col­go­no in un cor­po uni­co tut­ti gli scrit­ti di Flo­reste Malfer, grande itti­ol­o­go garde­sano (1862–1932) nato da una famiglia di pesca­tori, anco­ra oggi con­sid­er­a­to il mas­si­mo conosc­i­tore del lago, dei pesci e dei meto­di di pesca.L’opera è sta­ta pre­sen­ta­ta qualche tem­po fa in dal­lo stori­co garde­sano Fabio Gag­gia, pres­i­dente del­la Cor­po­razione degli antichi orig­i­nari di Gar­da che ne ha una delle due sole copie esisten­ti. L’altra la con­ser­va il suo cura­tore, il veronese Gior­gio Peres, 39 anni, area man­ag­er in un’importante dit­ta cit­tad­i­na, che sul Gar­da viene ogni vol­ta che può. Peres ama pescare e di Flo­reste Malfer sa tut­to. «Il pri­mo suo libro che mi com­prai è sta­to pro­prio Il Benà­co, vol­ume che anco­ra conser­vo con tan­to di auto­grafo. Sono sem­pre sta­to appas­sion­a­to di questo itti­ol­o­go», dice Peres, «riten­go Il Benà­co il più bel trib­u­to let­ter­ario mai scrit­to sul lago di Gar­da e sono con­vin­to che la pros­e­cuzione nei tomi ter­zo, quar­to e quin­to è solo un con­trib­u­to alla sua memo­ria». Poi spie­ga in cosa è con­sis­ti­to il suo lavoro: «L’idea di rac­coglier­la in un tomo uni­co me l’ha data Malfer, io ho solo rac­colto gli scrit­ti che lui indi­ca nell’avvertenza a Il Benà­co e che ho trova­to nell’archivio del­la bib­liote­ca di Gar­da e nel­la civi­ca di Verona. Sono una deci­na di fas­ci­coli sle­gati, una serie di mono­grafie lunghe che for­mano i tre volu­mi che per la pri­ma vol­ta riu­nis­cono tut­ti gli scritti».La pri­ma e la sec­on­da parte de Il Benà­co affrontano i temi «Oro e idro­grafia» e «Itti­olo­gia»; la terza par­la di «Mate­ri­ale e pro­duzione» in par­ti­co­lare de «La pesca nel lago di Gar­da» e il «Lago di Gar­da in un decen­nio di pesca». La quar­ta parte è sul­la «Leg­is­lazione pescherec­cia» e trat­ta di rego­la­men­ti di pesca e pescosità del Gar­da e del­la Cor­po­razione degli antichi orig­i­nari di Gar­da, di cui Malfer fu pres­i­dente. La quin­ta è «Fau­na pelag­i­ca», osser­vazioni su quelle forme di vita che si potreb­bero definire il planc­ton del lago di cui i pesci si cibano. «Ora che quest’opera inedi­ta è com­pi­u­ta var­rebbe la pena di far­la entrare nel cir­cuito del­la dis­tribuzione», dice Gaggia.«Ho inizia­to il lavoro due anni fa», dice Peres, «ho foto­copi­a­to ogni pag­i­na di questi scrit­ti, poi si è pro­ce­du­to alla stam­pa. Oltre non mi sen­to di andare. Mi bas­ta sapere che tut­ta l’opera di Malfer è ora rac­col­ta e affi­da­ta al pro­fes­sor Gag­gia. Oggi anche Il Benà­co, che ha avu­to due ristampe anasta­tiche, è introv­abile».

Parole chiave: -