Si celebrano a San Pietro i 30 anni del complesso diretto da Castellani

In Vaticano il coro parrocchiale

23/04/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Sono pas­sati trent’anni: alla Pasqua 1976, per la pri­ma vol­ta, alla mes­sa solenne di Res­ur­rezione, si pre­sen­tò nel­la chiesa par­roc­chiale, la Schola Can­to­rum diret­ta da Giuseppe Castel­lani. Oggi il coro fes­teggia a Roma, in San Pietro, dove alle 12,15 can­ta durante una solenne cel­e­brazione litur­gi­ca, accom­pa­g­na­to all’organo da Cor­ra­do Sala. Ci sarà anche il par­ro­co don Achille Boc­ci. Trent’anni fa fu Giuseppe Castel­lani, allo­ra vicesin­da­co, a vol­ere il coro, per ani­mare le messe nel­la par­roc­chiale ded­i­ca­ta ai san­ti Zeno e Mar­ti­no. Una scommes­sa sostenu­ta dal par­ro­co dell’epoca, don Giuseppe Boaret­to, divenu­to poi mon­signore a Lona­to. «Erava­mo una venti­na fra maschi e fem­mine», spie­ga Castel­lani, «e dopo mesi di prove in chiesa e al cen­tro gio­vanile ci siamo decisi a debuttare alla mes­sa solenne delle 11. Mi trema­vano le gambe e a sten­to rius­ci­vo a dirigere, ma ricevem­mo com­pli­men­ti». Da allo­ra Castel­lani è sem­pre sta­to maet­sro. «Un onere ma anche un onore», dice, «e fran­ca­mente non ho sen­ti­to pas­sare il tem­po. Sono orgoglioso di aver con­tin­u­a­to ques­ta attiv­ità del tut­to gra­tui­ta e volon­taria». «Sen­za il mae­stro Castel­lani la Schola Can­to­rum non esisterebbe», dichiara la respon­s­abile delle relazioni esterne del coro, Maria Fiorel­la Azza­li, «per­ché è lui che trasci­na tut­ti noi a cantare e a per­sis­tere nel nos­tro impeg­no. Vici­no a lui si sono pas­sati tan­ti ami­ci coristi. Oggi siamo una trenti­na. Castel­lani non ha mai chiu­so la por­ta a nes­suno, nem­meno agli sto­nati. Gra­zie a ques­ta sua aper­tu­ra il coro si è rin­no­va­to ed è cresci­u­to. E di tut­to ciò siamo a lui grati. Castel­lani è la Schola Can­to­rum di Lazise. Non vi è ombra di dubbio».