In vacanza tra i monaci degli eremi

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Di Luca Delpozzo
Federico Pelizzari

Sono sem­pre più numerose le per­sone, anche straniere, che alla mon­dan­ità preferiscono la pace degli ere­mi per una pausa di med­i­tazione, di ricer­ca di sé stes­si nelle oasi del­la spir­i­tu­al­ità. Mon­te­castel­lo è appol­la­ia­to su un dirupo a 691 metri di quo­ta, e lì Masti­no Del­la Scala edi­ficò un’arce, poi trasfor­ma­ta in chiesa ogi­vale; arric­chi­ta da scul­ture e dip­in­ti, alcu­ni su rame di Pal­ma il Gio­vane, e da affres­chi post­giotteschi. L’ab­bazia di Maguz­zano, polo ecu­meni­co che accoglie fratel­li di diver­sa fede cris­tiana, nel 1521 ospitò il benedet­ti­no e poeta mac­cheron­i­co Teofi­lo Folen­go, alias Mer­lin Cocai. Gabriele D’An­nun­zio nel 1922 desinò coi frati e dor­mì sul pavi­men­to del­la chiesa. Al ceno­bio San Gior­gio di Gar­da gli ospi­ti acce­dono lib­era­mente per­ché, las­ci­a­to dai frati di Camal­doli, è divenu­to acces­si­bile anche alle donne che pri­ma non era­no ammesse dal­la fer­rea rego­la di Montecorona.

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