Con largo anticipo sui tempi tradizionali. Non si ricorda a memoria d'uomo un avvio così anticipato

In Valtenesi è iniziata la vendemmia

03/08/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Luigi Del Pozzo

Sarà ricor­da­ta sen­za dub­bio per la sua tremen­da sic­c­ità che ha mes­so in crisi molti set­tori dell’economia garde­sana, e non sola­mente lega­ta al tur­is­mo, ques­ta anna­ta del 2003. Sic­c­ità ed ele­vate tem­per­a­ture ha fat­to si che la natu­ra subisse delle mutazioni nel set­tore pro­dut­ti­vo, spes­so in ter­mi­ni neg­a­tivi. Ne è ad esem­pio la pro­duzione olivi­co­la che sta assis­ten­do ad una dec­i­mazione del­la pro­duzione a causa del­la man­can­za di acqua. Molto il prodot­to rag­grinz­i­to che sta caden­do a ter­ra. Diver­sa invece la situ­azione ne set­tore vitivini­co­lo che sta assis­ten­do invece ad un even­to mai avvenu­to a memo­ria d’uomo come ci ha spie­ga­to Emilio Zuliani, noto ed esper­to pro­dut­tore di vini del­la Valte­n­e­si. “Non era mai cap­i­ta­to che al 25 di luglio ci fos­se la neces­sità di vendem­mi­are in Valte­n­e­si. Lo abbi­amo fat­to, e lo sti­amo facen­do tut­to­ra due o tre giorni la set­ti­mana con le uve Chardon­nay quelle che ci for­niscono le basi per il spumante. Una – rac­con­ta Zuliani – che ci ha las­ci­a­to stupi­ti si io che mia moglie Eleono­ra in quan­to mai accadu­to pri­ma d’ora nel­la nos­tra vita di agri­coltori, ma neanche ma rac­con­tat­aci dai nos­tri gen­i­tori e non­ni e quin­di vera­mente una cosa assai rara e forse uni­ca. La neces­sità di vendem­mia è dovu­ta allo sta­to avan­za­to di mat­u­razione di queste uve che dato il loro alto fat­tore zuc­cheri­no, ren­dono l’uva assai dolce ed appetitibile agli uccel­li che dis­trug­gono il rac­colto. Ecco quin­di al neces­sità di con­trol­lare qua­si ogni giorno i vigneti e provvedere al rac­colto appe­na il seg­nale di mat­u­razione è evi­dente. Poi al mat­u­razione viene pros­e­gui­ta in appo­site casse pres­so i nos­tri fres­chi ambi­en­ti”. E passeg­gian­do per questi vigneti, nel cuore del­la Valte­n­e­si, è facile notare quel­lo che rimane di quel­lo che era il grap­po­lo d’uva, ossia il raspo nudo e crudo. Un prob­le­ma, quel­lo degli uccel­li divo­ra­tori, assai sen­ti­to dagli agri­coltori che vedono spes­so dec­i­mate le loro pro­duzioni. Molti i sis­te­mi provati per dis­suadere i volatili da questi assalti, ma assai pochi i risul­tati ottenu­ti. Quest’anno con queste eccezion­ali situ­azioni cli­matiche il prob­le­ma sicu­ra­mente avrà ulte­ri­ori pesan­ti con­seguen­ze vis­to che se la situ­azione cli­mat­i­ca non muterà fra una quindic­i­na di giorni si assis­terà all’inizio del­la vendem­mia vera e pro­pria con largo anticipo sulle date tradizion­ali fis­sate medi­a­mente ver­so la metà di set­tem­bre. Intan­to fra i pro­dut­tori ser­peg­gia un cau­to ottimis­mo su quel­lo che sarà il prodot­to finale, il , di ques­ta sta­gione 2003. Una pro­duzione abbon­dante, sana e soprat­tut­to ind­i­riz­za­ta ver­so un’annata eccezionale. Un del ’64, assag­gia­to alcune set­ti­mane scorse in casa Com­in­ciali, deno­ta­va dopo cir­ca quarant’anni, la qual­ità e la tenu­ta del prodot­to nelle sua tipic­ità e carat­ter­is­tiche: si trat­ta­va di una pro­duzione fat­ta un’anno dopo una tremen­da grand­i­na­ta. Lo stes­so Zuliani ci ha con­fer­ma­to queste pre­vi­sioni aggiun­gen­do, con un pizzi­co di sod­dis­fazione, che “sarà una pro­duzione che ci pre­mierà, anche se solo in parte, dei dan­ni subiti lo scor­so anno con quel­la trag­i­ca grand­i­na­ta pro­prio del 3 agos­to, che, lo ricor­diamo, dis­trusse gran parte del­la pro­duzione vini­co­la ed olearia del medio Gar­da, prati­ca­mente tut­ta la Valte­n­e­si, met­ten­do in seria dif­fi­coltà tut­ta l’economia ad essa lega­ta” com­pre­sa anche quel­la turistica.

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