La Regione dice sì al progetto e ci sono due gruppi di imprese pronti a muoversi. Il Piano di recupero porterà case, parcheggi e negozi

In via Brunati cambierà tutto

20/08/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il grande «Piano inte­gra­to di recu­pero» di via Brunati, a Salò, una oper­azione che riguar­da l’ex col­le­gio civi­co col ter­rapieno, l’ex mater­na «Bravi» e le ex ele­men­tari «Fratel­li Cervi», ha fat­to un pas­so avan­ti. Ha incas­sato il sì del­la Regione, che sot­to­lin­ea però la neces­sità di una adegua­ta relazione geo­logi­co-sis­mi­ca, e rac­colto le pro­poste di due grup­pi di imp­rese dis­poste a effet­tuare l’op­er­azione: una è veneziana, la sec­on­da di Pon­te­vi­co, abbina­ta a una dit­ta trenti­na, di Ivano Fra­ce­na, in Val­sug­ana. Il mec­ca­n­is­mo adot­ta­to è quel­lo del project financ­ing. Una com­mis­sione for­ma­ta da un paio di espo­nen­ti dell’Opera pia Car­ità laicale, dal seg­re­tario comu­nale Giuseppe Iovene, dal coman­dante dei vig­ili urbani, dai fun­zionari respon­s­abili dei set­tori Urban­is­ti­ca, Lavori pub­bli­ci e Finanze ha tenu­to una riu­nione per esam­inare le offerte, giu­di­can­dole rego­lari. Nei prossi­mi giorni ver­rà scelta la migliore,base di rifer­i­men­to per la suc­ces­si­va gara di appal­to. Da almeno vent’anni si dis­cute del­la sis­temazione di questi edi­fi­ci, ormai fatis­cen­ti. Prog­et­ti, mod­i­fiche, aggior­na­men­ti, approvazioni, boc­cia­ture. Il com­par­to (200 metri di lunghez­za, con una quo­ta di pro­pri­età del Comune e, la parte mag­giore, dell’Opera pia, i cui ammin­is­tra­tori sono nom­i­nati dal Munici­pio) ha dato un sac­co di lavoro al Tar, ripetu­ta­mente chiam­a­to in causa dai pri­vati per nul­la inten­zionati ad accettare le varie soluzioni. Finchè l’attuale mag­gio­ran­za ha deciso di ripar­tire da capo, affi­dan­do all’ingegner Antoni­no Alesci, l’estensore del Piano urbano del traf­fi­co, e all’architetto Maria Pao­la Corvi l’incarico di trovare una nuo­va soluzione. Che è la seguente: il com­par­to ver­rà trasfor­ma­to in Palaz­zo del­la cul­tura (4076 metri quadri), negozi (1053), appar­ta­men­ti (3.249), con parcheg­gi (un autosi­lo da 425 posti auto e un altro pri­va­to da 120, dietro l’ex ele­mentare) e verde (4000 mq, 2866 attrez­za­ti). In una pri­ma fase, all’impresa vincitrice del project financ­ing saran­no cedu­ti gli immo­bili, val­u­tati quat­tro mil­ioni e 142 mila euro. Il Comune provved­erà a esperire le pro­ce­dure anche per con­to dell’Opera pia. In un sec­on­do momen­to si real­izzerà l’autosilo, nel ter­rapieno del campet­to dell’ex col­le­gio, ora uti­liz­za­to (in super­fi­cie) a parcheg­gio. 183 box ver­ran­no inter­rati; 170 i posti auto nei due piani più alti e 72 in super­fi­cie. Cos­to del­l’­opera: sei mil­ioni e 242 mila euro. Terza fase: la ces­sione ai res­i­den­ti del cen­tro stori­co, pro­pri­etari di case, dei 1 83 box a 25 mila euro cias­cuno » iva. Incas­so totale: quat­tro mil­ioni e 575 mila euro. Ulti­mo atto: la ristrut­turazione dell’ex palestra e dell’ex col­le­gio civi­co (nei sec­oli scor­si il pri­mo era una chiesa, San­ta Giusti­na, il sec­on­do un con­ven­to). Saran­no trasfor­mati in Palaz­zo del­la cul­tura () e, per una pic­co­la parte, in negozi. Cos­to: quat­tro mil­ioni e 155 mila. Al tirar delle somme, la dit­ta che ricev­erà l’incarico dovrà effet­tuare lavori «pub­bli­ci» per cir­ca 10 mil­ioni e 375 mil­ioni di euro. In com­pen­so potrà affittare o vendere i posti del parcheg­gio per­ti­nen­ziale, gestire l’autosilo, costru­ire e vendere a prezzi di libero mer­ca­to appar­ta­men­ti e negozi. Lo scor­so dicem­bre, in sede di adozione, il sin­da­co ave­va ricorda­to che rispet­to al «Pir» prece­dente sono sta­ti can­cel­lati 12 mila metri cubi «per creare un pol­mone verde di una cer­ta valen­za. Un piano sof­fer­to, che abbi­amo stu­di­a­to al meglio». Pur con­cor­dan­do sostanzial­mente sul­la neces­sità del recu­pero, le mino­ranze han­no espres­so numerose critiche. Rena­to Cobel­li, del­la Margheri­ta, ha soll­e­va­to per esem­pio per­p­lessità sul­lo scar­so peso attribuito alle pro­pri­età dell’Opera pia («l’Ipab rin­un­cia al pro­prio pat­ri­mo­nio a favore del Comune, non so cosa ne penserà la Regione»), sul­la can­cel­lazione del­l’ipo­tiz­za­ta stra­da di arroc­co, che avrebbe dovu­to col­le­gare il cen­tro con la 45 bis, e sull’effettivo aumen­to dei posti auto. Vin­cen­zo Zam­bel­li, Ds, ha sostenu­to che i 183 box potreb­bero essere uti­liz­za­ti come mag­a­zz­i­ni, che occorre uno stu­dio sul­lo smal­ti­men­to delle acque e che la pro­ce­du­ra adot­ta­ta non è corretta.

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